Costretti a vivere in strada, a Trento oltre 300 persone in lista d'attesa per un posto letto. Al via la raccolta fondi, l'appello: "Apriamo prima le ex Bellesini"
“Il dormitorio è già lì, attrezzato e pronto ad accogliere le persone costrette a vivere in strada. Aprire le porte prima ci costa circa 270 euro al giorno, poco più di 10 euro per persona accolta. Se raccogliamo almeno 8.000 euro possiamo aprire un mese prima” spiega il Centro Astalli.

TRENTO. Una raccolta fondi per riuscire, con l'impegno di tutti, ad aprire prima il dormitorio alle ex Bellesini e per accogliere le tante, troppe, persone che si trovano a dormire in strada.
E' questo l'obiettivo della raccolta fondi (QUI IL LINK) che è stata lanciata in queste ore dall'associazione Centro Astalli di Trento da sempre in prima linea nell'accoglienza.
Ad oggi sono davvero tantissime le persone che arrivano sul nostro territorio e non vengono accolte. La politica portata avanti dal governo di centrodestra a livello provinciale ha smantellato in sistema fiore all'occhiello del Trentino senza trovare un'alternativa valida.
L’accoglienza dei rifugiati ha subìto molti tagli e la Provincia di Trento ha fissato anche un limite numerico alle persone accoglibili. Questo non ha portato a meno arrivi, ma semplicemente a meno persone accolte con un progetto d’integrazione e con dei servizi, come i corsi di italiano. Chi resta fuori da quella soglia vive in strada, non scompare nel nulla.
Secondo i dati forniti da Centro Astalli sono circa 300 le persone che ad oggi sono in lista d'attesa per un posto letto. “Da anni – spiega l'associazione - cerchiamo di arginare questa situazione anomala e ingiusta con il nostro dormitorio di Casa San Francesco aperto tutto l’anno. Un dormitorio che non dovrebbe esistere e che noi non vorremmo dover gestire, perché le persone che chiedono asilo hanno diritto all'accoglienza e perché l’inclusione sociale non è efficace se si limita a un letto disponibile solo di notte e un bagno”.
Per l'accoglienza invernale il Comune di Trento dà la possibilità di aprire anche un altro dormitorio, con 24 posti letto, sostenendo le spese a partire dal 1⁰ novembre. Stiamo parlando delle ex Bellesini che già lo scorso anno sono state luogo importante di accoglienza. Ma serve davvero aspettare l’inverno? È emergenza solamente quando fa freddo?
“Il dormitorio è già lì, attrezzato e pronto ad accogliere le persone costrette a vivere in strada. Aprire le porte prima ci costa circa 270 euro al giorno, poco più di 10 euro per persona accolta. Se raccogliamo almeno 8.000 euro possiamo aprire un mese prima” spiega il Centro Astalli.
Un importo che il Trentino accogliete e solidale è capace di raccogliere se consideriamo che per far rinascere il Drago Vaia distrutto da un incendio sono stati raccolti in pochi giorni oltre 36 mila euro.














