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Tragedia nelle Giudicarie, è Paolo Valenti il giovane precipitato da oltre dieci metri. Ex calciatore lascia tre bambini

Il dramma si è consumato questa mattina. Il 36enne di Bondo stava lavorando su un albero quando qualcosa è andato storto. Colonna del centrocampo del Comano Fiavé per dieci anni aveva anche giocato in serie C2 e in D con il Bolzano

Di L.P. - 09 settembre 2019 - 13:31

TIONE. Trentasei anni, tre bambini piccoli, una carriera anche nel mondo del calcio regionale. Paolo Valenti lascia un vuoto difficilissimo da riempire. E' lui il giovane operaio che questa mattina ha perso la vita mentre stava lavorando in località Zeller a quota 1.378 metri in un bosco. Secondo le prime ricostruzioni si trovava su un albero a oltre dieci metri di altezza e, dalle prime risultanze, avrebbe avuto tutte le attrezzature del caso e le dotazioni di sicurezza. A provocare la terribile caduta sull'asfalto dall'alto, forse un cordino che si sarebbe tranciato mentre stava lavorando. Un incidente drammatico sulle cui cause stanno ancora indagando l'Uopsal e i carabinieri della zona.

 

Quel che è certo è che Valenti era davvero una persona molto conosciuta ed amata da tutti. Il 36enne di Bondo era stato uno dei giocatori più importanti del calcio regionale rappresentando una vera e propria bandiera del Comano Fiavè dove ha giocato tra Promozione ed Eccellenza per un decennio, dal 2006 al 2016 anno in cui si è ritirato per dedicarsi al lavoro e alla famiglia, disputando 230 partite. Il tutto dopo una carriera di livello che lo aveva visto raggiungere anche alcune squadre in ambito professionistico (tra le altre Castiglione, Salò e Bolzano).

 

Partito nel vivaio del Brescia era stato in serie C2 nei primi anni 2000 (2002-2003) con il Montichiari. Poi la serie D con Sant'Angelo Lodigiano, l'Eccellenza con il Castiglione delle Stiviere. Nella stagione 2005/06 gioca nel Bolzano e con il team altoatesino raggiunge un quarto posto in serie D e in Coppa Italia gioca anche contro il Cervia della trasmissione televisiva ''Campioni'' di Ciccio Graziani. Dal 2006 torna a ''casa'' al Comano Fiavé: da difensore avanza a centrocampo e per dieci anni non si muove più da lì. Tante stagioni, tante partite, tanti gol e tante soddisfazioni

 

Nel 2016 appende le scarpette al chiodo per dedicarsi al lavoro e alla famiglia. Ha tre bambini tutti molto piccoli da crescere e su Facebook la sua immagine profilo è occupata da una scritta che non si presta interpretazioni: ''Un papà può affrontare il mondo intero con una mano se con l'altra stringe quella del figlio''. Oggi non restano che le lacrime, per tutti. Il giovane è morto sul colpo dopo la caduta. Inutili i tentativi di rianimarlo dei soccorsi giunti sul posto anche via cielo con l'elicottero. 

 

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