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Dimaro, pronti gli interventi per la messa in sicurezza del Rotian e per guardare al futuro. Gli sfollati rientreranno a casa in estate

A fine marzo la Provincia ha deciso di acquisire l'area devastata dal maltempo e nella serata di venerdì 12 aprile sono stati presentati gli interventi che si dividono in tre tranche per mettere in sicurezza l'area. A fine ottobre l’intensità delle piogge è stata tale da non essere mai stata registrata in precedenza, raggiungendo una media matematica che non si riscontrava da 150 anni, poi la tragedia

Pubblicato il - 13 aprile 2019 - 18:55

DIMARO. "Il vostro territorio, così duramente colpito, ha mostrato fin da subito la forza di rialzarsi: la comunità ha mostrato una grande capacità di reagire, mettendo in campo tutta la propria coscienza civica", così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, nel presentare a Dimaro gli interventi previsti per la messa in sicurezza dell’area del Rotian, che ha aggiunto: "Anche da parte dell’amministrazione è stato fatto il possibile per avviare in tempi brevi la ricostruzione, investendo risorse e con l’apporto di tutti, tecnici e rappresentanti istituzionali di maggioranza e di opposizione".

 

Un tragedia, quella di Dimaro, costata la vita a Michela Ramponi, quanto un'imponente frana (si è calcolato che il movimento terra totale si stato di circa 50.000 metri cubi) è scivolata giù dalla zona di Folgarida e ha percorso la Val del Rio Rotian e per circa 2 chilometri coprendo un dislivello di alcune centinaia di metri.

 

La forza con la quale si è abbattuta su quello che era il campeggio della zona (chiuso in questi giorni ma che avrebbe aperto nel fine settimana) è stata molto impattante e nel suo passaggio ha letteralmente spazzato via un ponte e poi ha raggiunto anche la strada per il Tonale (Qui articolo). Ore terribili e durissime, ma la macchina dei soccorsi si è subito mossa giorno e notte per riportare la normalità quanto prima. 

 

A fine marzo la Provincia ha deciso di acquisire l'area devastata dal maltempo (Qui articolo) e nella serata di venerdì 12 aprile sono stati presentati gli interventi. Oltre al governatore, presenti anche l'assessora Giulia Zanotelli, i sindaci di Dimaro e Commezzadura, il dirigente generale dell’Umst grandi opere e ricostruzione, Raffaele De Col, e i tecnici del servizio bacini montani Roberto Coali e Andrea Casonato

 

"Dimaro - dice Zanotelli - ha dato un grande esempio di comunità, affrontando una situazione drammatica. Adesso guardiamo al futuro, investendo in progetti di messa in sicurezza". Gli interventi per la messa in sicurezza del conoide del rio Rotian si dividono in tre tranche.

 

Nella parte alta sono state trovate soluzioni per contrastare l’eventuale innesco di materiale, nella parte media per aumentare la capacità di laminazione dei detriti e nella parte bassa per l’adeguamento della deviazione del torrente, che si getta nel Noce proprio a fianco dell’abitato di Dimaro. Intanto, la buona notizia data agli sfollati è che potranno rientrare nelle case, indicativamente, nel corso della prossima estate, dopo tutti i controlli necessari di sicurezza effettuati dalla Protezione civile.

 

Nel corso dell’incontro sono state mostrate planimetrie, illustrate sezioni e profili del progetto, ma si è anche voluto ricostruire le drammatiche fasi del disastro. Nei giorni del 27 e 28 ottobre scorsi, quelli che precedono la terribile esondazione del Rotian, costata una giovane vittima e danni ingentissimi per la comunità di Dimaro, l’intensità delle piogge è stata tale da non essere mai stata registrata in precedenza, raggiungendo una media matematica che non si riscontrava da 150 anni.

 

Con il passare delle ore il contenuto d’acqua nei terreni ha raggiunto in breve tempo la saturazione e lo scroscio continuo della pioggia, associato a fortissimi venti, ha innescato una colata di detriti alimentata dalla morena glaciale laterale al corso del fiume, dove sono immersi grossi blocchi di roccia sostenuti da sabbie e ghiaie.

 

Le briglie degli anni '70 hanno ceduto alle spinte e agli urti, liberando grandi quantità di materiale e anche il più recente sistema di controllo delle colate è riuscito a contrastare il fenomeno solo parzialmente.

 

A seguire questi eventi calamitosi, i primi interventi di sgombro e messa in sicurezza, fino alla progettazione di più consistenti lavori che interessano il conoide del Rotian. L’intervento della parte alta comprende le demolizioni e l’avvallamento di briglie residue, il deprezzamento dei massi presenti nell’alveo e sui versanti, il taglio della vegetazione instabile. Nella parte media verranno invece costruiti nuovi contrafforti per il rallentamento e l’arresto dei blocchi rocciosi e un secondo sistema, oltre all’esistente, di laminazione del trasporto solido. Nella parte bassa, che riguarda più direttamente l’abitato di Dimaro, si intende ricostruire e adeguare il canale deviatore, dimensionandolo dal punto di vista idraulico.

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