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| 04 set 2023 | 19:42

Migranti costretti a vivere in strada, la solidarietà dei trentini va a segno: il Centro Astalli riesce ad aprire in anticipo le ex Bellesini

In Trentino, a fronte di un numero di arrivi  (soprattutto per via terra) che rimane significativo, la riduzione dei posti di accoglienza  non fa altro che allungare i tempi di attesa per entrare in un progetto di accoglienza, che possono superare l’anno. Quindi a queste persone non resta che attendere in strada. Da qui la decisione del Centro Astalli di chiedere aiuto alla cittadinanza per aprire in anticipo il dormitorio di Cristo Re 

Migranti costretti a vivere in strada, la solidarietà dei trentini va a segno

TRENTO. “Apriremo già stasera, perché nessuno merita di dormire e vivere in strada, men che meno chi ha diritto all'accoglienza”. Le ex Bellesini aprono le porte prima del previsto mettendo a disposizione circa 24 posti letto. Questo il risultato della raccolta fondi che è stata lanciata nei giorni scorsi e che ha visto il Centro Astalli essere travolto da una vera e propria ondata di solidarietà.

 

“Una settimana fa abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per anticipare di almeno un mese l‘apertura del dormitorio invernale Ex Bellesini, prevista per il primo novembre. Inondati dalla solidarietà, abbiamo raccolto più del doppio di quanto servisse per garantire il minimo. E di fronte a tanto affetto non potevamo che accelerare il più possibile i tempi di preparazione dei letti e delle stanze”.

 

I ringraziamenti da parte dell'associazione vanno a tutte le persone che hanno donato, condiviso e sostenuto la campagna “#apriamoprima” e un grazie anche “al Comune di Trento che ha reso possibile questa accoglienza in città”.

 

La necessità di aprire il dormitorio deriva dalle tante persone che si trovano a dormire in strada. Il governo provinciale, non attento a questo fenomeno, ha tenuto bloccato a 700 il numero massimo di persone accoglibili nei progetti per richiedenti asilo. Se consideriamo che all’epoca della prima crisi del Nord Africa il Trentino accoglieva, attraverso un intelligente sistema di accoglienza diffusa, quasi 1600 persone, è evidente che si potrebbe fare molto di più anche oggi.

 

A fronte di un numero di arrivi che rimane significativo, la riduzione dei posti non fa altro che allungare i tempi di attesa per entrare in un progetto di accoglienza, che possono superare l’anno. Quindi a queste persone non resta che attendere in strada.

 

Per garantire loro un minimo di dignità e un posto letto, il Centro Astalli, grazie anche al finanziamento del Comune di Trento, ha aperto un dormitorio permanente a Casa San Francesco (Spini di Gardolo) e uno solo invernale, dal 2022, alle scuole Ex Bellesini (Cristo Re). Il Comune di Trento ha confermato il sostegno all’iniziativa, ma stando alle disposizioni ministeriali e alle risorse disponibili può aprire i dormitori invernali solo da novembre ad aprile.

 

Nella convinzione che non sia il freddo l’unico fattore a rendere inaccettabile il vivere in strada, il Centro Astalli ha scelto di rivolgersi alla cittadinanza e chiedere un piccolo aiuto per poter aprire il prima possibile. Non esiste un’emergenza freddo, ma un’emergenza umanità. Con 10 euro al giorno a persona è possibile garantire non solo un posto letto, ma anche un’accoglienza dignitosa fatta dalla presenza di operatori e volontari: uno spazio dove ritrovare serenità e ascolto.

 

Un appello alla popolazione che non è caduto nel vuoto.

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