Contenuto sponsorizzato
| 11 dic 2019 | 19:45

Pene più pesanti per chi fa violenza sugli animali. Lndc lancia una petizione. La presidente Rosati: "Basta parole, vogliamo fatti"

In occasione della Giornata per la difesa dei diritti degli animali, la Lega nazionale per la difesa del cane ha lanciato una petizione per spronare la politica a passare dalle parole ai fatti. Spesso, dicono gli animalisti, i buchi legislativi e la mano morbida sui responsabili di violenze contro gli animali, rendono questi crimini dei "reati di serie b"

Pene più pesanti per chi fa violenza sugli animali
di Davide Leveghi

TRENTO. In occasione della Giornata internazionale per i diritti animali, tenuta come ogni anno il 10 dicembre – in concomitanza con la ricorrenza della redazione della Dichiarazione universale dei diritti umani – la Lega nazionale per la difesa del cane ha lanciato una petizione per chiedere che si faccia qualcosa di più concreto sui reati connessi alle violenze contro gli animali.

 

“Da anni politici di ogni schieramento promettono pene più severe ma le parole non sono seguite da azioni concrete - esordiscono gli animalisti, che attraverso la presidente di Lndc Animal Protection Piera Rosati esprimono tutta l'impazienza verso la sordità della politica sul tema – ci sono infatti diverse proposte di legge per inasprire le pene per i reati contro gli animali ma da anni restano chiuse in un cassetto e non vengono neppure discusse in Parlamento. È ora di dire basta e di farci sentire per chiedere a gran voce che venga riconosciuta agli animali la dignità che meritano, punendo in maniera severa chi li maltratta e uccide, dimostrando anche una pericolosità sociale ormai scientificamente provata”.

 

“L'articolo 544-bis del nostro Codice penale prevede una pena di massimo 2 anni di reclusione per chi uccide un animale per crudeltà e senza necessità – ricorda Michele Pezone, legale e responsabile Diritti animali Lndc – tuttavia tra riti abbreviati, sospensione della pena e 'messa alla prova' praticamente nessuno sconta realmente nemmeno un giorno di prigione anche in caso di condanna. Condanne che peraltro sono spesso difficili da ottenere perché molti Pm tendono a chiedere l'archiviazione per i casi più nebulosi anziché impegnarsi a fare indagini più approfondite, a dimostrazione del fatto che queste vittime e questi reati vengono spesso considerati di serie B”.

 

Il quadro dipinto dalla presidente Lndc appare alquanto a tinte fosche. “Ogni giorno vengono uccisi decine e decine di animali nella maniera più atroce, non si può più aspettare. I buchi legislativi permettono il perpetrarsi e il perpetuarsi dell'orrore, pene sospese, ridotte a poche ore di volontariato, al massimo una multa. Centinaia di casi archiviati con prove inconfutabili, perché?”.

 

“Perché viviamo in un sistema malato – conclude battagliera Rosati – corrotto, colluso e finché resterà tale migliaia di altri animali continueranno ad essere trucidati per noia, per gioco, per ignoranza e odio. Quindi organizziamoci per una rivoluzione”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 25 settembre | 09:30
Complesso intervento per i tecnici del Soccorso alpino, al lavoro con l'approssimarsi del buio per recuperare un runner infortunato
Cronaca
| 25 settembre | 08:33
A dare l'allarme sono stati i famigliari, sul posto si sono portati i soccorsi sanitari  ma per la 75enne, purtroppo, non si è potuto fare [...]
Ambiente
| 25 settembre | 08:54
Il Parco: "Non possiamo più continuare a comportarci con questi animali come abbiamo fatto per anni. Tre aggressioni con conseguenze [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato