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L'arcivescovo Tisi: ''Dall'uomo selfie vengono solo solitudine e morte''

L'intervento dell'Arcivescovo di Trento nell'incontro di inaugurazione dell'ottava edizione del Festival della Famiglia che ha preso il via oggi dal Teatro Sociale. Per monsignor Tisi: "Ci percepiamo solo come uomini selfie principio e fine del mondo e della storia”

Pubblicato il - 02 dicembre 2019 - 17:59

TRENTO. “Dagli uomini selfie non arrivano né figli né idee ma solo solitudine e morte” sono parole forti quelle che l'Arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, ha voluto utilizzare quest'oggi durante l'inaugurazione dell'ottava edizione del Festival della Famiglia al Teatro Sociale di Trento.

 

Sul tema dei selfie monsignor Tisi già in passato si era dimostrato più volte critico. Lo ha ribadito in modo chiaro oggi quando oltre a parlare del cosiddetto “inverno demografico” ha fatto riferimento ad un altro tipo di inverno, quello nel “generare idee nuove”.

 

“Siamo in crisi non solo con il generare figli ma anche con il generare innovazione vera sul piano soprattutto dell'umano”. L'arcivescovo ha detto di vedere tante affermazioni e pochissime domande, “Spesso ci troviamo con semplificazioni della realtà, letture manichee, bianco e nero e tutto questo è sintomo di una fatica generale da portarci sul fronte del guadare alla vita con speranza, con sogno e con positività”.

 

Tisi si è detto impressionato dal fenomeno dei selfie. “Icone di una società – ha affermato - che sta smarrendo l'idea dell'altro come il partner fondamentale attorno a cui le persone costruiscono se stesse”. Oggi tutti gli uomini si percepiscono come principio e fine del mondo. “Mentre proprio la realtà famigliare ci dice che ognuno di noi è figlio della sua storia, della suoi dolori. Ognuno di noi è una comunità. Dietro ad ogni nome c'è una trama impressionante di relazioni”.

 

Oggi, però, la società sta negando questo fatto. “Ci percepiamo solo come uomini selfie principio e fine del mondo e della storia” ha continuato Tisi che ha ricordato anche la propria esperienza personale di orfano. “Ho sperimentato, in un piccolo paese del Trentino, il soccorso di una comunità che si muoveva senza burocrazia e organizzazione. Questo ha fatto il modo che io personalmente il primo paio di pantaloni l'ho comprato a 24 anni perché me li regalavano in comunità. Questo il mondo che mi piacerebbe ritrovare e rilanciare perché da questo mondo nascono figli e idee nuove. Dal mondo degli uomini selfie non vengono né figli né idee c'è solo solitudine e morte

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