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Coronavirus, i sindacati dopo la scelta della Pat di tornare alla piena capienza sui mezzi pubblici: "Perché le distanze valgono a scuola e non sui bus?"

I sindacati non hanno risparmiato critiche alla scelta della Provincia di tornare alla piena capienza sui mezzi pubblici, dopo che per mesi si era ricorsi a misure che "tagliavano" i posti a sedere per prevenire la diffusione del virus. Il segretario della Filt-Cgil Trentino Stefano Montani: "Decisione improvvisa e incoerente con i provvedimenti adottati in precedenza"

Pubblicato il - 30 giugno 2020 - 17:52

TRENTO. “Non si capisce perché le distanze valgano a scuola e non sugli autobus”. Non le manda a dire Stefano Montani, segretario di Filt-Cgil Trentino, dopo che da parte della Provincia di Trento si è deciso di ritornare alla piena capienza del trasporto pubblico, togliendo le limitazioni imposte per prevenire la diffusione della pandemia.

 

Dopo che nei giorni scorsi anche gli universitari dell'Udu avevano sostenuto l'eccessiva fretta di un provvedimento del genere, dai sindacati arrivano voci contrarie alla decisione della Giunta provinciale. “Una decisione improvvisa e incoerente con quanto deciso meno di due settimane fa – ha tuonato il segretario Filt – governare il settore senza regole omogenee per tutti i territori è in contrasto con le decisioni assunte a livello nazionale ed espone i passeggeri ed i lavoratori al rischio di un possibile contagio ed alla possibilità che lo stesso possa essere veicolato ad altre persone”.

 

A preoccupare il sindacato è dunque l'incoerenza fra le misure restrittive messe in atto nelle scorse settimane e misure analoghe, dettato a suo giudizio da un'ansia di ritornare alla normalità, come se non fosse successo nulla. “Così si risolvono in un solo colpo il problema dei numeri di mezzi e autisti, oggi non sufficienti per assicurare le distanze minime. Se le distanze dovranno essere rispettate pure in aula, però, non si comprende come su un mezzo pubblico, con tempi di percorrenza anche lunghi per chi arriva dalle valli, si possano aggirare sostenendo, coma fa la Pat, che riattivare la piena funzionalità al 100% della capienza significa dare un messaggio di fiducia alla cittadinanza”.

 

Il sindacato chiede inoltre che sui mezzi pubblici, come in ogni altro esercizio pubblico o privato, vengano installati dispenser con igienizzante per mani, “proprio perché sui mezzi pubblici, per una questione di equilibrio – chiosa Montani – diventa difficile non toccare superfici comuni come i sostegni”.

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