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Terremoto in Albania, anche in trentino parte la mobilitazione per aiutare le vittime del sisma

La comunità albanese e le associazioni della cooperazione internazionale si sono attivate in soccorso delle zone colpite dalla violenta scossa di magnitudo 5.8, che solo sabato scorso ha colpito l’Albania danneggiando oltre 400 abitazioni e 30 palazzi, mentre più di 100 persone sono rimaste ferite nei crolli

Di Tiziano Grottolo - 22 settembre 2019 - 19:48

TRENTO. Una serie di violente scosse, susseguitesi in questi giorni, ha messo in ginocchio l’Albania facendo registrare un bilancio molto pesante che parla di oltre 100 feriti e circa 500, fra abitazioni e palazzi, danneggiati dal terremoto.

 

La scossa più violenta si è registrata lo scorso sabato pomeriggio e ha fatto segnare una magnitudo di 5.8 con l’epicentro localizzato a nord-est della città di Durazzo. Questo evento sismico è stato avvertito distintamente dalla costa pugliese dell’Italia fino in Bulgaria dove fortunatamente non si sono registrati danni.

 

In questi giorni il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha offerto l’aiuto dell’Italia al suo omologo Edi Rama, nel frattempo anche la società civile si sta mobilitando.

 

Ciò accade anche in Trentino dove le associazioni della cooperazione internazionale si stanno muovendo fianco a fianco con la comunità albanese, in particolare con l’associazione di promozione sociale “Acdait Teuta”.

 

Leonora Zefi, presidente dell’associazione, ci conferma che al momento c’è ancora molta confusione anche se il governo ha immediatamente attivato due numeri di emergenza gestiti dal Centro di volontariato per le emergenze civili che si occuperà di coordinare e smistare gli aiuti.

 

Inoltre è stato aperto un conto corrente intestato allo stesso Centro di volontariato dove chi lo vorrà potrà contribuire con una donazione che servirà per finanziare i primi interventi in favore delle popolazioni colpite. L’iban sul quale fare il versamento è il seguente AL1220811008000001073531802.

 

“Come associazione e comunità albanese – spiega Zefi – abbiamo preso contati con il centro di volontariato per capire cosa fare ma soprattutto per coordinarci con loro”.

 

In questa fase di prima emergenza è essenziale fissare degli obiettivi e comprendere in primo luogo di cosa ci sia effettivamente bisogno.

 

“Stiamo cercando di capire come è meglio muoversi e lo stiamo facendo collaborando con la rete delle associazioni trentine che si occupano di cooperazione internazionale e altre associazioni di albanesi all’estero”.

 

Come spiega la presidente dell’associazione Teuta le zone più colpite sono quelle della capitale Tirana, con la facoltà di geologia gravemente compromessa, danni considerevoli anche della città di Helmes, a 10 chilometri dalla capitale, dove alcuni edifici sono crollati.

 

Al momento dunque si sta mettendo in moto la macchina degli aiuti “stiamo informando la comunità e chiedendo alle persone la disponibilità a contribuire personalmente in attesa di conoscere le necessità del paese”.

 

Per chi volesse ulteriori informazioni o mettersi a disposizione per dare una mano l’associazione Teuta ha messo a disposizione un numero di cellulare 3284760124 e un indirizzo mail acdait@yahoo.it da contattare in caso di necessità.

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