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Il leghista Divan: “Troppi contagi? Trentini irresponsabili, si vuole la zona rossa. Non date la colpa né al governo provinciale né a quello nazionale”

L’elevato numero di positivi desta preoccupazioni, il consigliere leghista Divan: “Bisogna dire che alcuni trentini sono irresponsabili. Non è possibile che ci siano così tanti contagi, nessuno si permetta di dire che è colpa del governo, sia quello provinciale, sia quello nazionale”

Foto pubblicata il 22 maggio - Divan e il presidente Fugatti
Di T.G. - 06 marzo 2021 - 16:03

ROVERETO. Il Trentino rimane in zona arancione ma i dati sono in peggioramento, preoccupano in particolare l’Rt (1.1) e il tasso di incidenza che ha raggiunto i 385 casi ogni 100.000 abitanti. Solo ieri, sono stati individuati 406 nuovi positivi su 3.854 tamponi tra molecolari e antigenici. Insomma numeri importanti che non lasciano presagire nulla di buono.

 

A questo punto – commenta il leghista Leonardo Divan – bisogna dire che alcuni trentini sono irresponsabili. Non è possibile che ci siano così tanti contagi. Evidentemente – punta il dito il consigliere comunale di Rovereto – si vuole la zona rossa, arrivando a doversi rinchiudere a casa. Nessuno si permetta di dire che è colpa del governo, sia quello provinciale, sia quello nazionale. Non è davvero possibile andare avanti così”.

 

Nonostante l’elevato numero di contagi (76 le classi in quarantena), il presidente della Pat Maurizio Fugatti sembra intenzionato a tirare dritto e non chiudere le scuole anche se il Dpcm lo consiglierebbe, almeno in quei territori dove l’incidenza supera i 250 casi ogni 100.000 abitanti. “Il livello del contagio è importanteaffermava ieri in conferenza stampa compreso quello tra i giovani all’interno delle classi. I dati in generale comunque non ci lasciano indifferenti, serve ancora maggiore serietà nell’osservare quanto avviene giorno per giorno”.

 


 

L’intenzione dunque, almeno per il momento, non sembra essere quella di prendere provvedimenti: “Il nostro impegno è massimo – sottolineava Mirko Bisesti – per tutelare la sicurezza e la salute, ma cercheremo tutti insieme di garantire comunque l’attività in presenza per la scuola primaria come pure per gli studenti Bes, con modalità organizzative che favoriscano il più possibile la loro presenza in classe”.

 

Le previsione però non sono delle migliori: secondo Agenas gli infetti attivi in Trentino (con i dati aggiornati all’1 marzo), nei prossimi 7 giorni, potrebbero aumentare fino al 48%, con un valore medio del 31% circa 8 punti percentuali più alto rispetto ai dati pubblicati il 21 febbraio. Anche Gimbe certifica la situazione tutt’altro che rosea del Trentino: l’incremento percentuale di casi (dal 23 febbraio al 2 marzo) è sopra il 6% mentre l’incidenza delle ultime due settimane (16 febbraio-2 marzo) sfiora i 700 casi ogni 100.000 abitanti.

 

Nel frattempo, fa discutere il caso del focolaio scoppiato a Sanbapolis, lo studentato universitario di Trento sud. Finora ci sono stati 8 casi di positività fra gli studenti, mentre altri 200 sono finiti in quarantena. Sono tutt’ora in corso le verifiche sull’origine del contagio che potrebbe essere partito da una festa: “Se fosse confermata la festa non autorizzata – ha spiegato il direttore dell’Opera Universitaria Paolo Fontana – siamo pronti a sanzionare e anche ad arrivare alle espulsioni”.

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