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Sinistra italiana scrive a Fugatti: “Su quali basi scientifiche vengono prese le decisioni? Siamo preoccupati per le scelte della Giunta”

L’ordinanza di Fugatti fa discutere e Sinistra italiana scrive al presidente della Pat: “Ci chiediamo sulla base di quali considerazioni scientifiche e logiche abbiate scelto, con questa ordinanza, di derogare alle disposizioni previste nell’ultimo Dpcm”

Di T.G. - 30 ottobre 2020 - 15:38

TRENTO. “Preoccupati per le scelte della Giunta Provinciale difformi dalle indicazioni dell’ultimo Dpcm, abbiamo scritto una lettera aperta al presidente della Provincia in merito alla scelta di non attuare la didattica mista, a distanza e in presenza, per le classi superiori del secondo ciclo dell'istruzione”. Così Sinistra italiana prende posizione sulla decisione di Fugatti di non allinearsi alle disposizioni nazionali introdotte con l’ultimo Dpcm.

 

Mentre nel resto del Paese, per le superiori, è previsto il passaggio alla didattica a distanza fino al 75% delle ore di attività, il Trentino ha detto “no” scegliendo di mantenere la didattica in presenza, nonostante il numero crescente dei contagi. Una decisione che non è stata condivisa da Sinistra italiana che adesso chiede una marcia indietro. Proprio oggi la Giunta ha fatto sapere di voler proseguire con la “linea morbida” sugli orari di apertura di bar e ristoranti (QUI articolo). Di seguito la lettera integrale

 

Egregio signor Presidente Maurizio Fugatti

 

Da lunedì 26 ottobre 2020 è entrata in vigore la Sua ordinanza in tema di contenimento dell’emergenza da Coronavirus che recepisce, ma in parte modifica, alcune delle disposizioni contenute nel Dpcm firmato il 24 ottobre dal presidente Conte.

 

Ci chiediamo sulla base di quali considerazioni scientifiche e logiche Lei abbia scelto, con questa ordinanza, di derogare alle disposizioni previste nell’ultimo DPCM in merito alla scuola, stabilendo “la prosecuzione dell’attività didattica ed educativa in presenza per i servizi educativi per l’infanzia e per il primo e il secondo ciclo dell’istruzione”.

 

Da sempre attenti al problema della scuola ci preoccupa questa Sua decisione, presa appellandosi alla legge provinciale 7 agosto 2006 n.5 “Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino” e ad una serie di deliberazioni e protocolli in tema di Covid e scuola, tutti di data precedente al 3 settembre 2020.

 

Considerato che:

- la legge in oggetto parla di autonomia scolastica, ma certamente non comprende la possibilità derogare a disposizioni statali in situazioni di emergenza

- il Dpcm prevede che ogni regione, e provincia nel nostro caso particolare, possa introdurre solo modifiche più restrittive

- le considerazioni su cui si basa la sua scelta sembrano non tenere conto della repentina impennata della curva dei contagi e dei principi di massima precauzione.

 

Certi che:

- la didattica alternata in presenza e a distanza per le classi superiori del ciclo dell’istruzione avrebbe l’indubbio vantaggio di diminuire sensibilmente le occasioni di contagio

- faciliterebbe e prolungherebbe quindi la possibilità di scuola in presenza per gli alunni più giovani, che per stare a casa necessitano della presenza di un genitore;

- renderebbe inoltre disponibili delle aule, che sarebbe possibile mettere a disposizione anche di altre scuole, con un piano concordato di utilizzo.

 

Consapevoli:

- che tale provvedimento dovrebbe essere accompagnato da un pacchetto di iniziative tese a migliorare la qualità della didattica a distanza, sul piano della fornitura di idonee tecnologie a tutti gli studenti e a tutti i docenti, del potenziamento delle reti, delle metodologie, dei contenuti

- ma che già nel 2015, era stato stanziato un piano nazionale per portare l’innovazione a scuola che prevedeva 35 azioni tra le quali fibra e banda ultra-larga alla porta di ogni scuola, cablaggio degli spazi interni, risorse per pagare il canone di connettività, un responsabile per il digitale per ogni istituto, formazione in servizio per tutto il personale, una strategia nazionale per l’apprendimento pratico e i laboratori, un quadro comune per le competenze digitali degli studenti; misure per rendere attivi in rete anche gli studenti con disabilità, …

 

Chiediamo:

- che, alla luce di tutto ciò, lei rispetti le indicazioni del Dpcm ultimo e stabilisca provvedimenti tali da rendere possibile l’effettuazione di una didattica a distanza fino al 75% del tempo scuola, nella scuola secondaria di secondo grado, a partire da subito.

 

L'assemblea provinciale di Sinistra Italiana del Trentino

 

 

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