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Coronavirus, paradosso da zona rossa: giovani a casa da scuola ma il pomeriggio in palestra a fare sport di gruppo. ''Lo prevede il Dpcm. Non possiamo che adeguarci''

Dopo un anno di leggi, leggine, ordinanze, dpcm la confusione è altissima e si generano sempre più situazioni assurde per i cittadini. Le ultime quelle legate al consumo del caffè d'asporto, da un lato, e al superamento dei confini comunali per ragioni di convenienza economica, dall'altro. Ma su tutte c'è quella che riguarda i giovani: non possono stare a scuola, distanziati, con mascherina ma possono giocare a basket e pallavolo, spalla a spalla, sudati e col fiatone tra l'altro in palestra, mentre i loro coetanei che fanno calcio e giocherebbero all'aperto sono fermi

Di Luca Pianesi - 17 marzo 2021 - 05:01

TRENTO. Ragazzi e ragazze a casa la mattina perché a scuola non si può andare nemmeno indossando le mascherine ma in palestra il pomeriggio, spalla a spalla, sudati, a sfidarsi a canestro o tra una schiacciata e un bagher. Siamo nella terza ondata di Covid e da ormai oltre un anno si vanno a sommare ordinanze provinciali, dpcm, leggi e leggine e il sistema normativo si è talmente stratificato da risultare sempre più assurdo e incomprensibile.

 

Negli scorsi giorni vi raccontavamo dei problemi legati, per esempio, all'acquisto di un semplice caffè d'asporto: posso berlo subito? Devo allontanarmi dal locale? Devo passeggiare? Non devo creare assembramenti? Devo berlo a casa? Di fatto la confusione è tale che le diverse polizie locali ci hanno risposto in maniera differente (QUI ARTICOLO) e ieri la sindaca di Riva del Garda Santi ha deciso di fare un'ordinanza dove non è ammesso consumarlo in luogo pubblico (QUI ARTICOLO).

 

Notevole anche la questione dei negozi ''più convenienti'': la Provincia ha specificato che, di fatto, anche in zona rossa, si può andare dove si vuole a fare le compere che si ritengono necessarie se nel luogo da raggiungere si spende meno che nel negozio vicino a casa (QUI APPROFONDIMENTO). Questo, ovviamente, apre, di fatto, a qualsiasi forma di deroga possibile immaginabile. Ma l'apice dell'assurdo lo si sta vivendo con lo sport giovanile. Ragazzi e ragazze di tredici, quattrodici anni (dalle medie in su), possono proseguire con gli allenamenti in palestra, con contatto, praticamente senza tamponi mentre contemporaneamente non possono andare a scuola.

 

E così da un lato si vieta ai ragazzini di stare seduti al banco, mantenendo le distanze dai loro amici, con indosso le mascherine e nel rispetto dei protocolli anti-Covid, dall'altro si permette che quegli stessi ragazzini il pomeriggio con magari gli stessi compagni di classe se frequentano la stessa squadra, possano giocare a pallacanestro, sfidarli con un terzo tempo, stopparli al tiro, murarli in azione o festeggiare il punto, tutto senza mascherina, sempre al chiuso, tra sudore e fiatone. Un controsenso incredibile.

 

La Federazione italiana pallacanestro, per esempio, ha specificato che in zona rossa giocano anche i Campionati maschili Serie C Gold, Serie C Silver, Serie D, Promozione, 1^ e 2^ Divisione, Under 20 Eccellenza, Under 20 Gold e Silver, Under 18 Eccellenza, Under 18 Gold e Silver, Under 16 Eccellenza, Under 16 Gold e Silver, Under 15 Eccellenza, Under 15 Gold e Silver, Under 14 e Under 13 Elite e regionale. E per i campionati femminili Serie B, Serie C, Promozione, Under 20, Under 18, Under 16, Under 14 e Under 13. Oltre il 3x3 maschile e femminile: Open, Under 18, Under 16, Under 14 e Under 13. Il tutto seguendo un protocollo che trovate a questo link

 

E così nel caso della pallavolo con il comitato regionale che ha emanato questo comunicato: ''La Commissione Gare, in riscontro alle richieste di informazioni pervenute a seguito del passaggio della Provincia Autonoma di Trento da “zona arancione” a “zona rossa” dal 15/03/2021, conferma che le attività autorizzate dal D.P.C.M. 2/3/2021 proseguono senza alcuna variazione, nel pieno rispetto delle disposizioni di legge e dei previgenti protocolli Fipav''.

 

E ancor più assurdo è che se da una parte si permette a questi giovani di fare sport di contatto in palestra, dall'altra non si permette la stessa cosa per quelli che il campo ce l'hanno all'aperto. I coetanei di questi ragazzi e ragazze che, però, non giocano a pallavolo e basket (ma ci sono anche molti altri sport che rientrano tra quelli di ''interesse nazionale'' anche se qualche federazione per senso di responsabilità ha deciso di sospendere comunque le attività, come quella della vela) ma giocano a calcio, quindi in spazi ampi, senza muri e soffitti, su campi enormemente più grandi e in un contesto, quindi, potenzialmente più sicuro. Questi restano a casa perché il calcio giovanile non è stato ritenuto d'interesse nazionale.

 

''Siamo coscienti di questa situazione - spiega la presidente del Coni del Trentino Paola Mora -  ma noi non abbiamo né potere sanzionatorio né regolatorio e quindi non possiamo che adeguarci ai dpcm. Stiamo dialogando con l'Apss per incentivare controlli e utilizzo dei tamponi e favorire il massimo rispetto delle regole e dei protocolli. Per esempio molte federazioni si sono adoperate affinché i ragazzi e le ragazze arrivino già cambiati, che gli spogliatoi vengano usati il meno possibile, e poi, per esempio so che la federazione volley sta lavorando per acquistare tamponi da dare alla società sportive''.

 

''Ho chiesto una verifica ai miei uffici perché a noi hanno sollevato la questione - aggiunge l'assessore allo sport del Comune di Trento Salvatore Panetta - ma qui c'è una normativa nazionale che consente tutto ciò, quindi noi possiamo fare davvero poco. Ci stiamo confrontando con il Coni, l'Apss e la Provincia per cercare soluzioni di buonsenso ma è un contesto difficilissimo in cui muoversi. Pensate ai parchi: abbiamo avuto molte richieste di cittadini perché in molti parchi c'è troppa gente che fa sport, ma se lo fanno in forma individuale, nel rispetto delle normative noi cosa possiamo fare? Se al parco ci troviamo decine di persone che però sono lì legittimamente cosa possiamo fare? Credo serva il buonsenso ad ogni livello''. 

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