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Sentenza abbattimento lupi e orsi, la Pat: ''Risposta alle azioni di questo mese''. Tonini: "Fugatti deve rallegrarsi di una vittoria del centrosinistra sul suo governo amico''

La Consulta ha dichiarato legittime “le norme che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali e subordinato al parere preventivo dell’Ispra”

Di L.A. - 16 luglio 2019 - 21:07

TRENTO. "Rimaniamo in attesa del deposito della sentenza, ma è significativo il fatto che la Consulta abbia dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale", così il presidente Maurizio Fugatti dopo che la corte costituzionale ha stabilito che le leggi di Trento e Bolzano sulla cattura e eventuale abbattimento di orsi e lupi è legittima. "Riteniamo che questa materia - aggiunge il governatore - rientri nell'ambito delle competenze legislative statutariamente affidate alle due Province autonome. Come più volte richiesto al ministero competente, il Trentino deve poter gestire gli orsi e i lupi in piena autonomia, pur nel rispetto del quadro legislativo nazionale ed europeo. Questo significa assumerci in prima persona le nostre responsabilità, pianificare le politiche di gestione in tutti i loro aspetti ma anche poter intervenire tempestivamente se l'emergenza lo richiede".

 

Una sentenza che viene letta anche per l'attualità della vicenda M49. "Vogliamo leggere in questa sentenza che nasce da un'iniziativa avviata dal Consiglio provinciale nella scorsa legislatura (Qui articolo) - prosegue Fugatti - anche una risposta alle azioni messe in campo negli ultimi mesi che, pur nella delicatezza della gestione di profili di contrasto istituzionale, hanno quantomeno evidenziato le difficoltà che devono affrontare i nostri territori e la gravità di determinate situazioni. Ora dobbiamo proseguire su questa strada assieme alla provincia di Bolzano, nell'interesse delle nostre comunità, che con i grandi carnivori sono chiamate a convivere, anche nella consapevolezza degli svantaggi che possono derivare da una catena decisionale troppo lunga. Ho scritto più volte al ministro sollecitando una decisione in materia e confido che, al di là della situazione particolare venutasi a creare in questi giorni, la sua risposta possa essere positiva".

 

Una situazione paradossale per Giorgio Tonini (Pd). "Il presidente Fugatti - commenta l'ex parlamentare - si trova a doversi rallegrare di una vittoria dei suoi avversari trentini sui suoi alleati nazionali. Mi auguro che la sua onestà intellettuale lo induca a riconoscere che la sentenza della corte costituzionale, che ha respinto il ricorso del governo Conte-Salvini-Di Maio, contro le leggi provinciali di Trento e di Bolzano sulla gestione dei grandi carnivori, approvate nella scorsa legislatura, è un’importante vittoria delle buone ragioni delle nostre autonomie speciali contro una concezione centralista e paternalista del rapporto tra Stato e Regioni e Province autonome". 

 

La Consulta ha dichiarato legittime “le norme che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali. Questo potere è diretto a prevenire danni gravi alle colture, all’allevamento e a garantire la sicurezza pubblica, quando non esista altra soluzione valida, ed è subordinato al parere preventivo dell’Ispra”. 

 

"In poche righe la Corte costituzionale ha fatto chiarezza in un dibattito confuso - conclude Tonini - troppo spesso gravato da estremismi strumentali. La nostra Regione ha nel suo codice genetico la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio: un patrimonio di valore inestimabile, del quale fanno parte anche i grandi carnivori, e che abbiamo il dovere di trasmettere impregiudicato ai nostri discendenti. Ma di questo ambiente e di questo paesaggio la presenza umana è da millenni parte integrante. La nostra Regione non è l’Alaska, le nostre montagne sono da sempre abitate e coltivate dall’uomo e hanno nell’allevamento non solo una imprescindibile risorsa economica, ma anche un ineliminabile tratto identitario. Far convivere i valori dell’ambiente naturale con quelli della presenza umana in montagna è da sempre tra le ragioni e le funzioni fondamentali della nostra autonomia. È un fatto di straordinaria importanza che la più alta Corte della nostra Repubblica lo abbia solennemente riconosciuto e riaffermato. Spetta ora a chi governa questa nostra terra dimostrare di disporre delle doti di equilibrio e saggezza che una responsabilità così grande e importante richiede".

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