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Emergenza casa in Trentino, ''In tanti torneranno a dormire in strada''. Tra sette giorni stop del servizio all'Ostello e da lunedì chiude lo spazio di Centochiavi

Il rischio è che tante persone che in questi mesi hanno trovato un riparo durante la notte grazie ai posti messi a disposizione dal Comune all'Ostello della Gioventù finiscano nuovamente a dormire in strada. Questa sera sarà l'ultima notte anche per gli spazi aperti nella Chiesa di Centochiavi ma potranno essere riattivati

Di GF - 28 febbraio 2021 - 05:01

TRENTO. L'inverno è la stagione più difficile per chi non ha una casa. Quest'anno, però, con anche l'emergenza sanitaria in corso si dimostra come non sia più sufficiente parlare di “emergenza freddo” ma serva invece concentrare gli sforzi su una “emergenza casa”.

 

Un'emergenza diventata sempre più grande e che riguarda anche il Trentino. Lo dimostrano i dati e lo dimostrano anche gli sforzi sempre maggiori messi in campo dai volontari.

 

Ad inizio di questo inverno le strutture sul territorio avevano messo a disposizione circa 200 posti per i senzatetto. Erano però decine quelli costretti ancora a rimanere a dormire stesi su una panchina o in qualche angolo di marciapiede. Il Comune di Trento ha quindi deciso di mettere a disposizione l'Ostello e successivamente l'Arcidiocesi un'area della Chiesa di Centochiavi. Spazi questi importantissimi e la conferma arriva dal fatto che appena disponibili sono stati tutti occupati.

 

Ora, però, arriva la notizia che preoccupa. Questa sera sarà l'ultima notte che verrà utilizzata la struttura di Centochiavi messa a disposizione dalla Chiesa mentre il prossimo fine settimana, il 7 marzo, terminerà il servizio all'Ostello della Gioventù.

 

“Con l'ostello – ci ha spiegato l'assessora Chiara Maule – il contratto prevedeva l'utilizzo per chi ne aveva bisogno fino al 7 marzo. Era 50 i posti messi a disposizione in tutto e fin dall'inizio sono sempre stati tutti occupati”. Difficile pensare che queste cinquanta persone che ad oggi trovano un riparo dove dormire nella struttura di via Torre Vanga abbiano un posto alternativo dove andare se non la strada.

 

La Diocesi di Trento, per volontà dell’arcivescovo Lauro Tisi, aveva messo a disposizione per l’accoglienza di persone senza dimora la chiesa di San Massimiliano Kolbe in località Centochiavi, a Trento Nord. L’aula liturgica, non utilizzata per il culto, è stata trasformata in un grande dormitorio, in grado di ospitare, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid, fino a quaranta posti letto. “Resterà in funzione – era stato spiegato in una nota - per tutto il periodo necessario a dare risposta alla grande richiesta di posti letto, acuita dal rigore invernale e dall’emergenza sanitaria”.

Per la struttura questa sera sarà l'ultima notte di apertura. Con il “Tavolo Inclusione” della Pat, è stato spiegato a ildolomiti.it, sono state fatte delle verifiche e si è deciso di chiudere, “essendo per ora terminata l'emergenza”. La situazione verrà monitorata e nel caso fosse necessario “La chiesa è comunque lì, sempre attivabile”.

 

Posti letto che chiudono e un'emergenza casa che, invece, continua.

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