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Coronavirus, la lettera del Patt a Fugatti: ''Non è l'ora del consenso, ma della responsabilità. Nessuno tifa per la zona rossa ma falsare i dati non conviene al territorio''

Le Stelle alpine prendono in considerazione l'ultima analisi di Bassi, il quale ha esaminato i dati contenuti negli indicatori dei report settimanali dell'Iss. La lettera del segretario politico del Patt: "Il governo della Provincia è in qualche modo responsabile del ritardo nella comunicazione dei dati a Roma? E se così non fosse cosa intende fare, presidente Fugatti, per correre ai ripari e ripristinare la verità?"

Di Luca Andreazza - 18 gennaio 2021 - 17:39

TRENTO. "Presidente Fugatti, questa non è l'ora del consenso, ma della responsabilità. Se su questa linea c'è, batta un colpo". Si conclude così una lettera (sotto in forma integrale) firmata dal segretario politico del Patt, Simone Marchiori, e indirizzata al governatore della Provincia di Trento. "Il quadro epidemiologico è delicato in molte zone d'Italia e non è di certo colpa sua, presidente, se anche in Trentino i contagi non calano e le terapie intensive sono piene. A patto, però, che lei dimostri di non aver nulla a che fare con questi dati sfalsati, che lei faccia di tutto per fare luce sulla situazione".

 

Le Stelle alpine prendono in considerazione l'ultima analisi di Davide Bassi, il quale ha esaminato i dati contenuti negli indicatori dei report settimanali dell'Iss. L'ex rettore dell'Università di Trento ha scoperto che nella settimana conclusa il 10 gennaio scorso, su 1.471 "nuovi" contagi segnalati in Trentino, solo 624 si riferivano alla settimana considerata e ben 847 erano casi arretrati segnalati con grande ritardo. In questo modo, la verifica molto tardiva degli antigenici con i molecolari, se risultano negativi spariscono dalle statistiche, mentre se risultano positivi non entrano nel conteggio della settimana corrente perché classificati come "arretrati" (Qui articolo). 

 

Nell'ultima classificazione il Trentino è risultato zona gialla, ma sembrano molte le lacune nel report dell'Istituto superiore di sanità, soprattutto per quanto riguarda il calcolo dell'Rt (Qui articolo), mentre i dati combaciano perfettamente con quelli dell'Alto Adige, indicato come zona rossa; una decisione fortemente contestata dal presidente Arno Kompatscher (Qui articolo).

 

Il segretario politico del Patt ha così inviato una lettera al presidente Maurizio Fugatti per chiedere un chiarimento, ma anche che venga fatta luce sulla vicenda dei dati. Questo è anche il contenuto di una mozione delle settimane scorse delle opposizioni in Consiglio provinciale.

 

"Sia chiaro, nessun trentino, penso, faccia il tifo per vederci classificare come zona rossa. E penso allo stesso modo - aggiunge Marchiori - che nessuno voglia fare sterile polemica politica sui numeri. Ma se quanto dice Bassi è vero (e guardando l'ultimo suo intervento in cui espone puntualmente le sue argomentazioni pare proprio che la situazione sia effettivamente così), emerge un problema: il governo della Provincia è in qualche modo responsabile del ritardo nella comunicazione dei dati a Roma? E se così non fosse cosa intende fare, presidente Fugatti, per correre ai ripari e ripristinare la verità? Perché essere zona gialla falsando i dati non conviene a nessuno, nemmeno ai trentini che ne pagherebbero (o ne stanno già pagando) le conseguenze in termini di salute e di vite umane".

 

Dopo le inchieste de Il Dolomiti (Qui articolo) e le continue richieste di trasparenza arrivata dalla cittadinanza e dalle opposizioni (Qui articolo), dopo diversi mesi il Trentino sembra aver iniziato un percorso per cercare di riallinearsi alle norme nazionali per far quadrare i conti sui dati dei test antigenici (Qui articolo). Quest'ultimo passo a fronte di messaggi contraddittori della Provincia e continui cambi nel modus operandi (Qui articolo). Ma l'ultima analisi di Bassi lascia altri dubbi sul tavolo.

 

Caro presidente Fugatti,

 

il 16 gennaio l'ex rettore Davide Bassi ha scritto un altro intervento sul suo blog spiegando il perché i numeri sui contagi trentini sarebbero sfalsati: in sostanza Bassi, dati alla mano, evidenzia come di fronte a numeri simili fra Trento e Bolzano, noi comunichiamo in ritardo all'Iss parecchi positivi. Così facendo manteniamo il livello giallo nella classificazione delle regioni, pur non avendone diritto.

 

Non me ne voglia, presidente Fugatti, ma alla luce delle argomentazioni di un docente universitario di chiara fama, che ormai da tempo ha ingaggiato una sorta di operazione verità nei confronti della nostra Provincia, qualche domanda sorge spontanea: perché o Bassi ce l'ha con lei e la sua amministrazione, oppure qualcosa non torna.

 

Sia chiaro, nessun trentino, penso, fa il tifo per vederci classificare come zona rossa. E penso allo stesso modo che nessuno voglia fare sterile polemica politica sui numeri.

 

Ma se quanto dice Bassi è vero (e guardando l'ultimo suo intervento in cui espone puntualmente le sue argomentazioni pare proprio che la situazione sia effettivamente così), emerge un problema: il governo della Provincia è in qualche modo responsabile del ritardo nella comunicazione dei dati a Roma? E se così non fosse cosa intende fare, presidente Fugatti, per correre ai ripari e ripristinare la verità?

 

Perché essere zona gialla falsando i dati non conviene a nessuno, nemmeno ai trentini che ne pagherebbero (o ne stanno già pagando) le conseguenze in termini di salute e di vite umane.

 

Caro presidente Fugatti, questa lettera non è un atto di accusa, ma un appello affinché sulla questione dei numeri faccia chiarezza una volta per tutte. Non è questione di colore politico, ma di serietà. Finché ci saranno persone come Davide Bassi che con ricerche e studi metteranno in discussione l'operato della Provincia non ci si potrà preparare con il piede giusto all'uscita della pandemia.

 

La situazione è delicata in molte zone d'Italia e non è di certo colpa sua, presidente Fugatti, se anche in Trentino i contagi non calano e le terapie intensive sono piene. A patto, però, che lei dimostri di non aver nulla a che fare con questi dati sfalsati, che lei faccia di tutto per fare luce sulla situazione.

 

Altrimenti il rischio è che lei sia complice (o regista) di una mala gestione della sanità trentina. E questo non solo non farebbe onore a lei e all'autonomia trentina, ma avrebbe implicazioni ben più gravi di un pugno di voti guadagnati o persi dalla classificazione più o meno restrittiva della nostra provincia.

 

Presidente Fugatti, non salverà la stagione sciistica o bar e ristoranti trentini in questo modo. Lo farà utilizzando il coraggio, dicendo le cose come stanno realmente e coinvolgendo tutte le forze di cui la nostra terra dispone e gli strumenti che l'Autonomia ci fornisce per aiutare chi è in difficoltà (per quanto possibile, anche indipendentemente da Roma).

 

Presidente Fugatti, questa non è l'ora del consenso, ma della responsabilità. Se su questa linea c'è, batta un colpo.

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