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| 01 nov 2020 | 18:36

Accoglienza invernale per i senzatetto, aumentano i bisogni ma i posti rischiano di calare. I 'Volontari in Strada': ''In tanti costretti a dormire all'aperto''

Secondo gli ultimi dati sono 150 i posti sicuri disponibili quest'anno. La Provincia, assieme al Comune, starebbe però trovando la soluzione per avere altri 30 - 40 posti. Per strada ci sono persone giovanissime ma anche adulti che hanno perso famiglia, casa e  lavoro 

Accoglienza invernale per i senzatetto, aumentano i bisogni ma i posti rischiano di calare

TRENTO. Fare di tutto per aiutare le persone che si trovano ai margini è un dovere di una comunità. Lo è anche oggi, in un momento in cui tutti assieme dobbiamo affrontare una pandemia che morde sempre di più e che va a colpire, inevitabilmente, non solo chi è anziano o debole di salute ma anche chi da un giorno all'altro si trova senza più nulla, senza un tetto sopra la testa e senza un piatto caldo per sfamarsi.

 

Sono sempre di più anche in Trentino le persone che si trovano in strada, donne e uomini non fa differenza. Costretti a dormire in qualche angolo della città ed ora anche al freddo. Una situazione che rischia di peggiorare nelle prossime settimane e che quest'anno, purtroppo, vede anche un sistema di accoglienza invernale messo in campo dalla Provincia e dal Comune che rischia, secondo le ultime informazioni, di essere più debole del passato.

 

Dai dati che sono stati forniti durante l'ultimo tavolo tra Pat, Amministrazione comunale e le associazioni che gestiscono le strutture sul territorio, i posti che saranno aperti quest'anno per ospitare le persone durante il periodo invernale sono 150. A questi si sommerebbero altri 30 – 40 posti che si starebbero cercando con non poca fatica. Alla fine dovrebbero essere attorno ai 190 i luoghi al coperto messi in campo, un numero inferiore rispetto allo scorso anno quando già parte della richiesta rimaneva senza una risposta.

 

A pesare, anche in questo caso, sono le regole che devono essere seguite per il contenimento della pandemia. Ogni struttura, infatti, deve riservare dei posti in caso in cui qualche ospite risulti positivo. Posti che scompaiono da quelli utili per accogliere.

 

Sono numeri che non riusciranno sicuramente a dare una risposta alle tante persone che ci sono in strada a Trento” ci spiega Sofia Lugoboni presidente l'associazione "Volontarinstrada", attiva a Trento dal 1999 è costituita da un gruppo di persone che scelgono la via del contatto su strada per cercare di comprendere e aiutare coloro che vivono situazioni di marginalità e disagio e sono spesso senza dimora. Persone di tutte le età che ogni giovedì sera si recano in piazza Dante per portare un po' di umanità, un po' di compagnia assieme a dei panini e a una bevanda calda, a chi non ha altro posto se non le panchine all'aperto.

 

“Incontriamo persone che hanno 20 anni e che si trovano in strada – ci racconta – ma anche chi con qualche anno in più ha perso tutto. Cerchiamo di ascoltare, portare quel calore che viene a mancare quando crolla la rete famigliare che ci circonda”. Ci sono persone con fragilità di ogni tipo, stranieri comunitari ed extracomunitari, persone che hanno perso un lavoro e poi anche la casa o anche richiedenti asilo che si sono trovati davanti progetti di accoglienza chiusi o interrotti senza più alcun genere di aiuto. Si incontrano anche molte persone alle quali i servizi sociali hanno lodevolmente fornito delle risposte materiali come un sussidio, una casa, ma mancano dei servizi immateriali come la relazione e l'ascolto che proprio i volontari cercano di dare.  

 

I ''Volontari in strada'' negli scorsi mesi hanno girato la città per cercare i luoghi dove spesso chi si trova ai margini si sente più al sicuro, muniti  di coperte e beni di primissima necessità. “A Trento l'accoglienza di bassa soglia – spiega Sofia – non è sufficiente. Serve potenziarla”.

 

I numeri della prossima accoglienza invernale preoccupano, però, anche le stesse associazioni che hanno il compito di gestire le strutture e che saranno costretti a stare tra le stringenti regole per il contenimento del virus e la pressioni delle tante richieste.

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