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Coronavirus, ieri per Fugatti nessun problema nelle scuole ma 3 classi erano già in quarantena. Oggi sono 9. Circa 4 mila studenti positivi da inizio anno scolastico

La Cgil chiede di prevedere una campagna di vaccinazione per il personale scolastico, un modo per garantire la continuità di apertura delle scuole con maggiore sicurezza e per diminuire il rischio di nuove chiusure legate all'andamento epidemiologico. Mazzacca: "Necessaria la pubblicazione in forma trasparente dei dati, che ci vengono solo forniti durante gli incontri con l'amministrazione, ma in forma parziale"

Di Luca Andreazza - 12 gennaio 2021 - 19:56

TRENTO. Sono 9 le classi in isolamento per aver trovato alcuni casi di positività. Ieri 7 i casi tra bambini e ragazzi in età scolare per un totale di 3 classi in quarantena, oggi il numero è salito a 24 contagi e si valutano una ventina di situazioni. Nonostante le indicazioni del governo e la presa di posizione di diverse Regioni che hanno spostato l'apertura degli istituti a febbraio, il Trentino ha giocato d'anticipo e dopo pochi giorni ci sono già le prime sezioni in dad. 

 

Certo, l'infezione può essere avvenuta prima del semaforo verde alla scuola, ma il risultato è comunque il ritorno alla didattica a distanza per alcuni studenti. Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, aveva escluso nelle scorse ore la presenza di contagi nel corso di una trasmissione nazionale su Radio24: "Non abbiamo avuto riscontri" (Qui l'audio). Invece già ieri c'era almeno una sezione in isolamento come evidenziato da Il Dolomiti (Qui articolo), oggi la conferma che erano le 3 classi in quarantena (Qui articolo) con oggi salite a 9 unità.

 

E sicuramente la colpa non può essere attribuita a piazza Dante, ma sembra esserci una conferma di un metodo di comunicazione che sembra voler presentare una realtà diversa e sempre migliore di quella che invece descrivono i numeri di ospedalizzazioni e terapie intensive in Trentino. L'apparenza piuttosto che la sostanza.

 

Intanto la Cgil chiede di prevedere una campagna di vaccinazione per il personale scolastico, un modo per garantire la continuità di apertura delle scuole con maggiore sicurezza e per diminuire il rischio di nuove chiusure legate all'andamento epidemiologico. Una richiesta avanzata durante l’incontro tra i sindacati e i vertici dei Dipartimenti istruzione e Prevenzione sanitaria dell'Apss. Nel corso della riunione la Pat ha comunque chiarito che i dati confermerebbero che la scuola non è luogo di contagio.

 

Il sindacato di via Muredei evidenzia però la necessità di seguire l'esempio del Comune di Trento per i nidi (Qui articolo), un'iniziativa che potrebbe essere replicata a breve anche a Rovereto. "Ci sono misure interessanti adottate anche in Alto Adige. Insistiamo - commenta Cinzia Mazzacca, segretaria della Flc Cgil - affinché la Provincia di Trento organizzi dei monitoraggi di sorveglianza sanitaria tramite il ricorso ai tamponi, ma abbiamo avuto anche in queste ore una sostanziale chiusura. Forse si potrebbe aprire qualche spiraglio con la disponibilità dei test salivari".

 

Più aperta la posizione di piazza Dante sul tema vaccino: "I dirigenti provinciali - dice la segretaria della Flc Cgil - non hanno escluso che nel momento in cui sarà completata la vaccinazione sugli over 80 e 70 si possa individuare un canale prioritario per il personale scolastico, cominciando da quello delle scuole dell’infanzia. La campagna vaccinale per questo personale potrebbe partire già a marzo. Priorità è stata assicurata anche per tutti i lavoratori fragili. Non si arriverà comunque a nessun obbligo. E’ un’apertura significativa a cui auspichiamo seguano i fatti. Per noi la scuola deve essere aperta e in presenza, ma nella massima sicurezza".

 

Il sindacato, inoltre, è tornato sul tema dell’adeguamento dei protocolli, si chiede l'adozione per tutti gli insegnanti delle mascherine Fpp2. Dall'inizio delle lezioni a settembre a oggi i casi di positività rilevati tra gli studenti sono stati 202 nei nidi dell’infanzia, 368 nella scuola dell’infanzia, 902 nella primaria, 875 nelle medie e oltre 1.700 alle superiori: circa 4.000 studenti positivi in totale.

 

"Abbiamo chiesto la pubblicazione in forma trasparente dei dati, che ci vengono solo forniti durante gli incontri con l'amministrazione, ma in forma parziale perché non comprendono il personale della scuola dell'infanzia equiparata e i precari. E' necessario mettere in campo un sistema di tracciamento coordinato con un referente sanitario per ogni scuola", conclude Mazzacca.

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