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| 30 set 2019 | 12:20

Sgominata pericolosa banda dedita a furti e rapine: in pochi mesi rubati oltre 100mila euro da slot e cambiamonete

Nove arresti con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, è questo il bilancio dell’operazione “Baba e Biri” condotta dai carabinieri di Riva del Garda . Al sodalizio criminale sono stati ricollegati 20 furti, eseguiti fra le province di Brescia, Trento, Milano, Bergamo e Modena

Sgominata pericolosa banda dedita a furti e rapine: in pochi mesi rubati oltre 100mila euro da slot e cambiamonete
di Redazione

TRENTO. "Io sono il vostro baba (padre) voi siete i miei biri (figli)” è da questa frase pronunciata dal capobanda che prende il nome l’operazione “Baba e Biri” condotta dalla compagnia dei carabinieri di Riva del Garda che ha portato alla cattura di una pericolosa banda dedita a furti e rapine.

 

Per arrivare a ricostruire l’intricata rete d’intrecci e soprattutto risalire ai colpevoli c’è stato bisogno di un lavoro molto paziente e meticoloso che ha coinvolto, oltre alla compagnia trentina, anche quelle di Milano, Monza, Brescia e Chiari.

 

L’indagine, estremamente articolata, ha portato all’identificazione di 9 persone nei confronti delle quali è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare: 7 indagati sono stati arrestati e tradotti in carcere mentre per altri 2 sono stati disposti gli arresti domiciliari, tutti e 9 sono accusati di “associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio”.

 

La banda era composta da persone originarie dei Balcani (Serbia e Albanaia), che in un caso si sono avvalse della collaborazione di due italiani, a capo del gruppo c’era un cittadino serbo classe 1985.

 

“I sodalizi criminali vedono nel Trentino una terra di conquista – ha specificato il tenente colonnello Giovanni Cuccurulloma con questa operazione abbiamo mostrato che anche eseguire un solo colpo nella nostra provincia può costare caro”.

 

Le indagini infatti sono partite in seguito a un furto di slot machine avvenuto in un bar di Borgo Chiese, in provincia di Trento, nel novembre dello scorso anno. Da questo colpo i militari dell’arma hanno iniziato a ricostruire le mosse della banda.

Lavoro non facile, come spiegato dal maggiore Antonio Patruno comandante della compagnia di Riva, visto il radicamento dei malviventi sul territorio bresciano ma che colpivano anche nelle province di Trento, Milano; Bergamo e Modena.

 

I componenti del sodalizio criminale sono stati rintracciati, nella prime ore di questa mattinata 30 settembre, nei comuni di Castel Mella (BS), Ospitaletto (BS), Chiari (BS), Carnate (MB) e Milano.

 

Le indagini sono state condotte sia con metodi tradizionali (pedinamenti, appostamenti, sopralluoghi, ecc) che con l'utilizzo delle nuove tecnologie. In particolare grazie ad alcune intercettazioni è stato possibile ricostruire le dinamiche interne al gruppo che hanno mostrato come i carabinieri si trovassero di fronte a un’associazione ben organizzata.  

La banda agiva con un modus operandi ben definito e per ogni azione criminale veniva incaricato uno specifico soggetto, ad esempio per svolgere il sopralluogo, reperire i mezzi, fungere da palo o procedere all’azione finale, evidenziando una specializzazione e funzionalità propria dei singoli sodali.

 

Inoltre, la struttura verticistica dell’associazione è stata confermata dalle intercettazioni tecniche, nelle quali emerge come il cittadino serbo a capo dell’organizzazione rimarcasse spesso il proprio ruolo, rivolgendosi agli altri apostrofandoli “BIRI”, al contempo si definiva “BABA”, che tradotto letteralmente in italiano significano rispettivamente figli e padre.

 

Fondamentali, per sostanziare le responsabilità dei singoli, sono stati i servizi di osservazione e pedinamento nonché le registrazioni degli impianti di videosorveglianza comunali e dei locali depredati, che hanno consentito di raccogliere solide prove a carico degli arrestati e ricostruire le fasi organizzative dei reati.

Ogni colpo era organizzato dopo una lunga fase di studio, i malviventi si appropriavano prima dei veicoli, idonei al trasporto delle slot machine e una volta rimosse dagli esercizi le macchinette, le trasportavano in luoghi sicuri, anche molto lontano da dove erano stati perpetrati i furti per forzarle in piena tranquillità.

 

Tra i principali obiettivi della banda c’erano gli esercizi commerciali con la presenza di slot machine e cambiamonete, i ladri cercavano di accertarsi sempre che gli esercenti non si trovassero all’interno dei locali da rapinare, questo per evitare di incorrere nell’accusa di rapina aggravata. Mentre le auto rubate, utilizzate per trasportare le slot machine, venivano in seguito abbandonate.

 

Soltanto in un caso è stata perpetrata una rapina ai danni di un’imprenditrice, nel giugno scorso a Bresso in provincia di Milano.

 

Nel complesso, sono alla banda sono stati ricollegati 20 furti, di cui 13 a esercizi pubblici e 7 di autoveicoli, consumati negli ultimi mesi. Il solo denaro sottratto da slot machine e cambiamonete è stato calcolato in circa 100mila euro.

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