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Lupi, il presidente Fugatti: ''Non lasceremo passare un'altra estate, pronti a incontrare il ministro''

Il governatore del Trentino intende incontrare il ministro pentastellato, che aveva impugnato il ddl lupo della precedente giunta provinciale, per avviare un confronto e risolvere le criticità. Dorfmann: "Dicotomia tra le aree di montagna e le zone rurali da un lato contro le popolazioni metropolitane dal maggior peso elettorale e che non comprendono le nostre difficoltà dall'altro"

Di Luca Andreazza - 18 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. "Non possiamo aspettare che trascorra un'ulteriore estate", queste le parole di Maurizio Fugatti sulla questione che riguarda la gestione del lupo, che aggiunge: "Servono regole nuove e intendiamo contattare il ministro Sergio Costa per approfondire la visione in materia grandi carnivori".

 

Il pensiero della Lega è da sempre chiaro sulla gestione dei grandi carnivori. E gli esponenti del carroccio a giugno scorso avevano votato in modo convinto il ddl promosso da Michele Dallapiccola, fortemente sostenuto da Ugo Rossi. Una norma, formata da un solo articolo, che prevedeva l'assunzione da parte dell'amministrazione la gestione diretta di lupo e orso, ma soprattutto la facoltà di abbattere a determinate condizioni questi grandi carnivori, non prima di aver acquisito il parere scientifico dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Qui articolo).

 

Una fuga in avanti per mettersi in proprio, ma in odore fin da subito di incostituzionalità (Qui articolo), un provvedimento poi impugnato dal ministro pentastellato ("Un atto dovuto. Non abbiamo avuto scelta") che aveva spiegato che esiste il Piano lupo: Trento e Bolzano sono presenti ai tavoli, si deve ripartire da lì (Qui articolo). 

 

"Servono nuove regole a livello europeo e nazionale per la gestione del lupo - dice Herbert Dorfmann, europarlamentare dell'Svp - il precedente aveva predisposto il piano che prevedeva un abbattimento del 5% e sostenuto solo da Trentino, Alto Adige, Toscana e Veneto in Conferenza Stato-Regioni. Questo evidenzia la dicotomia tra le aree di montagna e le zone rurali da un lato contro le popolazioni metropolitane dal maggior peso elettorale e che non comprendono le difficoltà dall'altro".

 

Una questione da affrontare pure in Europa, anche se la conoscenza del problema sembra relativamente bassa ("Il commissario all’ambiente è maltese, quello all’agricoltura è irlandese. Sono due isole e il lupo non nuota"), mentre in Italia non si riesce a intervenire. In assenza di norme, il rischio sarebbe quello di favorire il bracconaggio. "Le normative tutelano la specie - aggiunge l'eurodeputato - ma non il singolo animale. Il problema, che potrebbe interessare anche le zone alpine, è l’ibridazione, una minaccia anche la specie, che non è più a rischio estinzione: serve una revisione della Direttiva Habitat, una norma del 1992, mentre oggi abbiamo bisogno di una normativa flessibile".

 

E la Lega del Trentino intende ritornare alla carica quanto prima per gestire la questione internamente. "E' necessario affrontare questa criticità - conclude Fugatti - quindi l'intenzione è quella di incontrare il ministro e avviare un confronto per raggiungere un accordo e iniziare un percorso per tutelare imprese e settore agricolo".  

 

Il lupo continua a fare paura, anche se dati alla mano, nel 2017 sono stati 144 gli episodi di predazione da parte degli orsi e la Provincia ha risarcito gli allevatori per 83 mila euro. Per il lupo, le predazioni sono state 49 e il risarcimento è ammontato a 47 mila euro. Nello stesso anno i danni per altro genere di sinistri sono stati 66 e hanno previsto un risarcimento pari a 70 mila euro.

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