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Manifestazione no-vax/no-pass dell'Usb, i giovani comunisti: “Prendiamo le distanze da posizioni anti-scientifiche sui vaccini, eravamo in piazza per i lavoratori”

In Piazza Dante questa mattina (11 ottobre) c'era anche il Fronte della gioventù comunista: "Prendiamo le distanze da posizioni anti-scientifiche sui vaccini, siamo in piazza a manifestare per i diritti dei lavoratori" 

Di Filippo Schwachtje - 11 October 2021 - 17:30

TRENTO. Era una “piazza eterogena” quella che si è vista questa mattina (11 ottobre) davanti al Palazzo della Provincia a Trento, dice il responsabile della federazione di Trento del Fronte della gioventù comunista Carlo Dimitri: “Ma da alcune componenti non abbiamo nessun problema a dire che prendiamo le distanze, noi stavamo manifestando per i diritti dei lavoratori e contro il governo Draghi, non contro i vaccini o il Green pass”.

 

In occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base infatti, moltissime persone si sono riunite a partire circa dalle 9 in Piazza Dante, dove dopo una serie di interventi fortemente contrari all'obbligo di Green pass, ai vaccini contro il Covid-19 e addirittura all'utilizzo delle mascherine (Qui Articolo), il corteo si è mosso prima in direzione del tribunale e poi delle sedi dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari e di Confindustria.

 

“Noi oggi siamo scesi in strada per protestare contro il Governo Draghi e la gestione del Recovery Fund – dice Dimitri – contro lo sblocco dei licenziamenti, contro le delocalizzazioni e in generale per migliorare i diritti dei lavoratori in tutta Italia. Si sono uniti a noi anche molti studenti universitari per denunciare i piani del Pnrr anche nel campo dell'istruzione, visto che i fondi sembrano destinati a rendere gli atenei sempre più asserviti alle richieste delle imprese”.

Una “piazza eterogenea” appunto, dove però alcune voci (maggioritarie nella prima fase della protesta sotto il Palazzo della Provincia e poi via via, dice il responsabile della Fgc trentina, meno rumorose) hanno dato adito alle arcinote posizioni anti-Green pass e anti-vaccino. “Si tratta di posizioni dalle quale prendiamo nettamente le distanze – ribadisce Dimitri – non siamo scesi in piazza per manifestare contro il certificato verde o per portare avanti posizioni anti-scientifiche sui vaccini, anzi”.

 

Secondo Dimitri infatti i Giovani comunisti, pur non credendo nei “fragili schematismi” rappresentati dal Green pass nel nostro Paese (“è una foglia di fico per far cadere la responsabilità esclusivamente sulle persone”), riconoscono che una vaccinazione di massa gratuita e disponibile per tutta la popolazione” resta la strada maestra per uscire dalla pandemia. “Possiamo porci per esempio delle questioni in merito alle leggi di profitto che si applicano anche ai vaccini – sottolinea Dimitri – e al fatto che i Paesi più ricchi si stiano accaparrando i vaccini migliori lasciando gli altri 'scoperti' e aumentando il rischio di aumentare la circolazione delle varianti. Ma sull'efficacia e l'importanza della vaccinazione non si discute”.

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