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''Tom, mi mancherai. Un privilegio chiamarti amico'', l'addio di Angelika Rainer. Nardi e Ballard ricordati al campo base sul Nanga

Un incontro avvenuto nel 2015/16, quando Ballard era reduce dal progetto "Starlight and Storms", l'alpinista britannico adottato dalla Val di Fassa era riuscito a scalare da solo le sei grandi pareti nord alpine. Il primo a completare questa impresa in una sola stagione invernale, senza una squadra di supporto

Pubblicato il - 11 marzo 2019 - 20:17

TRENTO. "Tom, non riesco a credere che non scaleremo mai più insieme. E che questa volta non tornerai più in Val di Fassa", la tre volte campionessa del mondo di arrampicata su ghiaccio, Angelika Rainer, affida a Facebook il proprio ricordo di Ballard, tragicamente scomparso sul Nanga Parbat

 

Un incontro avvenuto nel 2015/16, quando Ballard era reduce dal progetto "Starlight and Storms", l'alpinista britannico adottato dalla Val di Fassa era riuscito a scalare da solo le sei grandi pareti nord alpine (Cima Grande di Lavaredo, Pizzo Badile, Cervino, Grandes Jorasses, Petit Dru e Eiger). Il primo a completare questa impresa in una sola stagione invernale, senza una squadra di supporto. Proprio nel corso di quella impresa è stato realizzato il pluripremiato film "Tom". 

 

"Avevi appena attrezzato 'Tomorrow world' - ricorda Rainer - la falesia drytooling che negli anni successivi i migliori scalatori della disciplina nel mondo sarebbero passati a visitarla. Con la visione e il duro lavoro eri riuscito a creare questo incredibile parco giochi". Un riferimento alle tantissime vie aperte e attrezzate in Val di Fassa, una casa per Ballard, che aveva trovato in Stefania Pederiva l'amore. Ma è tutta una valle colpita dal lutto.

 

"In questi anni ho avuto il privilegio di chiamarti 'amico', abbiamo passato delle bellissime giornate a scalare insieme. Ti sarei venuto a prendere da qualche parte in val di Fassa e avremmo guidato intorno a quella bellissima valle in cui hai scelto di vivere. Un giorno dovevamo passare la serata con gli amici, ma mi hai chiesto di farti smontare alla "tua" grotta: volevi dormire lì nel sacco a pelo e poi attrezzare un nuovo percorso alla mattina", scrive la meranese, che aggiunge: "Quando siamo arrivati il giorno dopo, dopo una notte trascorsa in un comodo letto, avevi già finito quel percorso e l'avevi chiamato "Cappuccino" perché ti avevo promesso qualche volta un cappuccino al mattino, ma ho sempre dimenticato il latte. Onestamente non riesco a ricordare se ti ho mai preparato questo cappuccino e ora non avrò mai la possibilità di fartene un altro".

 

"Tom, non ti dimenticheremo mai e i miei pensieri sono per Steffi, tuo padre e tua sorella. Ciao Tom".

 

Nel frattempo l'ipotesi più accreditata è quella dell'incidente in parete, quindi gli alpinisti sarebbero rimasti sorpresi da vento e freddo a 5.900 metri, circa 400 metri più in basso rispetto alla posizione fornita da Nardi nell'ultima telefonata di domenica 24 febbraio, prima del silenzio. 

 

I corpi, come noto, sono stati localizzati attraverso il telescopio di Alex Txikon e le immagini sono state poi analizzate meticolosamente. Il basco si è mostrato disponibile per recuperare Nardi e Ballard, ma la decisione spetta alle famiglie e si deve eventualmente ricorrere all'utilizzo degli elicotteri militari pakistani. 

 

Per ora un momento di raccoglimento in ricordo di Daniele Nardi e Tom Ballard è stato osservato in una cerimonia al campo base con i portatori e con la squadra di soccorritori, una cerimonia che ha chiuso per sempre la spedizione 2019 Nanga Parbat Winter Expedition per raggiungere la vetta nella stagione più fredda attraverso una nuova via lungo lo Sperone Mummery. Resterà anche una targa sulla roccia.

 

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