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Lupi e orsi, la Giunta dà l'ok agli abbattimenti. Rossi: "Siamo fiduciosi, il Governo non impugnerà la norma''

Fuga in avanti della Provincia di Trento (ora il disegno di legge passerà al consiglio per l'approvazione) che dà l'ok al prelievo di esemplari di entrambi gli animali "al fine di conservare il sistema alpicolturale del territorio montano provinciale, per proteggere le caratteristiche fauna e flora selvatiche e conservare gli habitat naturali". Ma lupi e orsi non fanno parte della fauna?

Di Luca Pianesi - 04 giugno 2018 - 14:15

TRENTO. Lupi e orsi con le ore contate? La giunta provinciale ha approvato un disegno di legge, che ora sarà trasmesso con urgenza al consiglio provinciale per essere approvato, che riguarda le ''misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori ai fini della tutela del sistema alpiculturale provinciale''. E, ovviamente, in questo decreto c'è la tanto agognata, dall'assessorato all'agricoltura e all'ambiente, quantomeno negli ultimi tempi, possibilità di abbattimento di alcuni esemplari di ''ursus arctos e canis lupus''. Meglio, si prevede "il prelievo, la cattura o l'uccisione".

 

Una fuga in avanti, quella della Giunta, che arriva dopo che il Governo italiano, quello precedente che al ministero dell'ambiente vedeva sedere Galletti, ha sempre detto di ''no'' ad ogni richiesta di autorizzazione al ''prelievo controllato''. Ma l'aria, evidentemente, è cambiata ed è lo stesso presidente Ugo Rossi a dirsi fiducioso. "Contiamo che non sia impugnato questo disegno - spiega - perché ci sono ottime ragioni sostanziali e anche giuridiche per la tutela di particolari forme di agricoltura e quindi riteniamo che ciò consenta al nostro consiglio di legiferare. Siamo convinti della bontà della nostra posizione giuridica e vedremo come si porrà il governo. Di sicuro non possiamo andare avanti così, tra chi grida al lupo al lupo e chi dall'altra si oppone ad ogni piano nazionale di gestione".

 

Il disegno di legge, si legge nel testo, è volto ''al fine di conservare il sistema alpicolturale del territorio montano provinciale, per proteggere le caratteristiche fauna e flora selvatiche e conservare gli habitat naturali, per prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all'allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque e ad altre forme di proprietà, per garantire l'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi i motivi di natura sociale o economica e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l'ambiente". 

 

Praticamente mani libere su tutto, sarà curioso capire con quel criterio diranno di sì all'abbattimento o di no ad un agricoltore piuttosto che a un altro. Il tutto, però, è vincolato all'acquisizione del "parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale'' e a ''condizione che non esista un'altra soluzione valida e che il prelievo non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale". Parere che, ovviamente, sarà sempre negativo finché i piani di gestione rimarranno quelli previsti, in questo momento, a livello nazionale visto che, fino ad oggi, il ministero dell'ambiente ha sempre rispedito al mittente le richieste di prelievo controllato di esemplari.

 

Un errore pare essere anche quello di aver inserito nello stesso testo lupi e orsi come se i problemi e la pericolosità fossero uguali. Se si pensa che in 150 anni di storia non si è mai verificata un'aggressione a un essere umano da parte di un lupo, in Italia, mentre con gli orsi ci sono stati casi, ben noti, anche in Trentino, le differenze saltano all'occhio. Dallapiccola e Rossi hanno presentato il disegno di legge spiegando che i lupi sono aumentati e oggi sarebbero circa una cinquantina (tra sei branchi e una ventina in dispersione). Numeri che restano bassissimi se si considera il fatto che vivono tutti a cavallo dei confini (e se li si paragona con i numeri di altre regioni come quelle del Centro Italia. La Toscana, per esempio, ha oltre 130 branchi per più di 600 esemplari). E l'assessore e il presidente della Provincia hanno anche spiegato che domani il provvedimento arriverà anche in Alto Adige e verrà valutato dalla Provincia di Bolzano che, invece, di lupi stanziali praticamente non ne ha proprio.

 

Curioso, infine, che nella delibera si spieghi che ''il fine è quello di conservare il sistema alpicolturale del territorio montano provinciale, per proteggere le caratteristiche fauna e flora selvatiche e conservare gli habitat naturali''. Ma i lupi e gli orsi cosa sono? Non fanno parte della fauna selvatica, degli habitat naturali e del sistema alpicolturale? O lo decidiamo noi, in base alla vicinanza alle elezioni, cosa rientra nella fauna selvatica e cosa si merita di essere considerato ''sistema alpicolturale'' anche alla faccia dei cittadini che avevano bocciato la petizione online di Dallapiccola (che chiedeva proprio più competenze per la gestione dei lupi) facendo, invece, stravincere quella della Lac, contraria? Ai posteri l'ardua sentenza. Anzi, al nuovo governo.

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