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Senzatetto a Trento, tra calo dei posti e pandemia. Per l'accoglienza invernale si cerca una struttura, le associazioni: ''Servono decisioni e una programmazione generale ''

Martedì prossimo si riunirà a Trento il Tavolo di inclusione sociale  e molte associazioni attendono dalle istituzioni delle risposte sull'organizzazione degli immobili per l'accoglienza del prossimo inverno. Intanto i problemi non mancano con il calo dei posti e le regole rigide da seguire per evitare contagi 

Di Giuseppe Fin - 22 ottobre 2020 - 18:57

TRENTO. Lo scorso anno erano circa 200 i posti che nel periodo invernale potevano ospitare i senzatetto a Trento. Quest'anno, però, la situazione potrebbe essere ben diversa con il rischio, per molti, di essere costretti a dormire all'addiaccio in qualche angolo della città.

 

A lanciare l'allarme sono alcune associazioni che da tempo seguono questi temi e che con l'arrivo dei mesi invernali si trovano a far fronte a numerosi problemi. “Non possiamo restare indifferenti difronte a chi si trova senza un tetto sotto cui stare. Sono persone di tutte le età che non devono rimanere in solitudine e nell'indifferenza” spiegano alcuni volontari.

 

Le strutture che svolgeranno un ruolo fondamentale sono la Bonomelli, Casa Orlando, Casa Maurizio, Casa Giuseppe e Casa Paola. C'è poi la Casa della Giovine e la nuova struttura “La Casa di Vladia e Martin” dell'Aft l'associazione che si occupa delle famiglie tossicodipendenti, Casa San Francesco nel centro Astalli e infine il Portico a Rovereto.

 

Quest'anno, però, mancherà una parte dei posti che si trovavano in via Santa Croce. Ma non solo. Tra i responsabili delle strutture, infatti, preoccupa anche un'altra questione. A causa del coronavirus, giustamente, dovranno essere osservate misure molto rigide. Una parte dei posti dovranno essere lasciati liberi per essere utilizzati nel caso in cui qualche utente risultasse positivo per essere isolato. E questi posti vanno ulteriormente ad abbassare il numero di quelli disponibili per accoglienza invernale.

 

A non calare, invece, sono le persone che non hanno una casa. Costrette a dormire al freddo se non trovano una struttura che li accoglie. “Ci sono molte persone straniere ma non solo – ci spiega Massimo Comaz di Villa Sant'Ignazio – soprattutto uomini. Tanti si trovano a non aver più nulla dopo la disgregazione del proprio nucleo famigliare che rappresentava per loro una sorta di linea di galleggiamento”.

 

L'attenzione, insomma, deve essere alta soprattutto quest'anno dove le questioni da affrontare sono tante e dove l'epidemia causata dal coronavirus rende tutto più difficile.  Da una parte ci sono le associazioni che scalpitano per avere risposte e per conoscere il quadro organizzativo generale per questo inverno. Dall'altra parte ci sono invece le istituzioni che per il momento sembrano tardare nel dare segnali. Quello che manca è la programmazione generale degli immobili che potranno essere utilizzati. Ed è per questo che proprio in queste ore si sta cercando anche di capire quale potrà essere una nuova struttura da utilizzare per l'accoglienza nell'inverno che ci troviamo davanti.

 

I punti di domanda, al momento, però, sono tanti. Tra poche settimane alcune strutture di bassa soglia per l'inverno apriranno i battenti ma dal punto di vista dell'organizzazione la confusione è tanta. Martedì prossimo 27 ottobre si terrà a Trento la riunione del tavolo di inclusione sociale. E' da questa riunione che molte associazioni si attendono delle risposte. Verranno messi sul piatto i problemi, le eventuali soluzioni prospettate e si dovrà trovare una quadra. “Stiamo cercando di portare avanti dei ragionamenti sulla gestione complessiva del sistema e nei prossimi giorni verranno prese delle scelte” spiegano al momento dalla Provincia.

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