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Consulta: ''Legittima la legge di Trento per cattura, prelievo e uccisione di orsi e lupi''. Il Patt: ''Ora Fugatti inizi a governare invece di fare propaganda perenne''

La corte costituzionale ha respinto il ricorso del governo contro le leggi di Trento e Bolzano in materia grandi carnivori: "Esercitato competenza legislativa". Tonini: "Si inserisce in contesto europeo, con buona pace delle retoriche sovraniste". Fugatti: "La sentenza riconosce che noi legittimamente abbiamo esercitato le competenze legislative previste dalle materie statutarie"

Di Luca Andreazza - 27 September 2019 - 19:44

TRENTO. La corte costituzionale ha respinto il ricorso del governo contro le leggi di Trento e Bolzano in materia grandi carnivori (Qui articolo) e arriva la sentenza completa: "Le Province autonome hanno legittimamente esercitato una competenza legislativa propria attribuendo potere discrezionale amministrativo, in ordine agli abbattimenti delle specie in questione, ai rispettivi presidenti".

 

La consulta "dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge della Provincia autonoma di Trento 11 luglio 2018, n. 9". "Il prelievo, la cattura e l'uccisione" di orsi e lupi sono ok "per garantire l'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico", ma è fondamentale che "non esista altra soluzione valida e che il prelievo non pregiudichi il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale".

 

La Consulta ha dichiarato legittime “le norme che autorizzano il Presidente della Provincia ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali. Questo potere è diretto a prevenire danni gravi alle colture, all’allevamento e a garantire la sicurezza pubblica, quando non esista altra soluzione valida, ed è subordinato al parere preventivo dell’Ispra”. 

 

 

Un provvedimento fortemente voluto dalla precedente amministrazione, gli autonomisti ora si tolgono qualche sassolino. "La legge da noi approvata - commentano l'ex governatore Ugo Rossi e l'ex assessore Michele Dallapiccola - venga subito attuata dalla Provincia. Questo evidenzia inoltre che le circolari di Salvini e i tavoli di Fugatti non servono a nulla. La lettura della sentenza ci rende orgogliosi del lavoro fatto insieme al presidente Kompatscher e alla provincia di Bolzano".

 

Un provvedimento che aveva alzato la tensione tra piazza Dante e il ministero nel 2018. "Un percorso difficile e serio - aggiungono i consiglieri provinciali del Patt - ben diverso dai proclami e dalla demagogia dell'attuale giunta, che specula sul tema, senza però fare nulla. Ora è possibile la gestione in autonomia del problema grandi carnivori, in particolare sul lupo. Per attuare la legge si deve lavorare duro: parlare di meno e delineare quei piani di gestione che prevedano tutte le azioni da mettere in campo, anche per il prelievo".

 

Non manca un attacco all'assessora Giulia Zanotelli. "Peccato che nel rispondere a una nostra interrogazione - dicono Rossi e Dallapiccola - l'assessora ha scritto testualmente che non è necessario predisporre un piano perché si tratta di un problema di ordine pubblico. Speriamo che ora la giunta compia uno scatto in avanti e si assuma le responsabilità per iniziare a governare: dovrebbero andare oltre i proclami da campagna elettorale permanente. Allevatori e cittadini attendono impazienti i primi risultati". In materia lupi, il vicino veneto si è però espresso in modo contrario rispetto al Trentino: nessun problema di ordine pubblico (Qui articolo).

 

Tra i primi a intervenire il Partito democratico. "Le motivazioni che accompagnano il giudizio di legittimità costituzionale riguardo alla norma trentina sui grandi carnivori - spiega Giorgio Tonini - fissano alcuni punti di grande interesse la nostra autonomia. Innanzitutto la collocano nel più ampio contesto europeo, con buona pace delle retoriche sovraniste, specificando che spetta proprio alla dimensione sovranazionale il ruolo di indirizzo normativo".

 

"Non solo - prosegue il consigliere provinciale del Pd - questo chiarisce la previsione di esplicite deroghe ai divieti di uccisione delle specie protette, quando necessarie per la salvaguardia di altri interessi. Viene quindi precisato che agli Stati spetta il compito di bilanciare la difesa della vita dei grandi carnivori e la tutela degli ulteriori interessi con i quali questa potrebbe entrare in contrasto, riconoscendo poi nel nostro caso alla Provincia il compito di operare in salvaguardia di questo bilanciamento e nel rispetto delle condizioni e dei limiti derivanti dai vincoli europei e internazionali. Un pronunciamento che attribuisce dunque il potere di deroga a livello decentrato, e che nel riconoscere la bontà dell’iniziativa normativa voluta dalla Provincia nella scorsa legislatura, impegna in modo inequivocabile l’attuale giunta ad esercitare le proprie prerogative affinché la presenza dei grandi carnivori e gli ulteriori interessi della comunità trentina siano bilanciati. Dunque l'esatto opposto della linea dell’inconciliabilità tra due realtà con la quale il presidente Fugatti, qualche settimana fa, cercava forse di scacciare le responsabilità di governo che oggi la Corte gli restituisce".

 

Favorevole il parere della Provincia. "La sentenza - commenta il governatore - dice anche che la legge provinciale contestata non ha violato limiti o princìpi derivanti dalle norme statali, in quanto da un lato è la stessa normativa nazionale che prevede la salvaguardia delle competenze legislative provinciali, dall’altro le Province non sono vincolate da atti regolamentari statali laddove attuino direttamente con legge le direttive europee".

 

Insomma, si deve seguire il protocollo Ispra, ma una volta fatti i compiti piazza Dante può mettersi in proprio. Questa decisione mette, in parte, l'amministrazione al riparo anche nel caso di M49-Papillon. "La sentenza riconosce che noi legittimamente abbiamo esercitato le competenze legislative previste dalle materie statutarie - continua il presidente - in particolare quelle connesse all’alpicoltura, con particolare riferimento alla prevenzione dei danni e alla protezione delle colture, dell’allevamento, dei boschi, del patrimonio ittico, dalle acque e delle altre forme di proprietà, nonché per garantire l’interesse della sanità e della sicurezza pubblica".

 

Un passaggio che viene messo in evidenza la possibilità di intervenire "per garantire l'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico": "Nel loro insieme - evidenzia Fugatti - le competenze statutarie delle Province autonome assicurano la complessiva tutela del particolare ecosistema provinciale e, in considerazione delle particolari caratteristiche dell’habitat alpino, giustificano l’attribuzione della competenza all’esercizio della deroga all’autonomia provinciale, prevedendo un sostanziale bilanciamento, legittimamente rimesso dalle leggi provinciali impugnate ai presidenti delle Province autonome, quali organi idonei alla valutazione della dimensione anche localistica degli interessi coinvolti. Significa cioè che le prerogative del nostro Statuto consentono l’immediata attuazione della direttiva Habitat per quanto concerne le deroghe previste dall’articolo 16 con riferimento al prelievo e all’eventuale abbattimento dei grandi carnivori in presenza di eccezionali criticità".

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