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Forte terremoto in Albania, almeno 18 morti e centinaia di feriti. Il Trentino pronto a mobilitarsi. Zefi: ''Tante associazioni hanno dato la disponibilità ad aiutare''

Leonora Zefi, presidente dell'associazione culturale donne albanesi in Trentino “Teuta”- APS sta ricevendo da questa mattina numerose chiamate di associazioni e semplici cittadini che chiedono come poter aiutare. "Siamo in contatto con le autorità albanesi, la situazione in queste ore non è semplice"

Di Giuseppe Fin - 26 November 2019 - 12:28

TRENTO. “Da questa mattina sono tantissimi i trentini che mi hanno chiamato per dire che vogliono dare un mano, vogliono essere volontari. Io li ringrazio di cuore perché la situazione è drammatica”. Leonora Zefi è presidente dell'associazione culturale donne albanesi in Trentino “Teuta”- APS e da questa mattina è in contatto con i referenti e le autorità in Albania dove si continua a scavare con le mani nelle macerie dei palazzi che questa notte sono crollati dopo la fortissima scossa di terremoto di magnitudo 6.4 nella zona nella costa settentrionale, vicino a Durazzo. (QUI L'ARTICOLO)

 

“Sono stata contattata dall'associazione 'Amici della Fondazione Giovanni Paolo II' ma anche da tante altre associazioni di cooperazione internazionale – spiega Zefi – che sono pronte a dare una mano. Ora, però, stiamo cercando di capire anche attraverso le autorità di cosa c'è bisogno”.

 

La terra ha iniziato a tremare alle 3.54 (ora italiana) e fino ad ora sono centinaia ormai le scosse di assestamento, anche forti, che stanno tenendo la popolazione con il fiato sospeso.  Durazzo è la seconda città albanese per numero d’abitanti dopo la capitale Tirana. Le informazioni sulla grave situazione si stanno aggiornando di ora in ora. Sono almeno 18 i morti accertati ma sono centinaia i feriti portati negli ospedali ed estratti dalle macerie. Alcuni si trovano in condizioni gravissime.

La Farnesina ha immediatamente attivato l'Unità di Crisi e sempre secondo le prime informazioni sembra che non ci siano italiani coinvolti. E' in partenza anche un team italiano per aiutare le autorità locali impegnate a rispondere all’emergenza. Il team supporterà nelle ricerche e nei soccorsi ma anche nella valutazione dei danni e agibilità degli edifici. In azione anche l'esercito che sta provvedendo a creare dei luoghi di riparo per le persone.

 

La paura della popolazione albanese è tanta. In molti stanno ancora cercando i propri familiari dispersi durante la prima forte scossa. La Protezione civile e l'esercito stanno lavorando senza sosta tra le macerie a Durazzo e Thumana dove due bambini sono stati estratti dai crolli e portati in salvo. Un altro uomo, invece, è morto dopo essersi gettato dalla finestra nel tentativo di salvarsi.

Una situazione, insomma, drammatica che viene seguita ora dopo ora già a partire da questa mattina anche dall'associazione culturale donne albanesi in Trentino. Leonora Zefi, presidente dell’associazione, è in contatto con le autorità in Albania.  “La scossa che è avvenuta questa notte – ci spiega – è molto più forte di quella che abbiamo sentito qualche mese fa. E' avvenuta di notte quando in molti erano a letto e tanti sono rimasti sotto le macerie”. Proprio per questo a preoccupare sono le moltissime scosse di assestamento, anche di forte intensità. “Queste scosse – spiega Zefi – stanno creando ulteriori crolli e questo mette ancora più in pericolo le tante persone che si trovano in queste ore sotto le macerie”.

L'associazione “Teuta” è pronta a muoversi per aiutare la popolazione albanese colpita dal terremoto. In queste ore concitate e di paura, però, si sta cercando di verificare quali siano i bisogni. “Ci metteremo in contatto con la cooperazione internazionale ma anche con i politici e le istituzioni presenti sul nostro territorio – ha concluso Zefi – non possiamo lasciare da sola la nostra popolazione in una situazione così grave”.

 

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