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Mette su internet dei documenti settecentschi e viene indagato. Erano parte di un lascito ereditario. Scagionato un 57enne

Il Nucleo tutela patrimonio culturale ha recuperato da un'inserzione su una nota piattaforma di vendita online dei documenti di interesse storico-culturale appartenenti al Comune di Nago-Torbole. L'inserzionista, inconsapevole del loro valore, li possedeva come parte di un lascito ereditario. Confiscati, sono stati consegnati agli organi della Provincia

Di Davide Leveghi - 12 ottobre 2019 - 10:44

TRENTO. Il nucleo Tutela patrimonio culturale di Udine, dopo il ritrovamento e la riconsegna all'Arcidiocesi tridentina di un ex voto rubato a fine anni '70 in una chiesa di Borgo Sacco (qui l'articolo), ha effettuato un'altra operazione di restituzione, questa volta all'Ufficio beni archivistici, librari e archivio della Pat, di importanti documenti di interesse storico/artistico, afferenti al Comune di Nago-Torbole.

 

Il rinvenimento del materiale archivistico – che conta 12 documenti manoscritti comprensivi di carte catastali acquerellate risalenti ad un periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo – si è concretizzato ancora nel marzo dello scorso anno, a seguito di un'indagine scaturita dal monitoraggio di piattaforme commerciali digitali di vendita di beni culturali. In particolare, i militari del nucleo speciale hanno notato un'inserzione su un noto portale di acquisti online da parte di un anonimo privato in cui si proponeva la vendita di beni che chiaramente apparivano di tipo archivistico e di natura pubblica, indi per cui sottoposti al Codice dei beni culturali e del paesaggio.

 

Dopo una prima valutazione tecnica da parte di esperti, con cui si è dimostrata l'autenticità dei documenti, la Procura della Repubblica di Rovereto ha emesso un decreto di sequestro dei suddetti beni nei confronti di una persona residente nella stesso comune roveretano e un deferimento di questo all'Autorità giudiziaria per i reati di impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato e ricettazione.

 

L'inserzionista, classe 1962, rispondeva al provvedimento, tempestivamente eseguito, con la consegna di quanto richiesto dai militari dichiarandosi inconsapevole del valore culturale dei beni messi in commercio. La sua presunta buona fede è stata giudicata positivamente dai carabinieri allorquando il soggetto ha spontaneamente consegnato ulteriori 4 documenti datati 1799 e 1848 di derivazione ecclesiastica e pubblica, relativi al territorio di Trento e di Rivolta di Gera d'Adda – area compresa tra le province di Milano, Bergamo e Cremona – in forma originale.

 

Gli accertamenti del caso dimostravano come la provenienza dei beni sequestrati derivasse da un lascito testamentario, tra l'altro di svariate generazioni. Il procedimento veniva così archiviato vista l'impossibilità di ricostruire le modalità di dispersione dei documenti, confiscati dal Tribunale di Rovereto e assegnati in forma unitaria all'Ufficio beni archivistici, librari e archivio provinciale della Provincia di Trento.

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