Migranti, continui arrivi in Trentino ma nessuno se ne occupa. L'appello di Ianeselli ai Comuni: ''Serve l'accoglienza diffusa, non si può guardare solo al proprio orticello"
Gli arrivi sono continui, si tratta di minori stranieri non accompagnati e di pachistani che arrivano utilizzando la rotta balcanica. Nonostante le strutture siano piene il flusso è continuo. Il sindaco di Trento: "Il non considerarli non toglie il fatto che sono degli esseri umani e che sono qui e che vivono sotto i ponti"

TRENTO. Nonostante non lo si voglia ammettere, nonostante il governatore Maurizio Fugatti dica che in Trentino “Siamo ai limiti massimi dell'accoglienza”, i migranti continuano ad arrivare. Sono fantasmi, arrivano per via terra, quasi nessuno se ne occupa e vanno a dormire sotto i ponti, sulle panchine dei parchi oppure occupando gli angoli dei marciapiedi.
Non rientrano nel sistema di accoglienza, non diventano nemmeno numeri. E a qualcuno fa comodo così. In Trentino il sistema che avrebbe potuto dare loro una mano è stato smantellato dal governo leghista che guida la Provincia. Quella stessa parte politica che però nelle ultime settimane è tornata in Veneto a parlare di “accoglienza diffusa”. Due parole che rappresentavano il fiore all'occhiello della nostra comunità sacrificato poi per fini elettorali.
Zaia non è Fugatti e oggi in Trentino cosa resta? Giovani costretti alla strada con il rischio che vadano ad ingrossare le fila della microcriminalità e nient'altro. In pochi si occupano di loro e anche l'impegno senza sosta delle associazioni non basta.
“Dai sindaci c'è volontà di collaborare sull’accoglienza dei migranti, dove la richiesta è di aiuto per non essere lasciati soli” ha detto nelle scorse ore il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, intervenuto in diretta a ‘L’Aria che tira’ su La7.
“Sul fronte minori stranieri non accompagnati – ha spiegato Decaro – sono terminati i posti nei Sai e tutta l’accoglienza ora ricade su bilanci comunali, che in alcune realtà porterà a debito fuori bilancio dato che siamo a fine agosto e si tratta di spese non preventivate”.
Rispondendo a una domanda sull’emergenza sbarchi anche Decaro ha spiegato che “Serve tornare all’accoglienza diffusa riprendendo quanto ci inventammo anni fa: il tre per mille ossia tre migranti ogni mille abitanti. In questo modo si fornirebbe un’accoglienza giusta, con i giusti servizi, che nei Cas vengono tagliati per economie di scala. E con l’accoglienza diffusa si evitano concentrazioni, che fanno male tanto ai migranti quanto alle comunità che li accolgono”.
Parole condivise dal sindaco di Trento Franco Ianeselli che nel gestire una situazione difficile spiega a il Dolomiti anche “quanto sia tesa”. Trento ha sempre accolto e continuerà ad accogliere ma da decisione della Provincia è stata quella di concentrare sulla città quasi tutte le strutture e i servizi di accoglienza. Un peso e una pressione enorme che non porta di certo a risultati positivi.
“Abbiamo un continuo arrivo sul territorio – spiega il sindaco Ianeselli a il Dolomiti – di minori stranieri non accompagnati. Accanto a loro ci sono anche molti pachistani che giungono attraverso la rotta balcanica. Di fattispecie diverse. I minori hanno diritto all'accoglienza del caso e ci sono vicende di piena integrazione e di volontà di sviluppare un progetto di vita ma anche, in alcuni casi, rapporti e relazioni davvero difficili. Poi ci sono i pachistani, sono quelli che dormono in strada e con la nuova normativa per loro non è previsto nulla”. Questo inverno è stato il Comune di Trento che ha aperto uno spazio di accoglienza alle ex Bellesini per dare un posto dove stare .
“Il non considerarli – spiega Ianeselli – non toglie il fatto che sono degli esseri umani e che sono qui e che vivono sotto i ponti”. Una situazione che, come già detto, è stata definita “abbastanza tesa” e che rischia di peggiorare se non si trova una soluzione e un nuovo percorso per queste persone.
“Zaia in Veneto – continua il sindaco – ha chiarito ai suoi che serve l'accoglienza diffusa perché crea meno problemi e sviluppa più integrazione. Qui in Trentino Fugatti ha deciso una strada diversa che però fa male a quelle stesse persone ma anche alla città”.
Un'accoglienza diffusa condivisa con gli altri comuni del Trentino. Ed è proprio alle altre amministrazioni che il sindaco Ianeselli rivolge un appello. “Sarebbe importante che ciascuno non guardasse solo il proprio orticello. E' fondamentale questo e significa fare sistema”.












