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Distanziamento a scuola ma gli autobus sono pieni. Trentino Trasporti: “Alcune criticità, ma il più delle volte si tratta di percezioni errate”

Il controllo sulla capienza degli autobus spetta all’autista ma per alcuni di loro è impossibile assicurare il rispetto delle norme, e molti utenti sono preoccupati. La replica di Trentino Trasporti: “Abbiamo svolto delle verifiche a tappeto senza che emergessero irregolarità, potrebbe trattarsi di un’errata percezione che non corrisponde alla situazione reale dei numeri”

Di Tiziano Grottolo - 17 settembre 2020 - 20:40

TRENTO. Per il momento il sistema di prevenzione messo in piedi dall’Azienda sanitaria nelle scuole sembrerebbe reggere, sono solo tre (su oltre 4000) le classi finite in quarantena, anche se va detto che le lezioni sono iniziate soltanto da pochi giorni. Ad ogni modo in molti hanno individuato nel settore dei trasporti il possibile tallone d’Achille del sistema difensivo messo in piedi dalle autorità sanitarie. Ciò al netto degli sforzi, notevoli, messi in campo da Trentino Trasporti per garantire la sicurezza a bordo dei mezzi.

 

Eppure, molte persone che si ritrovano esposte in un ambiente ristretto e chiuso per diverso tempo rappresentano un potenziale vettore del contagio. Teoricamente gli autobus dovrebbero viaggiare a una capienza dell’80% ma da molti utenti sono arrivate segnalazioni sul mancato rispetto di questi limiti (QUI articolo). Le verifiche svolte da Il Dolomiti nella giornata di oggi, 17 settembre, potrebbero confermare le preoccupazioni. La situazione alla stazione di Trento intorno alle 12e30 appariva tranquilla: diversi autobus hanno sostato nelle piazzole della stazione per poi ripartire con ancora diversi posti a sedere liberi. I problemi sono iniziati intorno alle 13e15, quando in stazione si sono concentrati molti studenti che hanno terminato le lezioni a scuola e all’università.

 


 

Sulle banchine si sono formati diversi assembramenti anche se è importante sottolineare come la stragrande maggioranza dei giovani indossasse correttamente la mascherina. Al momento della salita a bordo il mezzo si è riempito quasi subito, l’impressione è che tutti i posti a sedere fossero occupati. Di certo i giovani in piedi superavano il numero consentito (riportato da un cartello appeso sull’autobus). Alcuni hanno trovato posto sulla rampa delle scale d’accesso. In altre parole il mezzo sembrava al massimo della sua capienza originale. “Come fa un autista da solo a controllare la capienza del mezzo senza far salire persone in più”, si è domandato sconsolato un dipendente di Trentino Trasporti uscito sulla banchina per valutare la situazione.

 

La replica alle segnalazioni degli utenti preoccupati è arrivata durante la conferenza stampa di aggiornamento sui nuovi casi di contagio. Alle domande de Il Dolomiti ha risposto il dirigente generale di Trentino Trasporti Roberto Andreatta: “Pur con le difficoltà del caso è l’autista che fa salire gli utenti fino al numero massimo consentito. Anche a fronte delle segnalazioni – ha proseguito – sono state fatte delle verifiche a tappeto senza che emergessero irregolarità”. Secondo il dirigente generale di Trentino Trasporti si tratterebbe piuttosto di “una percezione errata di affollamento che non corrisponde alla situazione reale dei numeri”. Tradotto l’80% della capienza non viene mai superato. “Se il numero è oltre il limite alcune persone devono essere lasciate a terra – ha concluso Andreatta – da parte nostra ci stiamo attrezzando per aggiungere altre corse nelle fasce più critiche”.

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