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Gianpaolo e Laura dormono al freddo ma in poche ore scatta la gara di solidarietà. Dalla giacca alla doccia calda, c'è anche chi ha offerto loro una settimana in ostello

Dopo la storia che abbiamo raccontato di Gianpaolo e Laura sono stati molti i trentini che hanno deciso di offrire il proprio aiuto. Intanto anche oggi hanno trascorso la giornata al freddo. Tra le offerte di aiuto non è mancato anche chi ha deciso di informarsi per pagare una settimana alla coppia in ostello in un B&B dove poter dormire al caldo

Di Giuseppe Fin - 13 novembre 2019 - 19:04

TRENTO. C'è chi si è messo a cercare una giacca pesante da donare, chi invece ha offerto loro un posto al caldo dove mangiare e magari farsi una doccia. La storia di Gianpaolo e Laura (Qui l'articolo) ha lasciato il segno in tantissimi trentini che dopo averla letta su il Dolomiti, in poche ore, si sono subito mossi per cercare di fare qualcosa. Tante chiamate dalle prime ore di questa mattina sono arrivate anche nella nostra redazione e poi mail, messaggi su Facebook. Cittadini comuni da tutta la provincia e non solo che hanno deciso di prendere il telefono e di contattarci per offrire il proprio aiuto alla coppia e il loro amico Pierangelo.

 

Loro sono sempre dove li abbiamo lasciati ieri pomeriggio. In stazione. Questa mattina sui loro visi si intravvedeva mezzo sorriso. Si sono spostati in un angolo al sole per cercare di riscaldare le ossa dopo una notte non facile con piogge incessanti e neve in quota. “Ieri sera – ci ha raccontato Gianpaolo – sono stato contattato da un dormitorio di Trento. Mi offrivano un posto solo per me dove trascorrere la notte. Li ho ringraziati ma non potevo lasciare di notte la mia compagna fuori da sola”.

 

Gianpaolo e Laura hanno un cartone e delle vecchie borse. Lì dentro ci sta tutta la loro vita. Sono entrambi di Novara città dove hanno perso tutto, casa, lavoro e anche la famiglia. Dopo essersi conosciuti in piazza hanno deciso di partire insieme racimolando un po' di denaro e prendendo due biglietti per il treno. L'idea era quella di andare a Monaco. Ma i soldi non lo hanno permesso e si sono fermati a Trento dove credevano di poter dare una svolta alla loro vita. Hanno cercato un lavoro mettendosi a disposizione per qualsiasi mansione, hanno chiesto aiuto alla Caritas ma nulla. Ad un mese e mezzo sono costretti a dormire all'addiaccio. “L'ultima notte non è stata semplice – ci raccontano – pioveva molto, c'era il temporale e anche il vento che ci faceva finire l'acqua addosso. Ci siamo coperti le gambe con quello che avevamo”.

 

Questa mattina il solito tram tram quotidiano. Gianpaolo, Laura e il loro amico hanno preso le borse con dentro le proprie cose e si sono trasferiti in stazione. Qualcosa di diverso, però, è capitato. “Appena siamo arrivati – ci raccontano – un ragazzo si è avvicinato a noi, ha detto di far parte di un'associazione che si trova a poca distanza e ci ha dato la disponibilità di andare a mangiare qualcosa di caldo e anche di fare una doccia”.

 

Gianpaolo mentre ci racconta apre una mappa di Trento e con un dito ci vuole mostrare la posizione dell'associazione. Capiamo che si tratta dell'associazione famiglie tossicodipendenti che si trova a Piedicastello e che da sempre aiuta chi si trova in difficoltà.

 

La giornata, insomma, è iniziata positivamente. Un'altra signora si è data da fare per cercare di recuperare una giacca pesante per Laura e c'è anche chi ha iniziato a scrivere al Comune e alle associazioni presenti sul territorio e che magari possono offrire un aiuto. Chi ha contatti con la Caritas si è immediatamente dato da fare. Ma i trentini quando si muovono non si fermano più. Ed ecco allora che c'è anche chi si è offerto di pagare una settimana all'ostello e chi in altri modi vuole contribuire economicamente. Tante aiuti importanti che in queste ore dovrebbero concretizzarsi. "Ho attivato servizi di strada ma queste persone possono recarsi allo sportello di via Endrici - ha spiegato l'assessora comunale Mariachiara Franzoia - ora le abbiamo agganciate per capire loro esigenze".

 

Gianpaolo e Laura stanno scoprendo che il Trentino non è fatto solo da quelle persone che si sono messe a ridere nel guardarli in difficoltà in un angolo della stazione. “Grazie, grazie, grazie” dice per tre volte Gianpaolo. Laura parla poco, ha troppo freddo e stringe tra le mani un caffè fumante preso alla macchinetta, ma dai suoi occhi si capisce che il pensiero di gratitudine è lo stesso. “Siamo pronti a lavorare, ci spostiamo, ci adattiamo a tutto. Abbiamo 49 e 53 anni ma possiamo adattarci a tutto” ripetono.

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