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Manifestazione a Trento. I ragazzi del Cur protestano contro quella che definiscono la ''fascistizzazione dell'Università''

Mentre l'Ateneo si conferma luogo libero e di confronto delle idee alcuni giovani del collettivo Refresh oggi hanno sfilato per le vie del centro anche contro la chiusura dello Spazio Autogestito Hurryia

Di Luca Pianesi - 27 novembre 2019 - 19:14

TRENTO. Strade chiuse, carabinieri in divisa antisommossa, camionette delle forze dell'ordine ad aprire e chiudere il corteo, pochi slogan, tanti fumogeni e uno striscione in testa con scritto: Lega neofascisti UniTn / il triangolo non lo avevamo considerato. Una quarantina di giovani, in questi momenti, sta manifestando in centro a Trento contro quella che loro ritengono essere una ''fascistizzazione'' dell'Università da quando è andata al governo provinciale la Lega. In realtà l'Università appare tutto tranne questo e il rettore Collini ha più volte ribadito l'autonomia dell'Ateneo dalla politica provinciale. Ma per il CUR- Collettivo Universitario Refresh quanto accaduto il 30 ottobre con l'arrivo del giornalista Biloslavo (a proposito la stessa Pat proporrà un incontro con il reporter venerdì al Museo Caproni, alle 19, dal titolo ''La guerra di oggi/ l'alba di un nuovo medio oriente tra cultura e tradizione) avrebbe segnato una specie di spartiacque. 

 

''Nell’ultimo mese - scrivono - all’interno dell’università di Trento si è respirata un’aria nuova, un’aria fatta si repressione del dissenso e di chiusura dei pochi spazi di autogestione, fisici e non, presenti all’interno delle Facoltà del centro città. Ciò che è chiaro e che vogliamo contestare e criticare pubblicamente è l’alleanza, ormai certa ed evidente, tra il partito della Lega e gli squadristi di CasaPound, utilizzati come muscoli dietro i quali nascondersi per imporre le proprie idee di odio. Non meno grave la posizione assunta dalle istituzioni universitarie, in particolare dal rettore Paolo Collini, il quale, in nome della libertà di espressione ha, non solo, legittimato la presenza dei fascisti in università, ma ha anche chiuso l’unico spazio autogestito studentesco, lo Spazio Autogestito Hurryia, togliendo dunque la libertà di espressione agli studenti e alle studentesse del suo stesso Ateneo''.

 


 

Uno spazio autogestito che, anche qui va detto, non rappresentava un luogo davvero di ''tutti gli studenti'' ma era, anzi, praticamente inaccessibile alla maggioranza di loro. E la libertà di espressione la si garantisce, esattamente come ha fatto l'Università di Trento, invitando e facendo parlare giornalisti di destra, sinistra e centro e non privandoli del diritto di esprimersi. Insomma qui l'antifascismo c'entra poco ed è bene, invece, che l'Università resti la casa di tutti dove le idee si sviluppano e si confrontano e nessuno viene messo a tacere. 

 


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