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Sequestrati più di 100 uccelli che potevano valere fino a 800 euro l’uno, denunciati due uomini per traffico di avifauna

È il risultato dell’operazione “Bisturi selvaggio”, condotta dal Corpo forestale del Trentino per contrastare la cattura, il traffico ed il maltrattamento di uccellini. I presunti responsabili sono accusati di furto di selvaggina, maltrattamento di animale e altre ipotesi di reato connesse anche alla gestione delle armi

Di Tiziano Grottolo - 08 agosto 2019 - 17:54

TRENTO. Sul mercato il valore di un singolo esemplare di tordo maschio può raggiungere gli 800 euro, bottino questo che può ingolosire molti bracconieri. Grazie all’indagine condotta dai forestali Trentino, oltre un centinaio di esemplari sono stati sequestrati a due individui.

 

L’operazione prende il nome di “Bisturi selvaggio” e rientra nelle attività di contrasto alla cattura, al traffico e al maltrattamento di animali portate avanti dal Corpo forestale del Trentino.

 

Nelle scorse settimane infatti, i forestali in servizio nella zona della piana Rotaliana avevano individuato un trentino che, a bordo del proprio veicolo, trasportava una significativa quantità di uccellini all’interno di gabbie solitamente utilizzate per la fauna da richiamo.

 

Gli esemplari trasportati risultavano essere stati sottoposti da pochissimo tempo alla pratica del ‘sessaggio’, brutale operazione che si compie con il bisturi per constatare il sesso degli animali.

 

Gli uccellini si sono rivelati essere pulcini di tordo, particolarmente pregiati e ricercati sia nel mondo venatorio sia in quello degli appassionati ornitologi.

 

Dalle indagini che sono seguite, i forestali sono riusciti a identificare la persona, residente in Alta Valsugana, che si sarebbe occupata degli interventi sugli animali.

 

Nell’abitazione dell’uomo sono stati rinvenuti gli attrezzi impiegati per effettuare l’incisione chirurgica, oltre a numerose gabbie contenenti tordi e pulcini della stessa specie, probabilmente raccolti pochissime ore prima dell’arrivo degli agenti.

 

I presunti responsabili sono accusati di furto di selvaggina, maltrattamento di animale e altre ipotesi di reato connesse anche alla gestione delle armi e sono stati pertanto deferiti all'autorità giudiziaria. Mentre i piccoli di tordo sono stati sequestrati.

 

Per contrastare il traffico di avifauna, il Corpo forestale si avvale della collaborazione dei veterinari dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Una volta visitati e curati, gli animali sono stati consegnati alla Lipu per essere recuperati fisicamente, una volta disposto il dissequestro da parte dell’autorità giudiziaria, questo pomeriggio gli uccellini sono stati rimessi in libertà.

 

L’attività di indagine si inquadra in un più ampio programma di attività di controllo di alto livello, secondo quanto previsto nel Piano d’azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici.

 

Gli illeciti di questo tipo iniziano con il furto venatorio a carico di piccolissimi uccelli ancora nel nido non capaci di volare e sfociano spesso in maltrattamento di animali condotto con la pratica del ‘sessaggio’. Questo, molto spesso, porta anche soggetti provenienti da fuori provincia a frequentare le campagne trentine che pullulano di avifauna nei mesi idonei alla riproduzione.

 

Infine i forestali ricordano che controlli ordinari svolti dagli agenti sul territorio hanno portato solo lo scorso febbraio all'arresto di altri undici soggetti di diverse parti d’Italia, accusati di furto aggravato e ricettazione.

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