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Coronavirus, dalla mamma di uno studente con 3 compagni positivi alle scuole che tengono le finestre aperte per paura del contagio: ''Presidente cambiamo strada''

Sono tante le lettere e i messaggi diretti al presidente Fugatti di cittadini che non hanno capito perché in Trentino si stia perseverando con la didattica totalmente in presenza (addirittura alzando il numero di contagiati necessari per mettere le classi in quarantena alle elementari e alle medie). Ne pubblichiamo due: ''Anche noi preferiamo certamente la didattica in presenza, così come andare fuori a cena,  o andare in palestra; ma allora a maggior ragione ci vogliono tracciamenti rapidi e completi che paiono totalmente saltati''

Di Luca Pianesi - 27 October 2020 - 19:32

TRENTO. ''Perché una persona che sta senza mascherina nella stessa stanza con un soggetto positivo è considerato contatto stretto, anche in assenza di sintomi, e invece i ragazzi, che stanno tutte le mattine nella stessa aula senza mascherine non lo sono?''. La domanda arriva a il Dolomiti da una mamma ed è rivolta al presidente Fugatti all'indomani della decisione di proseguire con la didattica in presenza totale, mentre a livello nazionale si è deciso di spostare in didattica a distanza il 75% delle superiori (e in Alto Adige il 50%). Arriva all'indomani della richiesta di alcuni insegnanti di introdurre per gli studenti almeno l'utilizzo della mascherina in classe.

 

E al riguardo un'altra lettera inviata a il Dolomiti racconta di scuole che tengono le finestre aperte per tutta la durata delle lezioni perché ''evidentemente alcuni professori non si sentono così sicuri e preferiscono, giustamente, far circolare l’aria nelle aule; ora, io non sono un esperto - scrive il nostro lettore nella lettera inviata anche al presidente Fugatti - ma non credo che questa sia la stagione più adatta per imporre agli studenti di stare intere ore in classe al freddo con il giaccone; figuriamoci quando le temperatura saranno ancora più rigide''. 

 

La gestione della pandemia in Trentino a molti pare sempre più in affanno. Sono tantissime le persone che si mettono in isolamento da sole, per senso di responsabilità, perché entrate in contatto con positivi o probabili positivi, ma che non vengono contattate da nessuno, in nessuna maniera. Il sistema di tracciamento pare saltato, fare i tamponi è sempre più complesso e mentre il presidente Fugatti e i dirigenti dell'Azienda sanitaria in conferenza stampa continuano a rassicurare la popolazione dicendo che tutto è sotto controllo e tutto va bene i medici lanciano l'allarme (QUI ARTICOLO) e i dati che vengono pubblicati, guarda caso questa volta senza conferenza stampa in diretta streaming di accompagno, sono i peggiori di sempre con 257 positivi, oltre 140 sintomatici, il 21esimo morto in 18 giorni e un rapporto contagi/tamponi prossimo al 20%.

 

La scuola è uno dei comparti che preoccupano di più genitori, insegnanti e studenti che ogni giorno sono costretti a salire su mezzi pubblici strapieni per poi sedersi in classi con 20-25 studenti stipati in un unico stanzone, tutti senza mascherina per 5-7 ore consecutive. Il Paese sta cercando di rallentare il contagio (anche con la Dad al 75% negli istituti superiori), in Trentino Fugatti tiene duro con la scuola in presenza, alza addirittura il numero di positivi necessari alle elementari e medie per mettere in quarantena le classi (da 1 a 2) e ammette candidamente di affidarsi ''ai dati odierni'' (quelli di due/tre giorni fa perché quelli del 27 ottobre avrebbero consigliato tut'a e che ''quel che succederà non possiamo saperlo''. Purtroppo se le cose procedono così, in realtà, possiamo immaginarlo quel che succederà e queste due lettere fanno suonare più di un campanello d'allarme. 

 

Sono la mamma di un ragazzo delle scuole superiori, la cui classe è stata messa in quarantena per un caso positivo in classe; abbiamo seguito le indicazioni dell'Apss. Abbiamo però appreso che ai ragazzi non sarebbe stato fatto il tampone, se non fossero comparsi sintomi durante i 10 giorni di isolamento fiduciario. Durante i primi 7 giorni, si sono rilevati altri 3 casi positivi in classe, per un totale di 4 contagiati su 19 alunni. Ho provato a sentire la scuola e l'Apss perché temo si tratti di un focolaio, ma non abbiamo avuto risposte. Fra due giorni i ragazzi torneranno in classe.

 

Ora mi chiedo: perché una persona che sta senza mascherina nella stessa stanza con un soggetto positivo è considerato contatto stretto, anche in assenza di sintomi, e invece i ragazzi, che stanno tutte le mattine nella stessa aula senza mascherine non lo sono, considerando anche che i bambini e i ragazzi hanno la maggior frequenza di casi asintomatici o con sintomi leggeri? So per certo di altre classi in cui si sono verificati 8 e 9 casi. E' stato fatto uno studio su quante classi presentano più di un contagiato?

 

E ora, con i dati in drammatico peggioramento, perché ci vogliono 2 positivi per mettere in quarantena una classe? E soprattutto perché non si intende applicare le indicazioni del nuovo Dpcm che prevedono didattica a distanza? Anche noi preferiamo certamente la didattica in presenza, così come andare fuori a cena, o andare in palestra; ma allora a maggior ragione ci vogliono tracciamenti rapidi e completi per contenere il più possibile i casi di contagio. Visto che è evidente che il contact tracing è in affanno, che senso ha allargare le maglie del controllo?''.

 

 

Buongiorno signor Presidente Fugatti. 

 

Siamo veramente arrivati al punto in cui l’orgoglio prevale sulla sicurezza.  L’evidente incapacità di gestire le situazioni si sta mostrando in tutta la sua beltà; le ultime informazioni giunte narrano di classi obbligate a stare con le finestre aperte per tutta la durata della lezione; evidentemente alcuni professori non si sentono così sicuri e preferiscono, giustamente, far circolare l’aria nelle aule; ora, io non sono un esperto ma non credo che questa sia la stagione più adatta per imporre agli studenti di stare intere ore in classe al freddo con il giaccone; figuriamoci quando le temperatura saranno ancora più rigide.

 

La prego Presidente non posso pensare che queste siano le soluzioni consigliate dalla Pat agli istituti scolastici, non riesco a pensare che queste siano le soluzioni avanzate con le quali si sta affrontando la stagione invernale di contrasto al covid. 

Presidente non si nasconda dietro i numeri degli esperti epidemiologi, perché non vuole la Dad? In 10 giorni le classi in quarantena sono passate da una cinquantina a 142 (al 27 ottobre); qual è la soglia oltre la quale gli esperti dovranno ammettere che i soldi spesi per adeguare gli istituti scolastici sono serviti a poco? Qual è questa soglia? E’ forse la soglia mentale che dice di non ammettere la sconfitta? Di non ammettere che non si è stati in grado di fornire soluzioni sufficienti? O forse è la soglia del chi se ne frega finché sono gli altri che si ammalano? 

 

Non è in classe che gli studenti si infettano” ….. non so in base a quale principio tecnico scientifico si possa fare un’affermazione simile; se uno studente si infetta fuori dalla classe poi in classe l’infezione comunque la porta e quindi anche in classe gli studenti si infettano. Questa Signor Presidente si chiama proprietà transitiva, forse una proprietà che al momento sfugge agli esperti o che si vuol negare alla comunità. Se non fosse però che questa proprietà sta infettando le famiglie Trentine. Presidente ci dica, chi e perché non vuole la Dad? Presidente ci dica, chi e perché non vuole che a scuola si portino le mascherine? Si devono portare all’esterno, negli uffici … dappertutto ma a scuola no perché!! Veramente Signor Presidente, mi scusi ma faccio veramente fatica a capirne i motivi. 

 

Povero me deficiente, mancante di quell’illuminazione che mi rende incapace di capire questo busillis. E’ proprio un’abitudine della politica quella di non prevedere, di non anticipare, di non prevenire ma di curare, solo che se il malato poi è troppo grave …. La lungimiranza oggi è una qualità veramente rara, forse perché la visione del futuro si ferma alla sedia che si occupa. 

 

Cordiali Saluti. 

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