Contenuto sponsorizzato

I Nas sequestrano 9 aziende e 32mila uova, irregolarità anche in Trentino Alto Adige

L'intervento di controllo dei carabinieri ha portato a galla situazioni in giro per l'Italia molto gravi che vanno dalla mancanza dei minimi standard sanitari a mangimi in cattivo stato. In un’azienda agricola nella provincia di Bolzano, il Nas di Trento ha sequestrato 1.061 uova recanti un’errata stampigliatura del codice aziendale del produttore

Pubblicato il - 28 October 2019 - 19:03

TRENTO. Nove aziende e 32mila uova irregolari sono state sequestrate dai Nas in tutta Italia nell'ambito di un'operazione per la sicurezza della filiera delle uova. Anche il Trentino Alto Adige è stato coinvolto nei controlli. Nel corso di un’ispezione presso un’azienda agricola nella provincia di Bolzano, il Nas di Trento ha sequestrato 1.061 uova recanti un’errata stampigliatura del codice aziendale del produttore.

 

I controlli straordinari sulla filiera delle uova sono stati condotti nel mese di settembre dai carabinieri del Nas che, su 373 obiettivi, hanno accertato irregolarità in 66 casi, pari al 18% del totale.

 

Tra le varie criticità riscontrate vi sono situazioni di sovraffollamento, mangimi in cattivo stato di conservazione, uova vendute per qualità diverse da quelle possedute, prive di tracciabilità o con stampigliature fuorvianti, detenute in condizioni e ambienti non idonei, in alcuni casi in strutture abusive.

 

In alcune aziende, presenti in altre regioni italiane, è stato constatato l’uso di depositi e strutture di imballaggio uova risultati non censiti, ambienti mancanti dei minimi requisiti sanitari, strutturali e di sicurezza per i lavoratori, che hanno comportato l’applicazione di provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività nei confronti di 9 aziende di allevamento, lavorazione e logistica, il cui valore economico ammonta ad oltre 2 milioni di euro. Complessivamente le violazioni contestate ammontano a 130 mila euro mentre uova, galline e 30 mangimi sequestrati hanno un valore commerciale di circa 185 mila euro.

 

 

Tra le situazioni più significative accertate dai NAS si evidenziano:

 

- il NAS di Firenze, in un allevamento “a terra” di ovaiole ubicato in provincia di Arezzo, ha riscontrato 19.750 galline ammassate all’interno di spazi sopraelevati, delimitati da reti metalliche, che ne limitavano la libertà di movimento, in violazione alla normativa di protezione degli animali negli allevamenti. Contestata la violazione pecuniaria di 3.100 euro e disposto il ripristino delle corrette condizioni di stabulazioni;

 

- il NAS di Viterbo ha deferito alla Procura della Repubblica di quel Capoluogo il responsabile di un allevamento avicolo per maltrattamento di animali e per aver omesso di assicurare il benessere dei capi allevati. Nel corso dell’ispezione sono state rilevate gravi carenze igienico sanitarie ed il decesso di numerosi capi avicoli, non adeguatamente rimossi e lasciati in regime di promiscuità con quelli vivi. Unitamente al Servizio veterinario dell’ASL, sono state impartite immediate prescrizioni finalizzate al ripristino delle condizioni igieniche e strutturali;

 

- lo stesso NAS laziale ha inoltre riscontrato 6 allevamenti privi delle misure di biosicurezza previste dal Piano regionale di controllo e sorveglianza per prevenire la diffusione dell'influenza aviaria; - anche il NAS di Latina, in provincia di Latina e Frosinone, ha riscontrato 10 allevamenti privi delle misure di biosicurezza, con carenze igienico strutturali e inadeguatezze nelle procedure di autocontrollo, comminando sanzioni per un totale di 24.000 euro;

 

- il NAS di Potenza ha sanzionato il responsabile di un allevamento avicolo potentino per aver utilizzato, nel ciclo produttivo e per l’abbeveraggio degli animali, acqua priva della certificazione di potabilità. L’attività è stata immediatamente chiusa ed è stato disposto il divieto di commercializzazione di 3.000 pulcini. Il valore di quanto vincolato ammonta ad € 15.000 circa;

 

- denunciati dal NAS di Torino i legali responsabili di tre distinti allevamenti avicunicoli, per aver commercializzato, in concorso tra loro, uova fresche di categoria “A” risultate invece di minore qualità e riportanti date diverse da quella della effettiva deposizione. Sequestrate 13.450 uova con stampigliatura contraffatta e 5.040 uova prive di tracciabilità, individuate all’interno di un centro di imballaggio risultato privo di autorizzazione; -

 

in un intervento presso un allevamento biologico di galline ovaiole, il NAS di Perugia ha eseguito il sequestro di 19.140 uova detenute in un deposito nel quale è stata riscontrata la presenza di roditori e l’insufficienza delle misure adottate per la lotta agli animali infestanti. Il valore di quanto vincolato ammonta a 15.000 euro;

 

- nell’ambito dei controlli su 5 allevamenti con annessi centri di imballaggio insistenti nel proprio territorio, il NAS di Cagliari ha accertato, a vario titolo, gravi carenze igienico strutturali, l’irregolare smaltimento di carcasse di animali, l’assenza di tracciabilità dei prodotti ed il mancato aggiornamento dei registri relativi ai trattamenti farmacologici. Sono state comminate sanzioni per complessi 35.000 euro, sospesa un’attività di centro imballaggio e sequestrate 13.140 uova di gallina per mancanza di tracciabilità;

 

- in diversi controlli eseguiti dai NAS di Genova, Firenze, Livorno, Pescara e Salerno, sono state individuate 6 aziende zootecniche e relative aree di imballaggio uova interessate da gravi carenze igieniche, gestionali e strutturali, con conseguente sequestro delle uova presenti e blocco delle attività;

 

- il NAS di Palermo, ispezionando gli allevamenti avicoli della provincia, ha individuato un deposito completamente abusivo ed ha operato il sequestro di 30 tonnellate di mangimi detenuti senza tracciabilità;

 

- nelle province di Bari e Matera, i NAS hanno sequestrato due strutture attivate abusivamente nonché 1.600 pulcini e 4.000 uova che si trovavano all’interno;

 

- il NAS di Roma ha individuato due allevamenti rispettivamente uno privo dei registri dei trattamenti farmacologici e di movimentazione degli animali, l’altro invece che svolgeva la vendita on line delle uova senza fornire al consumatore le informazioni sui prodotti;

 

- nel corso di un’ispezione presso un’azienda agricola nella provincia di Bolzano, il NAS di Trento ha sequestrato 1.061 uova recanti un’errata stampigliatura del codice aziendale del produttore. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 12 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
13 giugno - 10:30
Sono 'Una casa per tutti' e 'Risonanze' le iniziative messe in campo da varie associazioni del territorio attive nel sociale: l'obiettivo è [...]
Cronaca
13 giugno - 10:15
E' successo ieri notte, sabato 12 giugno, a Brenzone, sul lago di Garda: ancora da chiarire le cause che hanno portato il conducente ad abbandonare [...]
Politica
13 giugno - 06:01
Secondo la legge regionale 6/2012, le indennità mensili dei consiglieri vanno “rivalutate annualmente sulla base dell'indice Istat”, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato