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Scivola dal sentiero ghiacciato e precipita per oltre cento metri nel canalone ghiacciato, trovato nella notte il corpo dell'ex carabinieri Claudio Zordan

A dare l'allarme la famiglia dell'uomo che non lo ha visto rientrare in serata. Grazie alla testimonianza del gestore della Baita Pian dei Osei e a un'analisi del suo computer da parte della figlia per vedere quali erano state le ultime ricerche gli operatori del soccorso alpino hanno capito che avrebbe percorso il sentiero 334 direzione bivacco ''Caimi''

Pubblicato il - 05 dicembre 2019 - 12:49

BELLUNO. E' stato trovato questa notte il corpo di Claudio Zordan ex carabinieri di stanza a Treviso che ieri era salito in quota, sopra Santo Stefano di Cadore, ed aveva fatto perdere le sue tracce. L'uomo, 59enne, pensionato, sposato e padre di due figli, grande appassionato di montagna e amante delle camminate, stava cercando di raggiungere il bivacco ''Caimi'' che si trova sul gruppo montuoso Brentoni sopra quota 2.000 metri. L'uomo era uscito di casa ieri mattina per compiere un'escursione in solitaria lungo il sentiero Rio di Cornon ma quando in tarda serata i familiari non hanno avuto più sue notizie si sono allarmati e hanno contattato i soccorritori. 

 

Una squadra del Soccorso alpino e i carabinieri di Vigo di Cadore oltre agli agenti della Guardia di finanza sono saliti in quota e in piena notte hanno cominciato le ricerche. Confrontandosi col gestore della Baita Pian dei Osei - che aveva parlato con l'uomo la mattina verso le 8, vedendo l'auto ancora parcheggiata, e consultata la figlia dell'uomo, che era andata a cercare sul computer del padre eventuali destinazioni in montagna in evidenza, i soccorritori hanno capito la sua probabile meta: il Bivacco Caimi, in Valle del Cornon, Campolongo, percorrendo il sentiero numero 334.

 

Una squadra si è quindi incamminata e dopo una ventina di minuti un soccorritore ha notato le tracce di una scivolata dal sentiero in un punto particolarmente ghiacciato. Attrezzata la calata, i tecnici sono scesi lungo il pendio di neve dura per un centinaio di metri, poi da un salto di 40 per seguire ancora il pendio per altri 50 metri, finché non si sono imbattuti nel corpo senza vita dell'escursionista.

 

Dal momento che era notte fonda e il recupero notturno del corpo sarebbe stato impegnativo e rischioso, in accordo con la magistratura, le operazioni sono state spostate a questa mattina quando un elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha provveduto ad imbarcare la salma, dopo aver caricato a bordo un soccorritore della Val Comelico e uno del Sagf in supporto alle operazioni e per i rilievi del caso. Sbarcati con un verricello di una trentina di metri, i soccorritori hanno affiancato il tecnico di elisoccorso nelle manovre. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata poi trasportata a Campolongo e affidata al carro funebre.

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