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Coronavirus, il mondo dello spettacolo scrive a Fugatti: ''Perché bar e ristoranti aperti e cinema e teatri no?''

Lettere di Denis Fontanari e di oltre 600 persone tra ''Professionisti e aziende dello spettacolo trentino'' per avere quella risposta che il presidente ieri ha negato a il Dolomiti durante la conferenza stampa

Di Luca Pianesi - 27 ottobre 2020 - 11:13

TRENTO. Ristoranti e bar sì, cinema e teatri no. Incomprensibile la ratio che ha portato il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti a seguire l'esempio del presidente Kompatscher da un lato (per quanto riguarda lo slittamento delle chiusure serali dei locali con i bar che chiuderanno alle 20 e i ristoranti alle 22 mentre il dpcm prevedeva lo stop alle 18) e a non seguirlo dall'altro (in Alto Adige cinema e teatri restano aperti nonostante il dpcm preveda la chiusura in tutto il Paese).

 

E la cosa, ovviamente, ha colpito, e non poco, i professionisti del settore dello spettacolo trentino che si sono sentiti affossati due volte: una dal presidente Conte e l'altra dallo stesso Fugatti che, pur dimostrando di poter fare qualcosa per gli esercenti non ha voluto impegnarsi nella stessa maniera per aiutare il loro comparto. Pubblichiamo, allora, due lettere inviate dal direttore artistico del Teatro di Pergine e del Teatro di Meano, Denis Fontanari, e una de ''I professionisti e le aziende dello spettacolo trentino'' sottoscritta già da oltre 600 persone tutte per chiedere a Fugatti attenzione per un comparto che, come dice Fontanari, pare proprio venga abbandonato non tanto per mancanza di coraggio ma ''piuttosto per la totale ignoranza di quanto il settore culturale sia necessario alla comunità, oltre che un importante fonte di reddito per tanti lavoratori''.

 

Ieri, in conferenza stampa, il Dolomiti ha provato a chiedere il destino di cinema, teatri e musei ma il presidente della Pat si è limitato a dire che ''per tutto il resto si segue il Dpcm''. Forse, adesso, a tutte queste persone risponderà. 

 

Gentile direttore,

 

sono Denis Fontanari, direttore artistico dei Teatri di Pergine e Meano e attore. Scrivo questa lettera per chiedere spiegazioni al Presidente della Provincia Autonoma di Trento sulle motivazioni per cui ha emanato un’ordinanza che copia in quasi tutti i punti quella della Provincia Autonoma di Bolzano, fatta eccezione per gli spettacoli teatrali e cinematografici.

 

Nei teatri e nei cinema, fin dalla riapertura si rispettano rigide regole di distanziamento e uso della mascherina, che hanno fatto sì che la partecipazione agli spettacoli sia in Italia più sicura di altri settori in termini di rischio di contagio.

Inoltre non si capisce in che modo il governo nazionale e in seguito quello locale facciano distinzione tra rito religioso (messe consentite) e rito laico (teatri chiusi). Entrambi hanno simili modalità di fruizione ed entrambi non sono necessari da un punto di vista materiale ma lo sono per l’elevazione dello spirito (per chi crede o per chi partecipa al rito laico del teatro).

 

Noi operatori del settore culturale siamo coscienti che la situazione sia grave e che debbano essere presi dei provvedimenti restrittivi, ma non riusciamo a capacitarci in che modo in situazioni geografiche e sociali simili (Trento e Bolzano), si prendano provvedimenti diametralmente opposti. E’ mancanza di coraggio? Non credo. Credo sia piuttosto la totale ignoranza di quanto il settore culturale sia necessario alla comunità, oltre che un importante fonte di reddito per tanti lavoratori.

Sarei grato che il presidente della Provincia ci potesse illustrare, dati alla mano, quanto la chiusura dei teatri riduca il contagio e quale differenza ci sia rispetto alla partecipazione al rito religioso.

 

Grazie

 

Denis Fontanari

direttore artistico del Teatro di Pergine e del Teatro di Meano

attore

 

Trento, 26 ottobre 2020

Al Presidente della Giunta Dott. Maurizio Fugatti

All’Assessore alla Cultura Dott. Mirko Bisesti

Al Dirigente Servizio Cultura Dott. Claudio Martinelli

 

Oggetto: restrizioni agli spettacoli introdotte dal DPCM del 24/10/2020

Visto il recente DPCM firmato il 24 ottobre 2020, in particolare l’articolo 1, punto 9, lettera m:

sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”

Visto il successo dell’applicazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio in Provincia di Trento da parte di gestori, organizzatori, aziende e lavoratori dello spettacolo, unitamente alla collaborazione del pubblico, durante tutto il periodo successivo alla riapertura delle attività di spettacolo.

Visto il punto 21 dell’Ordinanza n. 49 del 25/10/2020 della Provincia Autonoma di Bolzano:

“Gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche sono consentiti nel rispetto delle misure di sicurezza di cui all’allegato A della legge provinciale 08.05.2020, n. 4 e con il numero massimo di 200 spettatori.”

CHIEDIAMO

che la Giunta si impegni nel prevedere norme meno restrittive del DPCM di cui in oggetto, come già ipotizzato per bar e ristoranti, anche per le attività di spettacolo aperte al pubblico, data la dimostrata efficienza nell’applicazione dei rigidi protocolli finora in vigore.

I Professionisti e le aziende dello spettacolo trentino

Qui le firme

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