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Coronavirus, Fugatti torna a 1 contagio per la quarantena delle classi. I sindacati: ''Scelta fatta in una stanza oscura? Ancora una volta nessuna condivisione''

Una frase sibillina pronunciata dal presidente Fugatti durante la conferenza stampa di ieri che ha messo in allarme molti. I sindacati: "Proprio lunedì abbiamo mandato il terzo sollecito alla Pat per un incontro e un confronto ma il silenzio è assordante. Il 15 febbraio ci eravamo lasciati con l'impegno di rivederci quel fine settimana per aggiornare i protocolli, discutere su varianti, nuovi casi, calendario vaccinazioni, nessuno si è più fatto vivo"

Di Luca Pianesi - 10 March 2021 - 05:01

TRENTO. ''L'intervento che abbiamo fatto di 1 contagio per classe e segue l'isolamento lo riteniamo un intervento di prevenzione''. Questa la frase sibillina pronunciata dal presidente Fugatti durante la conferenza stampa di ieri che ha messo in allarme molti, noi sicuramente che abbiamo chiesto spiegazioni immediate. La frase suonava come ''dopo mesi di strategia trentina con classi in isolamento solo se si trovano due positivi'' tra asili, scuole elementari, scuole medie (per le superiori è sempre rimasta la regola nazionale dell'unico positivo per mandare in isolamento tutti) ''ora si cambia e si torna a fare come tutto il resto del Paese''.

 

Era stata, infatti, una scelta molto controversa che si era prestata a tantissime critiche. Soprattutto nella fase della zona gialla di ottobre, novembre e dicembre, quando il Trentino è stato travolto dalla seconda ondata finendo per avere la più alta variazione di decessi d'Italia, a fronte di un contagio ''ufficiale'' comunicato a Roma con numeri bassissimi (i positivi si cercavano con i tamponi antigenici che non venivano però inseriti nelle statistiche ufficiali dove figuravano solo i molecolari) le voci di genitori e insegnanti preoccupati erano state tantissime: casi di positivi rilevati con i tamponi antigenici che non venivano conteggiati per calcolare i due positivi, casi di bambini andati in isolamento perché le famiglie erano positive ma loro erano in quarantena senza tampone e quindi non venivano calcolati, casi di insegnanti in isolamento.

 

A richiesta di spiegazioni Ferro ha chiarito che effettivamente si è deciso per un cambio di direzione in questo senso ("Abbiamo ritenuto opportuno - ha detto il direttore del Dipartimento prevenzione - di estendere questa procedura anche a nidi, elementari e medie. Questo momento storico è caratterizzato dalle varianti. Abbiamo alzato l'asticella dei controlli per salvaguardare le famiglie" - Qui articolo) ed effettivamente nell'ultima ordinanza al punto 35 di 63 paragrafi di chiarimento è stato inserito che ''nell’ambito dei sevizi socio-educativi della prima infanzia, delle scuole dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, qualora venga riscontrata una positività all’interno di una singola classe, si dispone la quarantena per i componenti di tutta la classe''.

 

In Trentino, praticamente un unicum in Italia, la ratio era di 2 alunni contagiati nelle scuole dell'infanzia e 1 caso alle superiori per far scattare l'isolamento.

 

''Siamo davanti ancora una volta ad una decisione probabilmente presa dal presidente in una sua stanza oscura meditando da solo - commenta la segretaria della Cisl Scuola Stefania Galli -. Ancora una volta senza coinvolgere le organizzazioni sindacali. Noi abbiamo più volte chiesto che si faccia un tavolo di lavoro sulla sicurezza che si apra un confronto. La decisione a cui assistiamo oggi è evidentemente la risposta alle nostre richieste: facciamo noi''. Per la segretaria della Cisl davanti ad una risalita dei contagi e di pericolo per le varianti bisognerebbe “fermarsi, confrontarsi, ipotizzare il poco per arrivare a tanto”. ''Non c'è - aggiunge - una comunicazione coerente e un'informazione corretta. E' passato un anno, non possiamo dire che siamo ancora in emergenza. Dobbiamo trovarlo il tempo per fermarci e produrre poi un'azione condivisa. Un tavolo di confronto è fondamentale, siamo ancora fermi al primo protocollo anti-Covid”.

 

La preoccupazione per la diffusione delle varianti di Covid-19 fa suonare campanelli d'allarme tra CgilCisl Uil; da qualche settimana le parti sociali premono piazza Dante per una revisione delle linee guida: "Ma non abbiamo più sentito nessuno" (Qui articolo).

 

“Proprio lunedì ho mandato il terzo sollecito alla Pat per un incontro e un confronto - aggiunge la segretaria della Cgil Scuola Cinzia Mazzacca - ma come risposta abbiamo avuto un silenzio assordante. Ci eravamo incontrati anche con il dottor Ferro il 15 febbraio scorso lasciandoci poi con l'impegno di rivederci in quel fine settimana. Abbiamo chiesto di aggiornare i protocolli, di discutere su varianti, nuovi casi, calendario vaccinazioni e tanto altro ma dal quel momento nessuno si è più fatto vivo”.

 

La decisione di passare ad un caso per mettere in quarantena le classi è stata appresa a ordinanza pubblicata. “Nessuno ci ha informato che veniva fatto questo cambiamento che è comunque importante. I problemi sono tanti ma il confronto manca”, conclude Mazzacca.

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