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Maltempo, in arrivo altri 85 milioni per agevolare la ricostruzione dopo la tempesta Vaia

Nel frattempo in commissione maltempo si sono tenute le ultime audizioni sul disastro. Sono intervenuti Elena Dai Prà, docente di geografia all'Università di Trento, e Franco Bazzoli, sindaco di Sella Giudicarie

Di Luca Andreazza - 07 marzo 2019 - 15:54

TRENTO. Arrivano altri 85 milioni circa per far fronte ai danni causati dal maltempo dell'ottobre scorso. La misura è contenuta nello schema di decreto sul quale la Commissione speciale di protezione civile della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha dato il via libera nella giornata di mercoledì 6 marzo. 

 

"E' un buon risultato - commenta il presidente Maurizio Fugatti - che ci consente di lavorare per la ricostruzione. E' il riconoscimento che i danni ci sono stati e anche gli uffici provinciali hanno fatto un grande lavoro per quantificarli e certificarli per dimostrare la necessità di intervenire". 

 

Questa somma superiore a 85 milioni e 600 mila euro si aggiunge agli oltre 133 milioni e 200 mila euro già stanziati nel decreto firmato dal premier Giuseppe Conte (Qui articolo). Questo schema di decreto prosegue l'iter a Roma per arrivare alla firma e destinare le risorse. Nella delibera del consiglio dei ministri dell’8 novembre 2018 era stato dichiarato lo stato di emergenza per i territori delle Regioni Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Sardegna, Sicilia, Veneto e delle Province di Trento e Bolzano.

 

Nel documento approvato ieri sono state inserite anche proposte di modifica al codice degli appalti, per gli aspetti riguardanti le somme urgenze e gli interventi di protezione civile, e la previsione di una norma che permetta l’assunzione di personale per far fronte alle necessità connesse alle attività legate alla ricostruzione.

 

Nel frattempo in commissione maltempo si sono tenute le ultime audizioni sul disastro. Sono intervenuti Elena Dai Prà, docente di geografia all'Università di Trento, e Franco Bazzoli, sindaco di Sella Giudicarie. La geografa ha richiamato l'importanza della cartografia storica e degli studi scientifici ai fini di un ripristino sostenibile dei boschi. 

 

Ma la professoressa ha sottolineato in particolare il valore del protocollo d’intesa sottoscritto nel settembre 2018 per un accordo quadro tra Università di Trento, Provincia e Comune di Rovereto finalizzato alla realizzazione, ormai prossima, di un Centro studi e documentazione geo-cartografico.

 

Il Centro di Rovereto è in fase di allestimento a Palazzo Alberti, promuoverà lo studio scientifico storico-geografico, l'acquisizione in formato digitale, la catalogazione e la classificazione tematica di documenti cartografici storici relativi al territorio provinciale, regionale e peri-regionale sostenendo la valorizzazione e la divulgazione di questo patrimonio. E permetterà a professionisti e tecnici la consultazione di preziosi documenti cartografici e fotografici, mettendo così le competenze scientifiche della geografica storica a servizio del territorio per la gestione del patrimonio paesaggistico, culturale e ambientale provinciale, regionale e interregionale.

 

La studiosa ha messo in luce la possibilità di ricostruire il sistema di gestione delle risorse forestali, il sistema di accesso, proprietà e possesso delle risorse forestali, individuare le pratiche rurali che nei secoli hanno interessato il bosco, per valutare e decidere quali interventi sostenibili attuare per la futura tutela del territorio.

 

Diversamente, ha avvertito Dai Prà, spiegato, il rischio è andare incontro a conseguenze negative conseguenti ad eventi meteo come la tempesta Vaia. Lasciare che la natura riprenda il suo corso abbandonando il bosco a se stesso, ha ribadito, è un grave errore.

 

Il bosco va governato in modo oculato per non ridurre la biodiversità ed evitare di esporre il territorio allo stress idrico, per abbassare il rischio idrogeologico (derivante dalla scarsa pulizia del sottobosco, dalla trascuratezza dei fossi e dei corsi d’acqua, dalla maggiore vulnerabilità del suolo non pascolato) e perché non aumenti il rischio di incendi.  

 

Il sindaco di Sella Giudicarie ha invece raccontato l'esperienza, riuscita, degli interventi prioritari decisi con un'ordinanza per la messa in sicurezza del territorio, la cui importanza è stata anteposta alla vendita del legname

 

"Siamo subito intervenuti - dice Bazzoli - per ripristinare la funzionalità di alcune aree e strade che sono state rimesse in sicurezza. Abbiamo collaborato con la forestale per definire immediatamente le priorità di intervento da realizzare con un'apposita ordinanza comunale giustificata dalla domma urgenza. La prima ha riguardato la viabilità da liberare al più presto da 6-7 mila metri cubi di legname a terra. Nel nostro territorio sono stati schiantati circa 20 mila metri cubi di legname e sono più di 20 le aree danneggiate dalla tempesta. Ancor oggi stiamo cercando di liberare la strada di accesso alla presa dell’acquedotto, non ancora percorribile. Il legname è stato venduto a 20 euro al metro cubo ma il nostro obiettivo è stato ed è la completa messa in sicurezza dei lotti e l'agibilità delle strade. Due malghe non sono ancora raggiungibili, per cui puntiamo alla riapertura di queste strutture prima dell’estate".

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