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| 06 apr 2019 | 06:01

Per il servizio di linea un pullman del '97 e a uno del '98 (con limite a 15 anni). Il presidente degli autonoleggiatori trentini si fa beffe della Provincia (e degli utenti)

Il contratto d'appalto prevede che i mezzi dei privati che effettuano servizio di linea (e scuolabus) debbano essere stati immatricolati dopo il 2004 eppure il presidente del Cta, Laner, continua a usare macchine molto più vecchie. Il 31 gennaio era stato anche multato dalla Provincia proprio per questo ma delle sanzioni, evidentemente, se ne cura poco e continua imperterrito raddoppiando

Per il servizio di linea un pullman del '97 e a uno del '98 (con limite a 15 anni)

TRENTO. Se non ci fossero documentazioni fotografiche, testimonianze dirette, video e chi più ne ha più ne metta verrebbe quasi da non crederci. Eppure, a quanto pare, il presidente degli autotrasportatori trentini delle regole contrattuali siglate con la Provincia se ne infischia e dei controlli e delle sanzioni che arrivano dal dipartimento trasporti se ne lava le mani. Il tutto mentre a livello nazionale si riapre la discussione sulla sicurezza dei trasporti (soprattutto dopo il terribile caso di San Donato Milanese) e le domande che rimbalzano ovunque sono ''a chi affidiamo i nostri bambini?'', ''su quali mezzi li facciamo salire?'', ''quale attenzione c'è da parte degli autonoleggiatori per la sicurezza degli utenti?''.

 

Il 31 gennaio davamo notizia di un pullman di Lorenzo Laner, presidente del Consorzio trentino autonoleggiatori (il più grande consorzio di aziende di trasporto privato del Trentino che gestisce sia il trasporto scuolabus provinciale che molte linee pubbliche non coperte da Trentino trasporti) usato per coprire una linea pubblica che, da appalto, non spettava a lui, ma a un suo consorziato (la ditta Sartorelli) e che era stato bloccato dagli ispettori della Provincia nella stazione della Autocorriere di Trento (QUI ARTICOLO). La cosa grave era che quel mezzo risaliva al 1997 quindi agli atti risultava avere ben 22 anni di età mentre da contratto con la Provincia i pullman che dovrebbero circolare sulle linee pubbliche non dovrebbero avere più di 15 anni.

 

Una regola fondamentale e molto seria introdotta negli scorsi anni anche dopo quanto era accaduto, nel 2013, ad Avellino su quel viadotto dal quale era precipitato un pullman turistico, immatricolato nel 1985, carico di persone (avevano perso la vita in 40 e quel mezzo, si è rilevato successivamente, non avrebbe mai potuto superare la revisione per l'elevato grado di corrosione della struttura portante e anche per la condizione dei pneumatici). Ovviamente l'età di un pullman non è garanzia di sicurezza (ce ne possono essere di nuovi mal tenuti e viceversa) ma è comunque un buon indicatore, un primo elemento di discrimine per assicurare anche un ricambio dei parchi mezzi e una maggiore attenzione dei privati per gli utenti.

 

Ebbene quel 31 gennaio Laner è stato multato per non aver rispettato quel contratto da lui stesso sottoscritto in nome del consorzio, in quanto presidente, eppure quel pullman continua a circolare. In barba a multe, multine e richiami continua a trasportare gli utenti ignari di viaggiare su un mezzo con 22 anni di età. Le segnalazioni, infatti, sono state molteplici (anche perché il mezzo è piuttosto sgargiante e salta all'occhio) e suoi passaggi sono stati documentati con prove fotografiche e video il 1 aprile, il 2 aprile, 3 aprile, 4 aprile e 5 aprile sul servizio di linea S.Orsola – Pergine Valsugana in partenza alle 7.16 e in arrivo alle ore 7.44.

 


 

Lo stesso mezzo sempre ieri (5 aprile) è stato avvistato mentre effettuava la linea sostitutiva della ferrovia della Valsugana sulla tratta Bassano del Grappa – Trento terminata alla stazione del capoluogo alle 12.35. Ma non è tutto lo stesso presidente Laner, con la sua ditta Fersina Tour, quando serve lancia in strada anche un altro pullman che è risulta immatricolato nel 1998.

 


 

Ieri, infatti, questo mezzo grigio è stato visto effettuare il servizio di linea Levico - Borgo Valsugana – Feltre Vellai con partenza alle 6.25 e orario di arrivo alle 8. Insomma le regole sembrano un optional, rispettarle addirittura roba per fessi. Viene da chiedersi se il presidente chieda ai suoi consorziati di adeguarsi ai contratti siglati con la Provincia o al suo modus operandi. Tanto alla fine, se succede qualcosa, ''paga Pantalone'' in tutti i sensi. 

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