Accoglienza: le strutture per i senza fissa dimora chiudono i battenti a fine aprile. E poi cosa succede?
“Il rischio, come sempre, è che tutti si riversino su Bolzano - spiega Andriollo - non è semplice trovare posti in altre città dell’Alto Adige perché in poche si mettono a disposizione per accogliere. Quando però l’inverno finisce e le strutture chiudono, dove vanno queste persone? Ovviamente nel capoluogo”

BOLZANO. Ogni anno lo stesso problema, le stesse domande, le stesse discussioni. Si parla di accoglienza e, in particolare, della struttura per “l’emergenza freddo” che a Bolzano chiuderà i battenti il prossimo 30 aprile.
All’ex Inpdap di via Pacinotti vengono ospitate circa 200 persone senza fissa dimora, che ogni giorno trovano riparo, un pasto caldo e l’accesso ai servizi come le docce e la lavanderia. Una struttura all’interno della quale non sono mancati gli scontri, e dove le forze dell’ordine sono dovute intervenire molteplici volte per sedare risse e per tenere la situazione almeno sotto controllo. Nulla di sorprendente in realtà, se si pensa che nella stessa struttura vengono ospitati uomini di diverse nazionalità, di diverse etnie e di diverse religioni che non sempre vanno d’accordo tre loro. Qualche tensione è inevitabile, se 200 persone senza fissa dimora vivono “sotto lo stesso tetto”.
La stagione in ogni caso va concludendosi, e le stesse 200 persone si troveranno a non avere più un punto di riferimento. Chiuderà i battenti, definitivamente, anche l’ex Alimarket che a Bolzano sud ospita circa 50 persone, mentre resterà aperto l’ex Comini, all’interno del quale non vi sono più posti da tempo.
“Li troveremo, come sempre accade, per strada”, sottolinea assessore comunale uscente Juri Andriollo.
Il problema non è solo bolzanino, però. Chiuderanno infatti le strutture sparse per la Provincia, come quella di Merano che ospita un totale di 43 persone, quella di Bressanone che ne ospita 20 e anche il dormitorio che a Laives viene gestito dalla Croce Rossa e che ne ospita altre 20.
“Il rischio, come sempre, è che tutti si riversino su Bolzano - spiega Andriollo - non è semplice trovare posti in altre città dell’Alto Adige perché in poche si mettono a disposizione per accogliere. Quando però l’inverno finisce e le strutture chiudono, dove vanno queste persone? Ovviamente nel capoluogo”. “Sembra un problema senza fine - conclude - chiediamo ancora una volta che la Provincia intervenga e che lo faccia definitivamente. Oppure a ottobre ci ritroveremo a ricominciare ancora una volta da capo, con gli stessi discorsi, con gli stessi numeri, con la stessa emergenza”.














