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Vittima di violenze per vent'anni. Il marito la pedinava e le controllava posta e telefono

La donna, disperata, si è rivolta ai carabinieri di Borgo. L'uomo è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia

Pubblicato il - 27 aprile 2019 - 09:25

BORGO VALSUGANA. Ha subìto per quasi 20 anni violenze psicologiche e fisiche da parte del marito. Violenze di ogni genere mirate anche a farle perde l'autostima. Ad un certo punto, però, non riuscendo più andare avanti ha deciso di raccontare tutto ai carabinieri di Borgo Valsugana.

 

A finire nei guai è un uomo, italiano, di 51 anni, denunciato per il reato di maltrattamenti in famiglia.

 

E' successo nei giorni scorsi. La donna, sconvolta, si è presentata nella caserma di Borgo, chiedendo aiuto. I militari hanno cercato prima di tutto di calmarla per poi ascoltare la sua storia, quella vissuta con suo marito, fatta di un ventennio di violenze psicologiche e, a volte, fisiche.

 

Secondo quanto raccontato dalla donna alle forze dell'ordine, già prima di sposarsi, l’uomo aveva dato qualche segnale di aggressività, ma la moglie giustificava il tutto riportandolo ad un carattere particolarmente sanguigno ed insicuro.

 

Nel tempo però, l’uomo si è dimostrato sempre più geloso, accusandola di avere relazioni extraconiugali ma anche ad insultarla sia in privato che in pubblico, con battute sarcastiche che altro non facevano se non offendere la dignità della donna e a farle perdere la propria autostima.

 

Ha iniziato ad un certo punto ha iniziato a pedinarla, a controllarle la posta ed il telefono. Lei sopportava, convinta che potesse cambiarlo, che riuscisse a farlo ragionare, che non aveva motivo di essere geloso.

 

Ma dopo tanti anni, si è accorta di non avere una vita normale, di essere attanagliata dalla paura di subire l’ennesima aggressione psicologica o di ricevere uno schiaffo improvviso. Ha quindi deciso di rivolgersi ai carabinieri.

 

Il marito, ai militari dell’Arma, non ha risposto se non in maniera vaga e basita, senza smentire o confermare.

 

Alla donna, i militari dell’Arma hanno suggerito un l’elenco dei centri antiviolenza cui potersi rivolgere e la possibilità di accedere al libero patrocinio a spese dello Stato per sostenere le spese di giudizio.

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