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Bar e ristoranti aperti in Trentino, Fugatti va avanti contro il Governo e assicura: ''Potremo anche accedere ai contributi nazionali del decreto ristoro''

Mentre in Alto Adige Kompatscher si è adeguato alle norme nazionali mettendo in sicurezza i suoi ristoratori ed esercenti per quanto riguarda l'accesso ai contributi (dopo aver preso atto che con meno clienti in circolazione non conveniva restare aperti con i rischi sanitari che ci sono) il Trentino continua con lo scontro con Roma: ''Alle 18.10 noi ancora non abbiamo visto nessuna atto ufficiale di impugnazione''

Di Luca Pianesi - 29 ottobre 2020 - 18:45

TRENTO. Avanti a testa bassa. Il presidente Fugatti non molla e decide di andare allo scontro con il Governo per difendere la sua ordinanza che tiene aperti bar e ristoranti fino alle 20 e alle 22. Ciononostante da molti ristoratori arrivi la richiesta di uniformarsi alle regole nazionali perché piuttosto che stare aperti con pochi clienti che girano meglio accedere ai contributi del decreto ristoro. E ciononostante Bolzano abbia deciso di abbandonare la linea contraria al dpcm di Conte e abbia, invece, addirittura inasprito le norme. 

 

A Fugatti non importa che, quasi certamente, anche questa volta, la sua ordinanza avrà scarsissime possibilità di restare in piedi perché non sostenuta nemmeno da una legge e facilmente annullabile con semplice ricorso al Tar (quella di Bolzano era più tutelata e il tribunale amministrativo non sarebbe bastato). E non importa nemmeno che in questo modo chi è da lui governato potrà rischiare di non accedere al decreto ristoro. Intanto rassicura e va avanti pur ammettendo che la possibilità che chi rimane aperto resti escluso dal contributo statale c'è.

 

''Ad oggi il decreto ristoro non prevede effetti su chi rimane aperto. Per come è oggi il decreto legge non è previsto che vengano tolti i contributi''. Aggiungendo che nel percorso parlamentare di conversione del decreto in legge potrebbe, però, anche arrivare qualche modifica ''devo essere onesto, lo dobbiamo dire, ma dubito, sarebbe davvero una cattiveria''. Anche se lo stesso decreto, ovviamente, non prevedeva minimamente che qualche territorio si discostasse altrimenti non sarebbe stata subito impugnata l'iniziativa di Trento. Insomma il decreto nazionale era stato costruito per tutti, ma se da quel tutti qualcuno si sfila il pericolo che poi venga escluso è molto concreto. Sarebbe, altrimenti, un atto di grave ingiustizia nei confronti di tutto il resto del Paese.

 

''Il Governo ha fatto l'annuncio ieri che avrebbe impugnato la nostra norma - ha detto Fugatti - anche se alle 18.10 non abbiamo ancora nessun atto ufficiale negli uffici dell'impugnativa. Noi oggi come ieri continuiamo a dire che è legittima l'ordinanza presa su basi sanitarie e se c'è stato concesso di usufruire del pranzo la stessa cosa vale anche la sera e il rischio sanitario non è dovuto dall'usufruire dello stesso servizio. Per noi vale la convinzione di questa ordinanza. E' chiaro che difronte a impugnativa e contenzioso con il Governo sono in corso dialoghi con le parti interessate. Si attende quindi, a quel punto, il giudizio del Tar che potrebbe uscire a distanza di pochi giorni o entro un mese. Quindi andiamo avanti''. 

 

E rispetto alla decisione presa dall'Alto Adige Fugatti ha aggiunto: ''Ci siamo sentiti con Kompatscher ieri e oggi e lui ha deciso di fare questa scelta. Non so perché chiedete a lui. Avrà avuto le sue ragioni''.

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