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Coronavirus, Fugatti a Manica sulle seconde case: ''Non è stato segnalato come un problema dai Comuni. Se risultassero anomalie di accesso, si valuteranno provvedimenti''

La risposta è arrivata in Aula dopo che Alessio Manica (Pd) ha chiesto chiarimenti sulle intenzioni della Giunta provinciale nei confronti dei cittadini che, provenienti dalle zone rosse e arancione rafforzato, intendono raggiungere una seconda casa

Di Luca Andreazza - 23 March 2021 - 15:03

TRENTO. "L'accesso alle seconde case non è stato segnalato come un problema dai Comuni". Così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che in questo momento dell'emergenza Covid non è intenzionato a intraprendere azioni più restrittive in questa materia.

 

La risposta è arrivata in Aula martedì 23 marzo dopo che Alessio Manica, consigliere provinciale del Partito democratico, ha chiesto chiarimenti sulle intenzioni della Giunta provinciale nei confronti dei cittadini che, provenienti dalle zone rosse e arancione rafforzato, intendono raggiungere una seconda casa.

 

Negli scorsi giorni la Provincia è intervenuta per lasciare semaforo verde: "E' possibile raggiungere le seconde case in Trentino e anche fuori dal territorio provinciale a prescindere dalla colorazione della zona e salvo eventuali divieti posti da ordinanze locali. E’ necessario però avere un titolo di godimento dell'immobile, come atto di affitto o di proprietà, anteriore al 14 gennaio 2021. E’ necessario che la casa di destinazione - si legge nella nota - non sia abitata da persone non conviventi. I residenti fuori provincia, a oggi, possono raggiungere le seconde case in Trentino" (Qui articolo).

 

Diverso, invece, l'orientamento in Provincia di Bolzano, il provvedimento vieta a chi non risiede sul territorio altoatesino di raggiungere le seconde case, a meno che non ci siano comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità (Qui articolo). E' un tema molto caldo, soprattutto in vista delle festività pasquali con l'Italia in lockdown nazionale tra il 3 e il 5 aprile. Diverse le Regioni che hanno già deciso di intervenire per limitare gli spostamenti. 

 

E questo indirizzo del Trentino è stato ulteriormente confermato in queste ore in Aula. "L'accesso alle seconde case non è stato segnalato come un problema dai Comuni. C’è comunque - dice Fugatti - un costante monitoraggio della mobilità e le forze dell’ordine vigilano. Se risultassero anomalie di accesso, si valuteranno provvedimenti come quelli della Val d’Aosta e dell’Alto Adige".

 

Poco convinto da questa riposta il consigliere provinciale. "Sembra difficile tenere sotto controllo i movimento per la seconde case. Tenuto conto che la consistenza del Trentino rispetto a quella dell'Alto Adige è superiore in questo settore, servirebbe una norma più chiara".

 

In materia seconde case, l'approccio di Fugatti è sembrato piuttosto ondivago. Un dubbio amletico che affligge, ciclicamente il presidente e la sua Giunta che sembrano ruotare essenzialmente sui soldi e il continuo balletto fatto di ''venite, andatevene, tornate, restate'' visto in questi mesi, non ha certo giovato al sistema a livello di immagine, anche in chiave futura.

 

A marzo dell'anno scorsi, l'imbarazzante appello del presidente Fugatti ai proprietari di seconde case ancora in Trentino a tornarsene a casa loro minacciando addirittura di non curarli in caso di malattia (scatenando le ire di medici, infermieri e personale sanitario tutto compatto nel ribadire che non esiste discriminazione che regga quando si deve curare una persona), poi a dicembre scorso c'era la speranza di poter aprire gli impianti sciistici e la necessità di riportare sul territorio un po' di turisti: ''E' un auspicio che possano venire nelle seconde case, creano quel poco di movimentazione economico nelle aree turistiche. Non ci vedo nulla di rischioso perché vengono da una zona gialla. Non ci piacerebbe che se un trentino si dovesse recare in un'altra regione dicessero: resta a casa tua".

 

L'avvio dei caroselli bianchi è stato via via procrastinato e così la Pat è tornata indietro a fine gennaio: "Serve prudenzaSe i turisti non si possono spostare fuori regione, non capisco perché lo stesso non debba valere per chi ha una seconda casa in Trentino''. Continui i cambi di direzione su una materia complessa in quanto un proprietario o affittuario di seconda casa qualche tassa la paga.

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