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''Sanatoria per le professioni sanitarie, scudo per gli abusivi'', i fisioterapisti pronti a scendere in piazza contro la finanziaria

Il vicepresidente dell'Aifi Cecchetto: ''Cittadini in pericolo''. Al contrario i massofisioterapisti stanno con il governo: ''Un passo importante''

Pubblicato il - 28 dicembre 2018 - 05:01

TRENTO. Per Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici trentini è "un attentato alla salute dei cittadini" (qui l'articolo) , ma per il Simmas, il Sindacato italiano massofisioterapisti  e massaggiatori sportivi è "un passo avanti". Ad accendere il dibattito è ancora una volta l'emendamento alla legge di bilancio che, modificando una norma del 1999, prevede che chi ha svolto una professione sanitaria per 36 mesi negli ultimi dieci anni possa continuare a farlo iscrivendosi entro il 2019 a un albo speciale. "Si crea uno scudo per per tutte le possibili accuse di abusivismo" attacca Simone Cecchetto, vicepresidente nazionale dell'Associazione italiana fisioterapisti.

 

Ad accogliere favorevolmente l'emendamento alla Finanziaria, voluto dal movimento Cinque stelle, è il direttivo del Simmas che, in una nota, dichiara: "Dopo anni di attesa è stato fatto un passo importante a favore della categoria dei massofisioterapisti. L'approvazione dell'emendamento 1.6003 in manovra di bilancio ha evitato, come confermato dallo stesso Ministro Grillo, "che circa 20.000 persone finissero in mezzo a una strada"".

 

Ancora: "È doveroso sottolineare che il massofisioterapista è una professione regolamentata ai sensi di una norma primaria (la legge 403 del 1971) che non era mai stata abrogata".

 

Il Sindacato dei massofisioterapisti descrive il provvedimento come una "un primo passo fatto" e auspica che se ne compiano altri a favore degli "studenti dei corsi ancora attivati" e dei "diplomati che non hanno maturato 36 mesi di lavoro": "è una questione di civiltà", si legge.

 

Decisamente di un altro avviso è Cecchetto: "L'articolo 283 bis e i correlati in Finanziaria sono scritti male perché lasciano aperte le porte del riconoscimento a chiunque come personale formato senza prevedere un riconoscimento e una valutazione del percorso formativo. È possibile per chiunque iscriversi a degli elenchi speciali, a patto che abbia lavorato tre anni negli ultimi dieci. Anche questi tempi non si capiscono".

 

Secondo il vicepresidente dell'Aifi si può parlare a tutti gli effetti di una "sanatoria": "Crea di fatto un'equiparazione - spiega - E poi apre anche agli autonomi e a chi fa una libera professione. Così gli elenchi speciali diventano scudo per tutte le possibili accuse di abusivismo".

 

"Non è vero - prosegue Cecchetto - che, come ha detto il ministro, c'è stata una riformazione generale delle leggi 43 del 2006 e 42 del 1999. Avrebbero dovuto scrivere che gli operatori di interesse sanitario non possono essere formati a livello regionale. Alcune regioni, infatti, hanno continuato a formare con corsi minori queste figure e si è creato il caos che ha portato il ministero a intervenire, ma l'intervento è stato un peggioramento delle cose".

 

Tra le professioni a interesse sanitario (da distinguere dalle 22 professioni sanitarie) si collocano, ricorda il vicepresidente dei Fisioterapisti, ad esempio i massofisioterapisti, i terapeuti della riabilitazione, i massaggiatori capobagnino, ma anche gli educatori professionali.

 

"I massofisioterapisti - attacca Cecchetto - stanno anche occupando con titoli minori posti che richiedono competenze maggiori. Qualcosa era da fare, è vero, per un paio di categorie, quali le persone che avevano i titoli di equivalenza, tra cui i massofisioterapisti biennali pre 1999, e chi ha avuto accesso al sistema pubblico, che vi lavora da decenni e che all'epoca dell'assunzione non aveva i titoli, ma la cui preparazione era stata ritenuta valida. Si sarebbero però fare degli interventi chirurgici, puntuali, invece il 213 bis apre a tutti, è scritto in modo general generico".

 

Quindi la preoccupazione: "Quello che ci spaventa di più è che queste persone non saranno riconosciute dai cittadini come diverse, ad esempio, da un fisioterapista. Non è prevista una verifica delle competenze. Ciò che dice il presidente dell'Ordine dei medici Ioppi è vero: c'è un pericolo, un rischio, che le persone incompetenti rientrino nella sanatoria e possano mettere le mani addosso ai cittadini. È quello che ci spaventa di più. Il ministro Grillo e l'onorevole Lorefice non hanno capito il rischio del semplicismo con cui è scritta la norma. Non hanno difeso dei posti di lavoro o sistemato una situazione, ma aperto una voragine".

 

Ancora il vicepresidente dei Fisioterapisti si dice "perplesso": "Lo siamo perché, anziché ascoltare gli interlocutori istituzionali e riconosciuti, gli Ordini professionali, si è preferito ascoltare dei gruppetti di persone".

Il rischio, secondo Cecchetto, "è la generalizzazione di questo principio. Se la fatica di superare un test d'ingresso, di studiare per tre-sei anni e di aggiornarsi hanno senso per garantire un'alta qualità dell'assistenza, allora la norma va cambiata. Altrimenti non ha più senso dare valore alle lauree per tutte le professioni".

 

Infine l'annuncio della protesta: "Oggi è stata mandata una lettera aperta al ministro e a Lorefice - anticipa Cecchetto - Ora vedremo come andrà la discussione alla Camera, ma siamo pronti a partire con scioperi o manifestazioni di piazza".

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