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Coronavirus, tutti a scuola in Trentino ma da lunedì Dad alle superiori ma non come da Dpcm: Bisesti chiede il 50%

Mentre il contagio cresce e i dati sui ricoveri sono simili a quelli dell'Alto Adige, sono peggiori rispetto ai decessi e sono migliori rispetto alle terapie intensive, e la giunta provinciale è tutta in isolamento con il presidente contagiato, il Trentino prova lo stesso a distinguersi dal livello nazionale

Di Luca Pianesi - 04 novembre 2020 - 19:27

TRENTO. Domani tutti a scuola (anche perché se il Dpcm c'è non ci sono ancora le regioni rosse, gialle, arancioni) ma da lunedì anche in Trentino si passa alla didattica a distanza ma solo al 50%, negli istituti superiori. La comunicazione ufficiale è arrivata ora dalla Provincia e a questo punto Fugatti, tenta di smorzare il conflitto con il governo centrale e, compresa la gravità della situazione con un'epidemia galoppante che ha colpito proprio anche lo stesso Governatore e i suoi assessori, ha deciso di adeguarsi al livello statale, ma non completamente.

 

Impossibile garantire ai cittadini qualcosa di certo e allora ecco che un po' di confusione è d'obbligo come recita il comunicato della Provincia che spiega: ''La nuova disposizione per contenere la diffusione del virus interesserà, insomma, anche il territorio provinciale, in ottemperanza al Decreto del presidente del consiglio. Lo ha deciso oggi la Giunta recependo il Dpcm nazionale. Su proposta dell’assessore provinciale all'istruzione, università e cultura Mirko Bisesti si chiede ufficialmente al Governo - sulla base degli investimenti effettuati e della situazione epidemiologica attuale - di poter garantire la possibilità di adottare la Dad al 50% negli istituti superiori.

 

Nel frattempo, per questa settimana, continueranno le attività in presenza in tutte le scuole della provincia, fatta salva la possibilità per le famiglie di richiedere la didattica digitale integrata''. Insomma non si sa ancora in che fascia finirà il Trentino (sicuramente non rossa dove la dad sarà obbligatoria anche in seconda e terza media ed è in bilico tra arancione e gialla), continuano a crescere i ricoveri (che oggi arrivano ad essere 222 in ospedale in Trentino contro i 242 dell'Alto Adige) e i decessi (sono 46 nella seconda ondata in Trentino mentre in Alto Adige sono 30) ma restano stabili le terapie intensive (11 in Trentino contro le 33 dell'Alto Adige) e si continua a spiegare alla popolazione che ''tutto va bene''.

 

I dati sono in crescita ma senza il giornaliero sui tamponi antigenici (che raddoppierebbe il livello di positivi visto che ogni giorno sono centinaia i contagiati trovati così, dando il reale senso della portata dell'epidemia) che da oggi, da quanto ha dichiarato il direttore dipartimento prevenzione dell'Apss Ferro, non verranno più verificati con tampone perché ritenuti affidabili al 100% la narrazione è monca e rischia di creare conseguenze peggiori nelle prossime settimane. 

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