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Coronavirus, Fugatti non capisce perché i proprietari di seconde case possono venire e i turisti negli alberghi no. La risposta di due lettori

Continua il balletto dell'amministrazione leghista sui proprietari di seconde case. A marzo prima si invitavano tutti a venire a sciare e poi con l'esplosione dell'epidemia li si minacciava di non curarli se non tornavano a casa loro. A dicembre Failoni e Fugatti garantivano la riapertura degli impianti (stanziando anche 5 milioni per l'innevamento che chissà dove sono finiti) e tornavano a invitarli mentre il 22 gennaio la nuova ''chiusura''. Le lettere di Arturo e Gianna: ''La differenza tra turista e proprietario di seconda casa? Se è così ottuso da non capirla, gliela spiego io''

Di Luca Pianesi - 24 gennaio 2021 - 16:51

TRENTO. Proprietari di seconde case, esserci o non esserci, questo è il dilemma. Il dubbio amletico che affligge, ciclicamente il presidente Fugatti e la sua Giunta pare ruotare essenzialmente sui soldi e il continuo balletto fatto di ''venite, andatevene, tornate, restate'' visto in questi mesi, non ha certo giovato al sistema a livello di immagine, anche in chiave futura. Pochi giorni fa l'ennesimo attacco (con gli impianti chiusi il turista non serve perché non spende sul territorio e quindi ''pussa via'') in conferenza pubblica: ''Se i turisti non si possono spostare fuori regione, non capisco perché lo stesso non debba valere per chi ha una seconda casa in Trentino. Se da una provincia diversa dal Trentino - ha aggiunto Fugatti il 22 gennaio - i cittadini non possono venire ad alloggiare in un albergo, allora la stessa restrizione deve esserci per le seconde case''.

 

E così in poche ore ecco arrivare due lettere a il Dolomiti, per spiegare, in parole semplici e chiare al presidente della Provincia di Trento quel che lui stesso ammette di non capire. ''Se il signor Fugatti non capisce - scrive Arturo Segusto originario di Venezia e in Val di Fassa, nella sua seconda casa, da giugno - per favore chiaritegli il concetto di Imu, Tari (tasse sulla spazzatura), spese condominiali, acqua, luce, gas che noi paghiamo per una casa in cui viviamo solo noi, senza contatti con turisti, per mesi per respirare aria buona, per evitare i contatti con la gente''. 

 

''Ebbene - gli fa eco Gianna De Paoli - la differenza tra turista e proprietario di seconda casa, se è così  ottuso da non capirla, gliela spiego io. Se non si va in albergo si rinuncia ad una vacanza e si risparmiano soldi evitando rischi di contagio visto che comunque in albergo qualcuno c è. Se si ha una seconda casa si sono spesi molti soldi, e si continuano a pagare tasse che vanno sia allo Stato sia alla Regione, inoltre si pagano le utenze e spese condominiali, contribuendo al benessere degli amministratori di condominio, manutentori vari, etc. Chi ha comprato una casa può averlo fatto per esigenze di salute e per abitarci anche molti mesi all'anno. Quindi la differenza tra il cosiddetto turista e chi ci abita e ci spende molti soldi sempre in maniera continuativa, direi che è enorme''.

 

Il ''balletto'' si ricorderà, era partito a marzo scorso con l'imbarazzante appello del presidente Fugatti ai proprietari di seconde case ancora in Trentino a tornarsene a casa loro minacciando addirittura di non curarli in caso di malattia (scatenando le ire di medici, infermieri e personale sanitario tutto compatto nel ribadire che non esiste discriminazione che regga quando si deve curare una persona).

 

L'interesse per il proprietario di seconda casa, però, cambia se questo, magari, può recarsi sugli impianti sciistici aperti e può, quindi, spendere i suoi soldini: a dicembre, infatti, la Provincia di Trento aveva promesso, si ricorderà, che gli impianti sarebbero stati aperti, costi quel che costi a strettissimo giro. Non c'era dubbio alcuno sulla questione e Failoni e Fugatti lo ripetevano sia in conferenze pubbliche che sui social e avevano anche già stanziato 5 milioni di euro per l'innevamento artificiale (che, col senno di poi, con piste chiuse e l'innevamento naturale di queste settimane chissà se sono stati spesi davvero e quindi sprecati e sacrificati all'altare della disorganizzazione politica quando era ovvio che non ci sarebbe potuta essere nessuna apertura degli impianti dopo il disastro del marzo scorso quando Fugatti e Failoni invitavano i turisti a sciare in Trentino e gli impianti si sono trasformati in pochi giorni nel primo grande focolaio europeo). 

 

Ebbene in quei giorni, era il 4 dicembre, con la speranza di far ripartire il carosello dello sci e la necessità di riportare in Trentino i turisti ecco l'appello di Fugatti ai proprietari di seconde casa: ''E' un auspicio che possano venire nelle seconde case, creano quel poco di movimentazione economico nelle aree turistiche. Non ci vedo nulla di rischioso perché vengono da una zona gialla. Non ci piacerebbe che se un trentino si dovesse recare in un'altra regione dicessero: resta a casa tua". Oggi, che lo sci è fermo, sicuramente almeno fino al 15 febbraio, vade retro, "serve prudenza - dice Fugatti -. Se i turisti non si possono spostare fuori regione, non capisco perché lo stesso non debba valere per chi ha una seconda casa in Trentino''.

 

Ecco le due lettere

 

Gentile direttore buona sera.

Mi riferisco a quanto scritto ieri sul vostro giornale riguardo all'incapacità di Fugatti di capire perché si vieti l'acceso ai turisti negli alberghi e non quello nelle seconde case. Già il 17 maggio scorso vi avevo inviato una mail in cui evidenziavo la non volontà del Nostro di curare i turisti perché abitanti "irregolari" e il concetto della seconda casa come abitazione e non come casa vacanza. Mi avete pubblicato nel vostro giornale pochi giorni dopo.

 

Se il signor Fugatti non capisce perché si vieti l'accesso ai turisti negli alberghi e non si vieti anche l'accesso ai possessori  di seconde case, per favore chiaritegli il concetto di IMU, TARI (tasse sulla spazzatura), spese condominiali, acqua, luce, gas che noi paghiamo per una casa in cui viviamo SOLO NOI, senza contatti con turisti, per mesi (sono qui in Val di Fassa da GIUGNO) per respirare aria buona, per evitare i contatti con la gente. Nelle seconde case uno si fa da mangiare da sé ed usa stoviglie sue e lenzuola, asciugamani, ecc. suoi. Quindi non contagia nessuno.

 

Io e mia moglie usiamo due mascherine quando entriamo in un supermercato, una sola per strada e rifuggiamo da quelli che non la usano e le assicuro che a Predazzo pochi la portano e molti bottegai ti accolgono con la mascherina abbassata. Ho fatto al riguardo un esposto ai carabinieri, ma come loro si avvicinano, mi hanno detto, tutto torna regolare. Fugatti questi dettagli li conosce? Sa che deve fare rispettare l'uso delle mascherine? 

A volte chi ha il potere occupa 2 livelli al di sopra delle proprie capacità.

Sono molto arrabbiato e mi sento impotente.

Io qui sono a casa mia e da questa nessuno mi sbatte fuori!

La ringrazio per l'attenzione.

Cordialmente

Arturo Segusto

 

 

Buongiorno direttore, ho letto che il presidente Fugatti non capisce perché se i turisti non possono andare negli alberghi ,i proprietari di seconde case le possano raggiungere.

Ebbene la differenza, se è così  ottuso da non capirla, gliela spiego io.

Se non si va in albergo si rinuncia ad una vacanza e si risparmiano soldi, evitando rischi di contagio visto che comunque in albergo qualcuno c è.

Se si ha una seconda casa si sono spesi molti soldi ,e si continuano a pagare tasse che vanno sia allo stato sia alla regione, inoltre si pagano le utenze e spese condominiali, contribuendo al benessere degli amministratori di condominio, manutentori vari, etc....

Chi ha comprato una casa può averlo fatto per esigenze di salute e per abitarci anche molti mesi all'anno.

Quindi la differenza tra il cosiddetto turista e chi ci abita e ci spende molti soldi sempre in maniera continuativa, direi che é  enorme.

La prego di pubblicare la mia lettera

Grazie

Gianna De Paoli

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