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| 15 mar 2021 | 16:56

Coronavirus, è caos dopo un anno di ordinanze e dpcm: confusione sul caffè d'asporto, su sport e seconde case ecco i chiarimenti della Pat

Un anno di emergenza Covid, un lockdown primaverile e le varie classificazioni ma la mole di Dpcm e circolari ministeriali, provvedimenti e ordinanze locali creano ormai un flusso di disposizioni all'interno delle quali muoversi per non incappare nelle violazioni delle diverse regole. Il Trentino è in zona rossa e gli spostamenti sono autorizzati solo per salute, lavoro e necessità

Coronavirus, è caos dopo un anno di ordinanze e dpcm: confusione sul caffè d'asporto

TRENTO. Si può bere il caffè in strada? Zona che vai, applicazione che trovi, più o meno. E' tra le regole forse più interpretabili, tra quelle che mettono più in difficoltà esercenti, cittadini e forze dell'ordine. Oltre alla responsabilità personale, la sensazione è quella che bisogna affidarsi al buon senso, anche gli operatori di polizia.  

 

Un anno di emergenza Covid, un lockdown primaverile e le varie classificazioni ma la mole di Dpcm e circolari ministeriali, provvedimenti e ordinanze locali creano ormai un flusso di disposizioni all'interno delle quali muoversi per non incappare nelle violazioni delle diverse regole. Il Trentino è in zona rossa e gli spostamenti sono autorizzati solo per salute, lavoro e necessità. C'è la deroga, ci si può recare in quegli esercizi aperti. In questo contesto il bar può preparare i caffè d'asporto.

 

E poi? Ci sono le Faq del governo ma la materia resta comunque incerta, mentre le varie forze di polizia si confrontano per trovare per quanto possibile una linea comune. Nel capoluogo basta semplicemente allontanarsi dal bar e poi si può sorseggiare il proprio caffè, ma bisogna far attenzione a non formare assembramenti e si deve naturalmente mantenere in ogni momento il distanziamento fisico. In val di Fassa si può bere in strada, bisogna restare sostanzialmente sempre in movimento, un po' come da tradizione americana, per evitare ogni rischio assembramento. 

 

Nelle Giudicarie l'approccio è simile a quello di Trento. Negli spazi pubblici si può sostare il tempo necessario ma si deve mantenere alta l'attenzione. Anche nei territori del Chiese le regole sono quelle un po' da zona gialla: ci si deve allontanare dalle immediate adiacenze dei bar. Ci sono meno dubbi a Cavalese, il sindaco Sergio Finato ha cercare di fare ordine e chiarezza attraverso un'ordinanza.

 

"Gli esercizi - si legge nell'ordinanza - che effettuano servizio di asporto di cibi e bevande devono provvedere a rimuovere, o comunque a rendere inservibile ogni sedia, tavolo o piano di appoggio presente nelle pertinenze esterne del locale"; quindi "Il consumo di cibi e bevande in spazi pubblici o aperti al pubblico avvenga a una distanza di 25 metri dagli esercizi in argomento e dalle loro pertinenze, fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro e il divieto di assembramento". 

 

C'è poi "il divieto di sostare e intrattenersi all'interno o all'esterno dei locali che effettuano servizio di asporto di cibi o bevande se non per il tempo strettamente necessario alle operazioni di vendita e pagamento".

 

Nel frattempo la Provincia è intervenuta per fornire alcune precisazioni in materia "attività sportiva" e "seconde case". E' possibile svolgere attività sportiva individuale all'aperto, ma solamente partendo dalla propria abitazione. Non è permesso in alcun modo raggiungere, in auto o con mezzi pubblici, altri luoghi dove poi effettuare l’attività sportiva o quella motoria. Possono spostarsi per gli allenamenti solamente gli atleti che partecipano a eventi e competizioni riconosciute di preminente interesse nazionale dal Coni e dal Cip

 

E' possibile, invece, raggiungere le seconde case in Trentino e anche fuori dal territorio provinciale a prescindere dalla colorazione della zona e salvo eventuali divieti posti da ordinanze locali. E’ necessario però avere un titolo di godimento dell'immobile, come atto di affitto o di proprietà, anteriore al 14 gennaio 2021. E’ necessario che la casa di destinazione non sia abitata da persone non conviventi. I residenti fuori provincia, a oggi, possono raggiungere le seconde case in Trentino.

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