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Rifiuti, lettere di Dolomiti Energia per 'errori' nei pagamenti. Ecco quello che sta accadendo

Intervengono il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e Utenti e l’Adoc del Trentino: "Riteniamo necessario che d’ora in poi, la società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti, sia obbligata dal Comune, con apposita disposizione regolamentare, ad avvisare gli utenti delle modifiche dei regolamenti"

Pubblicato il - 10 gennaio 2019 - 15:15

TRENTO. Sono centinaia i trentini che da alcune settimane stanno ricevendo da Dolomiti Energia una lettera nella quale si chiede il pagamento della tariffa rifiuti per gli anni 2013, 2014, 2015, 2016, 2017, 2018.

 

L'importo non pagato dagli utenti deriverebbe da una discrepanza tra le metrature della propria abitazione rispetto ai dati che sono stati registrati al catasto. Le lettere hanno messo in allerta molte persone anche perchè all'interno viene riportato il messaggio di «accertamento per infedele dichiarazione di occupazione di locali».

 

A fare un po' di chiarezza su quello che è successo e a spiegare ai cittadini come muoversi ora sono il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e Utenti e l’Adoc del Trentino.

 

Perché arrivano le raccomandate?

Perché dal 2013 il regolamento comunale che disciplina la materia è cambiato e la Dolomiti Energia verifica la corretta applicazione di tale regolamento. Per questo i conteggi sono cambiati, non per una modifica strutturale dell’immobile in esame.

 

Ma se i Regolamenti sono cambiati, perché dicono che ho fatto una dichiarazione infedele, se nessuno mi ha avvisato?

La legge prevede che sia il consumatore a comunicare i dati. La legge non impone alla Dolomiti Energia di informare gli utenti di eventuali modifiche ai Regolamenti comunali, come ad esempio l’introduzione nel conteggio di cantine o soffitte.

 

Il Crtcu e l’Adoc del Trentino ritengono necessario, invece, che d’ora in poi, la società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti, sia obbligata dal Comune, con apposita disposizione regolamentare, che gli utenti siano avvisati della modifica tempestivamente.

Il termine dichiarazione infedele è il termine tecnico che si applica in tutti i casi di mancata comunicazione dei dati esatti e completi. La dichiarazione infedele è una violazione di natura amministrativa, ma in questo caso non è stata e non verrà applicata la relativa sanzione.

 

Non ci sono sanzioni da pagare anche se c’è una dichiarazione infedele, perché le rappresentanze dei consumatori hanno chiesto e ottenuto che non venissero applicate.

Il Crtcu e l’associazione di consumatori Adoc hanno chiesto e ottenuto di non applicare la sanzione amministrativa pecuniaria, prevista dall’art. 43 del Regolamento I.U.C. – Componente Tari dal Regolamento I.U.C., nei casi di denuncia infedele. Infatti, rispetto a quanto richiesto, il Servizio Risorse Finanziarie del Comune di Trento ha accettato la nostra proposta e pertanto in presenza di dichiarazioni infedeli si è proceduto solo con il recupero, oltre all’importo non riscosso, dei soli interessi legali e delle spese di sollecito, senza applicazione della sanzione.

 

Termini di prescrizione

5 anni, dall’anno dopo quello interessato (per l’anno 2013, inizia il conteggio dal 2014): questo vuol dire che per recuperare l’anno 2013 il termine di ricevimento della raccomandata a.r. è scaduto il 31 dicembre 2018. Le raccomandate a.r. ricevute in gennaio 2019 si possono riferire solo agli anni a partire dal 2014, non prima.

 

Cosa è cambiato?

Il Regolamento per l’applicazione della tariffa sui rifiuti e del tributo comunale dei servizi (TARES) 2013 all’art. 6, comma 6, recita: "per le utenze domestiche, la quota fissa è commisurata al numero di componenti, il nucleo familiare ed alla superficie dell’immobile determinata sulla base dell’ottanta per cento della superficie catastale”.

 

Il Regolamento per la disciplina dell’imposta unica comunale per l’anno 2014 in poi, all’art. 31, comma 6, recita: per le utenze domestiche, la quota fissa è commisurata al numero dei componenti del nucleo familiare ed alla superficie dell’immobile determinata sulla base della superficie calpestabile. L’art. 34 comma 1, recita: i locali costituenti pertinenza o dipendenza da altri, anche se da questi separati.

 

L’art. 34 comma 2, recita: la superficie complessiva è arrotondata per eccesso o per difetto al metro quadro, a seconda che il decimale sia superiore a zero virgola cinquanta ovvero inferiore o uguale a zero virgola cinquanta.

 

Cosa fare?

La casistica è molto varia. Pertanto, è importante e utile verificare con Dolomiti Energia i valori accertati e per farlo il modo migliore è prendere appuntamento con loro secondo i contatti contenuti nella comunicazione ricevuta.

 

Rateizzare è possibile?

Sì, a fattura emessa. Se avete verificato che i conteggi dei metri sono corretti, verrà emessa la fattura con la maggior somma accertata: in quel momento è possibile chiedere a Dolomiti Energia il rateizzo.

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