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Donna ''aggredita'' da un cinghiale? La Lac: ''L'animale ha travolto l'escursionista mentre scappava da una battuta di caccia con la braccata''

Per la Lega abolizione della caccia Lombardia attribuire la responsabilità (se di responsabilità si parla) dell'accaduto all'ungulato è sbagliato. Come sbagliate sono le strategie di contenimento di questi animali: ''Non a caso in oltre trent’anni di gestione del problema da parte dei cacciatori, questa specie in Italia è aumentata in maniera esponenziale''

Pubblicato il - 14 dicembre 2019 - 20:09

TOSCOLANO MADERNO. ''A breve distanza dagli escursionisti, che si trovavano sopra l’abitato di Toscolano, erano in azione ben due squadre di cacciatori impegnati in una battuta di caccia al cinghiale con la tecnica della braccata,con l’impiego di decine di cani''. Questa la ragione che avrebbe provocato l'incidente tra una escursionista e un cinghiale nell'Alto Garda bresciano quest'oggi. Almeno stando alla ricostruzione della Lega per l'abolizione della caccia (Lac) sezione Lombardia. L'animale sarebbe scappato dai cacciatori e per questo avrebbe travolto la donna che si trovava in zona con altri escursionisti ferendola alla gamba. 

 

La Lac, specifica che quindi non si deve parlare di ''attacco'' (come abbiamo fatto anche noi, QUI ARTICOLO) perché, aggiungono, ''i cinghiali non sono animali aggressivi e neppure pericolosi in quanto tali, e normalmente, avendo timore dell’uomo, fuggono davanti alla sua presenza. Solo se messi alle strette possono assumere atteggiamenti difensivi, senza però assalire''. 

Questa la ricostruzione dell'accaduto per la Lac Lombardia: ''Semplicemente, a breve distanza dagli escursionisti, che si trovavano sopra l’abitato di Toscolano, erano in azione ben due squadre di cacciatori impegnati in una battuta di caccia al cinghiale con la tecnica della braccata, con l’impiego di decine di cani. L’animale presunto aggressore stava semplicemente scappando terrorizzato dalla muta e dai cacciatori, e correndo ha travolto, buttandola a terra e ferendola, l’escursionista incontrata sul sentiero. Attribuire all’animale in fuga la diretta responsabilità dell’incidente è del tutto strumentale: dovranno essere infatti accertate le vere responsabilità di questo incidente, come di molti altri (stradali e non), e la sua quasi certa correlazione con l’attività venatoria e con la braccata''.

 

E poi la Lega per l'abolizione della caccia aggiunge che: ''Vorremmo porre semplici domande: perché, nonostante ogni anno, per risolvere questa “emergenza” si invocano e si attuano battute di caccia mettendo veramente a rischio la popolazione, i cinghiali continuano ad aumentare? Non sarà per caso che le battute servono solo a divertire e rimpinguare le tasche di chi poi vende la loro carne? Nessuno pensa che se la popolazione di questo ungulato dopo questi massacri non segnala nemmeno una lieve flessione è forse arrivato il momento di cambiare strategia? Studi scientifici hanno ormai ampiamente dimostrato che il ricorso alla caccia per controllare i cinghiali non è solo pericoloso e inutile, ma ottiene l’effetto opposto. Non a caso in oltre trent’anni di gestione del problema da parte dei cacciatori, questa specie in Italia è aumentata in maniera esponenziale. I danni causati dovrebbero essere risarciti direttamente dalle associazioni venatorie, perché il “problema” è semplicemente una loro creazione''.

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