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Coronavirus, un docente scrive alla Pat: "Imporre l'obbligo delle mascherine in classe. Solo così si possono abbattere i contagi nelle scuole"

Mentre in Trentino aumentano i contagi, sul fronte scuola il presidente Fugatti ha espresso la volontà di discostarsi rispetto al Dpcm evitando di riconvertire le scuole superiori per il 75% alla didattica a distanza. Ma altre sono le criticità intraviste dai docenti, tra cui la mancanza dell'obbligo di indossare la mascherina in classe. Pubblichiamo a riguardo una lettera di un insegnante. "E' la causa di questo aumento vertiginoso dei casi"

Pubblicato il - 27 ottobre 2020 - 10:44

TRENTO. Mentre la situazione dei contagi nelle scuole trentine continua a segnare una crescita nel numero di classi in quarantena (sono 131 secondo la comunicazione data dalla Provincia nella giornata di lunedì 26 ottobre), a dimostrazione di un virus che non risparmia affatto il comparto scolastico, il Trentino tira dritto rispetto al resto del Paese, evitando per ora qualsiasi tipo di riconversione della didattica a distanza come previsto dal Dpcm (75% per le scuole superiori).

 

Tra i “fronti” al momento “più caldi”, la scuola in provincia proseguirà così come ha cominciato, mantenendo in vigore dei protocolli e delle linee guida non privi di criticità. Secondo la nuova ordinanza diramata dalla Pat con il sostegno della “parte scientifica”, nelle strutture scolastiche trentine serviranno infatti 2 casi positivi nelle primarie o nelle secondarie di primo grado per poter mettere in quarantena una classe, mentre per le superiori basterà un caso.

 

“La ragione specifica di questa nuova misura trova le basi nell'esperienza sul campo e nei dati scientifici – aveva spiegato al nostro giornale il direttore del Dipartimento prevenzione dell'Apss Antonio Ferro – tra i bambini fino ai 12/13 anni la trasmissibilità è minore. I loro contatti fuori da scuola sono minori. La chiave di volta sta proprio qui: sotto ai 14 anni, quando c'è un caso in una classe, è più difficile che ce ne siano altri, sopra è più probabile”.

 

Se l'ordinanza, da parte sua, non è stata certo risparmiata dalle critiche (QUI e QUI gli articoli) – considerando che la dad al 75% per le scuole superiori avrebbe alleggerito non poco la pressione sui trasporti pubblici – è sulla stessa gestione delle misure di sicurezza nelle classi che aleggiano non poche perplessità. Tra queste, c'è quella riguardante l'utilizzo delle mascherine mentre si è in classe, come indicatoci da una lettera inviataci da un lettore, che pubblichiamo qui di seguito:

 

Gentile presidente Maurizio Fugatti,

 

Le scrivo per sottoporLe un’osservazione e una proposta per migliorare sensibilmente il contrasto alla diffusione del Covid.

 

Nel documento “Linee d’indirizzo per la tutela della salute e sicurezza” del 3 settembre 2020, a pagina 3, si legge 'gli studenti possono non indossare la mascherina durante la permanenza in aula in condizione di staticità'.

 

Ebbene, la mia osservazione, la mia ipotesi, è che queste parole siano la falla principale del sistema di prevenzione che ha causato l’aumento vertiginoso di casi di Covid che – guarda caso – abbiamo apprezzato a partire da dieci giorni dopo l’inizio delle attività didattiche.

 

Come saprete, l’efficacia della mascherina è ampiamente provata, come è provato che stare nei luoghi al chiuso senza mascherina costituisce un rischio elevato di contagio. A confermare la mia ipotesi aggiungo che sia in Germania sia in Grecia, entrambi paesi in cui riescono a contenere la diffusione del virus in modo più efficace che in Italia, è in vigore l'obbligo tassativo di uso della mascherina quando ci si trovi all'interno della scuola, anche se seduti in aula.

 

La prego dunque – e questa è la proposta – di rivedere quanto prima questo punto del protocollo e di introdurre l’obbligo dell’uso della mascherina per tutta la durata delle attività scolastiche. Questa misura da sola potrebbe abbattere la velocità di diffusione del virus ben più di altre misure, quali lo scaglionamento degli ingressi, l’introduzione della DaD parziale, etc.

 

Cordialmente,

A.S.

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