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Sanatoria per le professioni sanitarie, la replica dell'Associazione italiana massoterapista

Riportiamo ora di seguito la replica fatta  dall'avvocato Alessandro Carluccio dell'ufficio legale dell'associazione Aim, Associazione italiana massoterapista

Pubblicato il - 05 gennaio 2019 - 18:29

TRENTO.  "Si crea uno scudo per tutte le possibili accuse di abusivismo"  queste le parole di Simone Cecchetto, vicepresidente nazionale dell'Associazione italiana fisioterapisti, in merito al tanto discusso emendamento alla legge di bilancio che, modificando una norma del 1999, prevede che chi ha svolto una professione sanitaria per 36 mesi negli ultimi dieci anni possa continuare a farlo iscrivendosi entro il 2019 a un albo speciale.

 

In un nostro articolo erano stati riportati i diversi pareri a partire da quello di Cecchetto a quello del Simmas, il Sindacato italiano massofisioterapisti  e massaggiatori sportivi che, in una nota, ha dichiarato: "Dopo anni di attesa è stato fatto un passo importante a favore della categoria dei massofisioterapisti".  (QUI L'ARTICOLO COMPLETO)

 

Riportiamo ora di seguito la replica fatta  dall'avvocato Alessandro Carluccio dell'ufficio legale dell'associazione Aim, Associazione italiana massoterapista. 

 

 

Come ufficio legale dell’associazione AIM, associazione italiana massoterapisti, prima associazione rappresentativa della categoria dell’arte ausiliaria delle professioni sanitarie di “massaggiatore e capo bagnino degli stabilimenti idroterapici”, sono a richiedere la possibilità di pubblicazione di una parziale smentita di quanto contenuto nell’articolo, da Voi recentemente pubblicato nella sezione “economia e lavoro”, dal titolo “Sanatoria per le professioni sanitarie, scudo per gli abusivi”, i fisioterapisti pronti a scendere in piazza contro la finanziaria.

 

Quanto riportato nell’articolo, attribuito alla persona del vice presidente Aifi Cecchetto, riguardante la categorizzazione della professione di massaggiatore capo bagnino (che per comodità chiameremo MCB) è infatti scorretto sia giuridicamente, che per il contesto utilizzato e richiede una puntuale smentita.

 

Scorretto nella parte in cui annovera il massaggiatore mcb nelle “professioni di interesse sanitario”: il massaggiatore mcb, infatti, è arte ausiliaria delle professioni sanitarie (al pari di ottico e odontotecnico per intendersi), riconosciuta dalla legge italiana con propri e distinti provvedimenti legislativi (RD 1334/28 e T.U. leggi sanitarie del 1934), legittimamente formata dalle Regioni per delega dello Stato ai sensi del DPR n 10/1072 art 1 lett f. Nulla pertanto c’entra il MCB con le professioni di interesse sanitario ex legge 43/2006, come già ben confermato anche dalla Corte Costituzionale con sentenza n 300/2007, che pone le arti ausiliarie ad un livello superiore alle “professioni di interesse sanitario”: pertanto il riferimento è sbagliato o volutamente pretestuoso.

 

Scorretto nella parte in cui, sostanzialmente, si coinvolge la figura professionale di massaggiatore MCB nel “baillame” venutosi a creare per effetto del noto “emendamento alla legge di bilancio” (art 283 bis e correlati): il riferimento, pur velato, al massaggiatore mcb (accostato al massofisioterapista, al terapista della riabilitazione o all’educatore professionale), in relazione a quanto accadrà circa la possibilità di iscrizione all’albo “speciale”, NON E’ PERTINENTE. Nulla in questo caso infatti, può riguardare il MCB, il quale possiede per legge, già tutti i titoli e le prerogative per esercitare la propria professione e non abbisogna né di iscrizioni ad albi o registri, né tantomeno di “sanatorie”. Si intende, pertanto, tranquillizzare i “preoccupati” esponenti di altre categorie professionali, poichè nessun massaggiatore mcb, farà (né avrà esigenza di fare) alcuna richiesta di iscrizione ad albi “speciali”: non ne è coinvolto in quanto già possiede tutti i requisiti riconosciuti dalla legge, per poter esercitare la propria professione.

 

Scorretto il, pur velato, riferimento al massaggiatore mcb in un articolo in cui si parla di “scudo per gli abusivi”: è inaccettabile che, in un articolo in cui vengono poste rimostranze nei confronti del rischio di abusivismo o addirittura “sanatorie” per abusivi, si menzioni direttamente o indirettamente, trasversalmente o pur velatamente, una professione riconosciuta e regolamentata dallo Stato italiano con specifiche leggi, come è oggi il massaggiatore mcb! .. professione tra l’altro elencata tra le professioni riconosciute e regolamentate dal Ministero della Salute e dalla Commissione Europea, la quale, si ripete, non abbisogna di alcuna iscrizione ad alcun albo speciale per vedersi riconosciuta ……… semplicemente perché lo è già.

Là dove sono stati svolti “forzati” tentativi di additare il massaggiatore mcb come una specie di “invasore” delle competenze del fisioterapista, la giurisprudenza è stata CONCORDE nell’affermare che il massaggiatore mcb è professione (arte ausiliaria) pienamente riconosciuta, distinta rispetto al fisioterapista e con mansioni più limitate (rispetto a quest’ultimo) al “massaggio terapeutico” ossia al massaggio su ordine e prescrizione del MEDICO (oltre che ovviamente a quello benessere e sportivo su soggetti sani, oggi non regolamentato da alcuna legge, ma che il MCB può svolgere con sicure competenze).

 

E infatti, la professione di “massaggiatore” (detto in Europa Massage Therapist) convive con quella di fisioterapista in più della metà dei Paesi Europei.

Il fatto che molti medici, oggi, scelgano di indirizzare il proprio cliente, nel caso di necessità di un massaggio terapeutico (o massoterapia come la si definisce concordemente), ad un MCB, lo si deve solamente alla propria preparazione specifica (e attestata da diploma regionale) in tale tipo di limitata attività, la quale, in altre categorie, viene studiata e praticata solo marginalmente: la cosa può certo disturbare qualcuno, ma, nei limiti di tali attività, il massaggiatore mcb non fa altro che il proprio lavoro previsto dalle norme di legge…… quindi nulla di abusivo.

 

Certo il fenomeno dell’abusivismo potrebbe di sicuro riguardare anche alcuni MCB, che potrebbero “sforare” dalle competenze di legge sopra dette, ma, in tali sporadici casi, AIM come associazione di categoria sarebbe la prima a denunciare, così come ci si aspetterebbe lo stesso dalle associazioni di categoria dei fisioterapisti, là dove dovessero “scovare” un loro iscritto che operi senza preventiva diagnosi e prescrizione del medico (… succede anche questo)!

Si rimanda pertanto al mittente, ogni considerazione riguardante l’arte ausiliaria delle professioni sanitarie di “massaggiatore mcb” in riferimento al citato emendamento (che non li riguarda in quanto professione che non abbisogna di alcuna “sanatoria”), così come ogni velato riferimento alla categoria, come espressione di un paventato “abusivismo”, ribadendo che il massaggiatore mcb “certificato” con relativo titolo regionale, come per legge, non può che essere, nei limiti dell’esecuzione delle proprie mansioni limitate, garanzia per la salute del cittadino e mai il contrario.

 

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