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| 05 set 2019 | 09:47

Frana a Dimaro, quattro persone indagate. Michela Ramponi morì travolta dal fango. La Pat: ''Fiducia nell’operato della magistratura''

La Procura di Trento ha chiesto l'incidente probatorio per verificare negligenza nel sottostimare la pericolosità del Rio Rotian, per verificare la mancanza di realizzazione di opere di contenimento nel caso di un'esondazione, ma anche un eccessivo ritardo nel lancio dell'allarme 

Frana a Dimaro, quattro persone indagate
di Redazione

TRENTO. Sono quattro le persone indagate per la morte di Michela Ramponi, la mamma di 45 anni che è morta nella sua casa travolta da una massa di fango e detriti a Dimaro lo scorso 29 ottobre davanti agli occhi del marito. (QUESTO L'ARTICOLO)

 

Una tragedia immensa nelle ore in cui il Trentino era stato colpito dalla tempesta Vaia. A Dimaro una colata di fango arrivata dallo straripamento del Rio Rotian aveva raggiunto il paese nella zona del campeggio invadendo alcune abitazioni e spazzando via delle strutture. (QUI L'ARTICOLI)

Dimaro, il paese investito e diviso da una colata di fango e sassi

Ora per la morte di Michela è stata notificata la richiesta di incidente probatorio per verificare se vi sia stata negligenza nel sottostimare la pericolosità del Rio Rotian, per verificare la mancanza di realizzazione di opere di contenimento nel caso di un'esondazione, ma anche un eccessivo ritardo nel lancio dell'allarme e dell'evacuazione.

 

Come già detto, sono quattro gli indagati e sono: il sindaco di Dimaro Andrea Lazzaroni, il dirigente provinciale del Servizio Bacini Montani Roberto Coali, l'ex capo della Protezione civile trentina Stefano Devigili e l'ingegnere Silvia Franceschi.

 

 

Questa la nota della Provincia

 

In merito alla richiesta di incidente probatorio formulata dalla Procura distrettuale di Trento sulla frana di Dimaro, la Provincia ripone la sua fiducia nell’operato della magistratura, ma al tempo stesso conferma la completa stima nei confronti dei dirigenti coinvolti dall’indagine nella consapevolezza che siamo in presenza di un settore, quello della gestione delle emergenze, codificato da procedure che vengono seguite con un’attenzione e responsabilità che si traducono in standard ampiamente superiori alla media.
 

L’evento che ha colpito la piccola comunità della Val di Sole nell’ottobre scorso ha tutte le caratteristiche dell’eccezionalità ed è stato riconosciuto fin da subito il grande impegno profuso per affrontarlo. Da anni, poi, le istituzioni e la comunità trentina pongono grande attenzione alla cura del territorio, in un’ottica di prevenzione che viene portata ai massimi livelli possibili, pur nella consapevolezza che anche impegno, professionalità e perizia devono fare i conti con i limiti posti dalla natura che, con crescente frequenza ormai, ci sottopone a prove sempre più difficili. 
 

Nella certezza che il dovuto approfondimento dell’autorità inquirente si risolverà positivamente per i professionisti coinvolti, la Giunta provinciale rinnova con grande rispetto la vicinanza anche a chi, a causa di quell’evento, ha dovuto pagare un altissimo prezzo. 

 

 

 

 

 

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